Saturday, June 12, 2010

No al lavoro minorile


Fra il 1 gennaio 2006 e il 30 aprile 2010, il Servizio 114 - Emergenza Infanzia ha gestito complessivamente 7.165 casi di sfruttamento lavoro minorile, con una media mensile di 138 casi. Un numero complessivo costituito dal numero dei casi di emergenza sommati al numero delle chiamate relative ad altre situazioni di disagio per le quali e' stato richiesto l'intervento del 114. I dati sono di Telefono azzurro che in occasione della Giornata Internazionale contro il lavoro minorile, insieme ai Consulenti del lavoro fanno un'analisi del fenomeno, individuando linee guida comuni per una efficace azione di contrasto.
Tra le principali tipologie di emergenza per cui il Servizio 114 e' stato chiamato ad intervenire troviamo le situazioni di ''accattonaggio'' (circa il 7%, corrispondente a 491 casi) che coinvolgono bambini e adolescenti. Si tratta di minorenni cui nessuno provvede o che, fin da piccoli, sono coinvolti nella ricerca di un sostentamento per la famiglia: bambini trascurati e sfruttati. Sono passati ormai dieci anni dall'entrata in vigore della Convenzione dell'Ilo sulle peggiori forme di lavoro minorile (n. 182) e a oggi la convenzione e' stata ratificata da più del 90% dei 182 Stati membri dell'Ilo.
Il lavoro minorile riguarda ancora 215 milioni di bambini nel mondo di cui 115 milioni in lavori ad alto rischio (Ilo, 2010). Numeri che, seppure in calo (si stimavano 222 milioni di bambini nel 2004), rischiano di allontanare l'obiettivo di eliminare le forme più gravi di sfruttamento entro il 2016.
Il fenomeno in Italia e' ancora poco monitorato. Le vittime dello sfruttamento economico vanno ricercate nelle pieghe dell'economia sommersa: agricoltura, lavoro domestico, commercio al minuto, prostituzione, attività illegali.
Le richieste di intervento per situazioni di conflittualità all'interno del nucleo familiare ed episodi di violenza domestica hanno riguardato in misura maggiore bambini/adolescenti italiani. Ma la maggior parte delle chiamate (60,5%) ha riguardato minori stranieri. Oltre al lavoro in senso proprio, dove l'elemento culturale si aggiunge alla necessità di sostentamento del nucleo, si segnala l' ''accattonaggio'' (circa il 7%, corrispondente a 491 casi), che coinvolge bambini e adolescenti quasi esclusivamente di nazionalità straniera (nel 97,7% dei casi gestiti dal 114 Emergenza infanzia).
Ma non basta: dal 1 gennaio al 4 marzo 2010 risultano già 222 segnalazioni di minori scomparsi in Italia (più di tre bambini al giorno). E’ quanto emerge da un altro report di Telefono Azzurro presentato. Secondo la Polizia, nel 2009 sono stati ben 1.033 i minori italiani e stranieri per i quali sono state attivate le segnalazioni di ricerca sul territorio nazionale e che risultano ancora inseriti nell’archivio delle ricerche. Per Telefono Azzurro, che gestisce in Italia il numero 116.000, la linea diretta istituita dalla Commissione europea per fronteggiare il fenomeno, la maggior parte delle segnalazioni (il 34%) riguarda situazioni di sottrazione internazionale. Dal 1 gennaio ‘74 al 31 ottobre 2009 in Italia sono scomparsi e ancora da rintracciare 10.768 minori, di cui 1.944 italiani e 8.774 stranieri. Il numero dei bambini scomparsi, peraltro, potrebbe essere anche superiore se si tiene conto che alcuni minori stranieri non vengono denunciati.
Molti bambini "rubati" sono destinati all'accattonaggio in altri Paesi al fine di recuperare, in media, 100 € al giorno, cifra che si moltiplica sino a dieci volte quando i bimbi sono destinati a furti, scippi oppure messi a disposizione di pedofili.
Non lasciamo cadere nel vuoto quest'ennesima piaga riguardante i bambini, il nostro futuro.

Daniele Damele

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