Sunday, March 07, 2010

Corea: curano un bimbo on line e fanno morire il loro nella vita reale


Quanto accaduto in Corea deve farci pensare. I fatti: due genitori, padre di 41 e mamma di 25 anni si “perdono” letteralmente dietro a un videogioco on line dinanzi al quale passano dalle due alle dodici ore al giorno per curare virtualmente un bambino in rete. Lo accudiscono e lo fanno crescere. Peccato che da tre mesi i due genitori coreani hanno un bambino nella vita reale che dimenticano a casa col risultato che il neonato muore di stenti e fame. Assurdo no?
Una storia di depressione, povertà, mancanza di valori, educazione e chi più ne ha ne metta? Probabilmente sì, ma c’è un dato preoccupante, quello della dipendenza dalla rete, da un gioco virtuale che ti allontana dalla vita reale fino a questi estremi così tristi e pesantemente dolorosi.
Porre sul chi va la sui pericoli di internet e richiedere un uso consapevole dei new media, ovvero l’inserimento di questa nuova materia nelle scuole (non l’alfabetizzazione informatica, ma la guida a un uso corretto di detti strumenti) credo sia ormai improcrastinabile.
Quello della Corea è certamente un caso estremo, ma deve indurre ad attuare dei ragionamenti su videogiochi, internet, tv, videofonia per minorenni e maggiorenni. Prestiamo attenzione a vecchi e nuovi mezzi di comunicazione. Facciamolo nelle famiglie, nelle scuole, lo facciano le istituzioni e i cittadini tutti.

Daniele Damele

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