Tuesday, March 23, 2010

In rete c'è anche l'abominio, stiamo attenti


In rete ci sono tante opportunità fantastiche, ma anche l'abominio che non conosce limiti. "Libera moralità" è un portale con circa mille foto delle quali il 90% sono bambini  neonati. Almeno 900 piccoli coinvolti e violati in tutte le maniere possibili e immaginabili, un orrore senza fine. A denunciare questa strage di innocenti alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania e al Centro Nazionale per il contrasto alla pedofilia online (CNCPO) di Roma, è stata ancora una volta l'associazione avolese Meter fondata da don Fortunato Di Noto, il sacerdote  pioniere nella lotta alla pedofilia.
Stando alla denuncia quella presente in rete è una sorta di bacheca dove i pedofili di tutto il mondo si scambiano materiale di foto e video, con specifica preferenza per i neonati. E’ una cosa sconvolgente, a cui non ci si abitua mai e mai dovremo farlo. I server pare si appoggino negli USA e in Giappone, ma il portale viene utilizzato da migliaia di pedofili da tutto il mondo.
Impressionante la mole dei documenti trasmessi, foto e video che vengono scambiati, ma ancor più sconvolgente l'età dei bambini coinvolti, raccolti tutti in due bacheche elettroniche a dimostrazione di come l'età dei bambini violati è sempre più bassa: anche di bambini di pochissimi mesi.
La pedofilia è un orrore senza fine ed è per questa ragione che è un crimine contro l'infanzia che minaccia le fondamenta della dignità umana e anche della società. Non possiamo tacere e dobbiamo passare dalle parole ai fatti più concreti e più efficaci.
L'associazione Meter di don Fortunato Di Noto, che si occupa di rintracciare pedofili on line, ha trovato, questa volta, qualcosa di realmente raccapricciante: oltre 900 foto di bambini sottoposti a sevizie sessuali di vario tipo.
Navigando in rete s’incappa, però, anche in una donna che ha annunciato su facebook l'intenzione di farla finita, e che è stata salvata proprio da un'altra utente del social network che ha allertato il 112. L'allarme, partito dalla provincia di Imperia, e' stato girato agli agenti della Polizia Postale, che nel giro di un quarto d'ora hanno individuato l'abitazione dell'aspirante suicida, una 45enne residente. La donna, trovata in stato confusionale e malnutrita dai carabinieri, e' stata subito ricoverata in ospedale.
Insomma la rete può anche essere uno strumento di comunicazione per aiutare e addirittura salvare la vita a qualcuno. Tutto sta nel mantenere sempre ferma la consapevolezza derivante dalla vita reale utilizzando correttamente i new media.

Daniele Damele

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