Wednesday, March 10, 2010

LA REGINA E' A FAVORE DI INTERNET


I mercati delle Nazioni in via di sviluppo soffrono a causa della difficoltà di accedere a internet. Lo ha dichiarato la regina Elisabetta nel suo discorso annuale alle Nazioni del Commonwealth proprio mentre un sondaggio della Bbc condotto in 26 Paesi del mondo rivela che per il 79% della gente l'accesso alla rete è un diritto fondamentale. La sovrana inglese afferma che il progresso tecnologico e scientifico ha migliorato la qualità della vita e ridotto gli ostacoli temporali e geografici.

Si tratta, indubbiamente, di affermazioni importanti destinate a lasciare il segno. Nei Paesi in via di sviluppo occorre portare cultura e pane. I mezzi più veloci per sfamare queste persone sono internet, quale strumento culturale immediato, e alimenti visto che un terzo della popolazione mondiale vive con i due terzi della produzione alimentare mentre ai rimanenti due terzi di persone non resta che dividersi un terzo di cibo e spesso morire di fame.

Anche quando lo scorso anno sono stato per volontariato nel Nordest del Brasile, a Belém da padre Claudio Pighin, ebbi modo di affermare dinanzi ai giovani studenti della regione brasiliana del Parà che nelle favelas occorre portare internet e pane e mi spingevo a citare per prima la rete proprio perché convinto che solo attraverso un percorso culturale si possa giungere a un’emancipazione delle popolazioni. Ovvio che occorre anche provvedere al bisogno primario del cibo, ma è con la cultura che si vincono le battaglie.

E internet può essere lo strumento più veloce per poter aprire a questi mondi la cultura e il sapere. La sfida del “digital divide” è aperta da tempo. Passi in avanti sono stati compiuti in maniera considerevole. Ma molta strada dev’essere ancora compiuta.

Nelle settimane scorse qualcuno ha lanciato l’idea di candidare internet al Premio nobel per la pace: è senz’altro un’idea innovativa e speciale. Certo se guardiamo alla purtroppo e ahimè notevole “spazzatura” presente on line dovremo dire che quanto prospettato è folle. In internet ci sono persone senza scrupoli dedite alla pedopornografia, alla violenza, ai riti satanici, all’anoressia, all’odio, e ancora il razzismo, la cessione di sostanze dopanti e stupefacenti, ci sono criminali e cialtroni che lucrano sulla buona fede delle persone, c’è anche tanta diffamazione, ma non per questo la rete va censurata, né penalizzata.

Internet va esteso al maggior numero di persone possibili anche con investimenti cospicui a favore di imprese e cittadini. Occorrono anche regole per evitare l’anarchia e difendere la liberta di espressione, ma già adesso la rete ha dimostrato d’essere un valore aggiunto di grande peso per tutti noi.

Grazie Queen Elizabeth per l’attenzione e W internet.

Daniele Damele

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