Saturday, February 20, 2010

Morgan e Sanremo: ancora un attimo di riflessione


Durante il festival di Sanremo si è tornati a parlare di Morgan (quanta pubblicità gratis per l’artista…) e l’opinione pubblica si è ancora una volta divisa: escluderlo dalla kermesse è stata una decisione saggia oppure sfoggio di ipocrisia?
Perché fare ciò se in tanti sniffano? Beh sarà anche vero che tanti (ahimè) lo fanno, ma non se ne vantano. Nessuna ipocrisia, quindi, in quanto che nel mondo dello spettacolo, ma anche fuori, ci sia molta gente che fa uso di cocaina è noto, ma il problema è un altro: Morgan, approfittando malamente della sua visibilità e notorietà, ha tessuto un elogio pubblico della cocaina proponendo una sostanza letale per una sorta di polvere magica che avrebbe non solo qualità terapeutiche contro la depressione, ma anche la capacità di aprire la mente e di sviluppare la creatività. Questo è inaccettabile.
Ed è proprio quanto riportato che ha detto Morgan nell’intervista al mensile Max. Detta intervista è oggettivamente indifendibile. E’ stato detto che “la droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati e li chiude agli altri. Avercene di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. Io ne faccio un uso quotidiano e regolare”. Per come appare Morgan in tv, quelle parole non gli possono essere scappate. E’ ragionevole pensare che siano vere. Fanno, evidentemente, parte del suo personaggio. Al di là delle sue intenzioni, sono una piccola apologia della cocaina come tranquilla e salutare compagna di vita, come l’insulina per i diabetici. La Rai non poteva far finta di niente. Perciò ha fatto bene a escludere Morgan dalla gara di Sanremo. Al di là di scontate valutazioni morali, dopo questa polemica Morgan non sarebbe stato un concorrente come gli altri. I giurati non avrebbero votato solo la sua canzone, ma si sarebbe aperto un referendum sul personaggio ovvero la legittimità o meno di un artista di vivere muovendosi su schemi diversi da quelli delle persone comuni.
Piacciono o no le sue canzoni, Morgan ha tratti artistici molto attraenti. Quasi tutti quelli che hanno criticato la decisione della Rai (e non sono pochi), obiettano che molti cantanti hanno fatto notoriamente uso della cocaina (a cominciare da Vasco Rossi) e non hanno mai pagato pegno. Aggiungono: guardatevi intorno, a cominciare dal Parlamento. E’ facile rispondere che non va punito chi si droga, ma chi fa apologia della droga. Se un deputato rilasciasse un’intervista come quella di Morgan, non sarebbero molti i gruppi parlamentari disposti ad ospitarlo.
Morgan in televisione non potrà mai più essere lo stesso di prima. Almeno le sue prime apparizioni dovranno contenere un convinto, forte messaggio ai giovani perché capiscano che dietro il Morgan che vuole assomigliare al diavolo c’è un uomo sofferente. Morgan deve dire a tutti che ha sbagliato non solo nel dire, ma soprattutto nel fare certe cose, poi basta. Si lanci il messaggio per il quale la musica è vita e la droga è morte. Si ricominci da qui. La pena Morgan l’ha pagata, adesso si vada avanti correggendo il tiro.

Daniele Damele

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