Saturday, January 16, 2010

RICORDO DI PASQUALE BARILLA'


Sabato 16 gennaio si sono tenute le esequie di Pasquale Barillà che ci ha lasciati lo scorso 9 gennaio al’età di 67 anni. Barillà, triestino d’adozione, era stato per dieci anni, a partire dal ’93, presidente dell’Istituto Antonio Caccia e Maria Burlo Garofolo di Trieste, un’istituzione di pubblica assistenza e beneficenza (Ipab) che ha come scopo quello dell’assistenza alloggiativa a indigenti di Trieste.
Fu nominato al vertice di quell’Ente dapprima da Giancarlo Pedronetto (Giunta regionale Travanut) e poi da Giorgio Pozzo (Giunta Antonione). Nel corso della sua presidenza Barillà riuscì a dare una spinta innovativa all’Istituto nel quale portò la sua carica umana, la passione di chi ha voglia di fare, ma anche una visione privatistica utile a far funzionare meglio il settore pubblico.
Favorì un turn over negli oltre 600 alloggi in gestione privilegiando il passaggio dall’Istituto Caccia Burlo all’Iacp e poi Ater di Trieste per coloro i quali riuscivano a uscire da una situazione di povertà reale. Introdusse scaglioni di reddito in base ai quali far equamente pagare i canoni. Chi superava certi tetti di reddito doveva lasciare l’alloggio a chi era in lista d’attesa (spesso quasi mille persone). Qualcuno riuscì anche a passare direttamente all’edilizia privata e non a un alloggio popolare Iacp. Fu un processo innovativo di grande rilevanza al pari degli accordi di programma sottoscritti per la realizzazione del Piano di recupero di via Flavia.
Collaborò con i sindacati e i Servizi socio-assistenziali di Comune e Azienda sanitaria, ebbe un occhio di riguardo per i volontari del Centro aiuto alla vita. Propose regolamenti per la gestione dell’Ente, recuperò fondi per attuare interventi manutentivi. Era convinto che solo con una collaborazione diretta con Comune e Iacp di Trieste, l’Ente assistenziale che presiedeva poteva avere un futuro e così fu.
Nel corso del suo impegno come amministratore riuscì a stringere rapporti anche stretti con varie personalità come Giulio Staffieri, Roberto De Gioia, Uberto Fortuna Drossi, Fausto Monfalcon, Sergio Dressi e altri ancora.
Di professione era analista. Lavorò prima in ospedale e poi in laboratori privati. Aveva il pallino delle case di riposo che condivideva con la moglie Ambra, infermiera professionale specializzata in geriatria. Ebbe anche dei sogni che non riuscì a realizzare: aveva chiesto alla Provincia di Trieste di concedergli in gestione l’ex-Ipami per realizzare una Residenza sanitaria assistita. Tesse rapporti molto frequenti con vari gerontologi e si occupò, in parte anche di politica.
A un convegno della Dc, alla fine degli anni ’80, nel riferirsi all’allora presidente della Provincia di Trieste, Dario Locchi, uscì con la proposta di rifondare la Dc su base autonoma creando una Dc del Nord con tante federazioni locali. Anni dopo si rivide con alcuni esponenti dc dell’epoca che gli dissero che se lo avessero seguito forse la Dc di Trieste sarebbe risultata ancora viva.
Successivamente si avvicinò a Staffieri e alla Lista per Trieste, ma il suo impegno era allora tutto dedito al “Caccia Burlo” dove ebbi modo di conoscerlo e apprezzarlo molto per le sue doti umane e professionali. A Barillà successe l’attuale presidente, Lori Petronio, che raccolse un testimone importante. Fu anche in relazione alle attività svolte da Barillà che oggi l’Istituto si è trasformato in una Fondazione giuridica al servizio dei meno abbienti in forma sempre più importante.
Oltre alla moglie Ambra lascia il figlio Andrea cui vanno sentite condoglianze. Addio Presidente.

Daniele Damele

In foto uno dei primi alloggi del Caccia Burlo
http://www.cacciaburlo.it

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