Wednesday, April 14, 2010

Uso errato dei new media, che tristezza


A 13 anni inviava proprio foto porno in cambio di ricariche del cellulare, prima ai compagni di scuola, poi a numerosi altri giovani in Friuli e Veneto. La vicenda - riferita da quotidiani locali friulani - è stata scoperta dai Carabinieri di Tolmezzo che hanno sequestrato decine di telefonini, chiavette USB e hard disc di computer con foto e filmati porno della ragazzina.
I sequestri sono stati fatti su ordine della Procura della Repubblica di Tolmezzo e della Procura della Repubblica per i minorenni di Trieste che hanno iscritto ben 34 persone nei registri degli indagati per reati relativi alla pornografia minorile: 29 di questi sono minorenni e cinque hanno da poco tempo superato i 18 anni.
L'inchiesta e' scattata nei mesi scorsi sulla base di una serie di elementi che i Carabinieri hanno acquisito controllando il mondo giovanile in alcuni Comuni friulani. Le due Procure hanno così deciso di tenere sotto controllo una serie di numeri telefonici e hanno scoperto che la ragazzina, che all'epoca frequentava la scuola media, trasmetteva foto porno, nelle quali il viso non era visibile, e filmati in cambio di ricariche del cellulare.
Ma non basta le tristezze di un uso profondamente errato dei new media oggi ci riservano un’altra “chicca”: con un furgone a metano si sono scaraventati contro alcune auto parcheggiate in un piazzale di una ditta e tutto al fine di realizzare un filmato destinato a finire su Youtube! E' quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Lucca che hanno denunciato cinque ragazzi, fra cui tre minorenni, per violazione di domicilio e danneggiamento aggravato.
Secondo quanto spiegato dai militari, tutto e' avvenuto il pomeriggio della vigilia di Pasqua, nel piazzale di una ditta di rettifiche motori. I cinque, indicati, al solito, come giovani di buona famiglia, dopo essersi introdotti all'interno della ditta si sono messi alla guida di un furgone a metano e si sono scaraventati a forte velocità contro le autovetture parcheggiate nel piazzale, causando ingenti danni e rischiando di far esplodere il mezzo che hanno utilizzato. Il tutto è stato regolarmente ripreso da un videotelefono, perché le immagini, hanno spiegato sempre i Carabinieri, erano destinate a finire su Youtube.
Da una parte abbiamo una giovanissima che si vende col telefonino per delle ricariche, dall’altra giovani che fanno non una bravata, ma una colossale stupidaggine estremamente pericolosa solo per apparire, per finire su youtube ed essere visti, notati dagli altri.
C’è da interrogarsi su molte cose. Alcune domande: dove sono i genitori? Che dialoghi hanno con questi ragazzi cosiddetti di “buona famiglia”? La cultura dell’apparire, altrimenti non esisti non ha preso troppo la mano? Perché è divenuto imperante apparire? Che società stiamo dando ai nostri figli?
Forse dobbiamo fermarci un momento a riflettere e gli stessi media favorire una riflessione sui condizionamenti imposti a giovani e non. Ma chi lo fa?

Daniele Damele

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