Saturday, January 23, 2010

AVATAR VA VIETATO AI BAMBINI


In questi giorni si fa la fila dinanzi al botteghino del cinema che proietta la pellicola “Avatar”. Nel promo diffuso da tv e internet sembra un sofisticato cartone animato. E allora perché non portarci i bambini. C’è un però: soltanto in Italia questo film non è vietato.
La IV Commissione di revisione cinematografica, al Dipartimento cinema del Ministero per i Beni culturali, ha dato, infatti, il via libera all’uscita in novecento sale italiane di Avatar senza alcun divieto.
La censura a maglie larghe in Italia, rispetto ad altri Paesi europei e senza entrare nel giudizio del film, fa però discutere e giustamente protestare. Se anche in Italia, come negli Stati Uniti, esistesse il “Parent Guidace”, come forma di tutela dei minori per i film, i rappresentanti dell’associazionismo nella Commissione di revisione cinematografica l’avrebbero senz’altro chiesto per Avatar Il motivo? Semplice: la violenza e la velocità di alcune scene che possono impressionare i minori di 14 anni.
S’impone, quindi, una riforma in Italia dei divieti al cinema in quanto (ma non solo) la decisione di proiettare Avatar senza alcun divieto discrimina pesantemente i bambini italiani. In molti altri Paesi, infatti, il divieto ai minori è presente. Negli Stati Uniti il film in 3d di James Cameron è segnalato con un PG 13,, ovvero non adatto ai bambini di età inferiore ai 13 anni. In Inghilterra no ai minori di 12 anni se non accompagnati da un adulto. Cosi come in Germania, Paesi Bassi, Irlanda, Corea del Sud, Svizzera e Brasile, Norvegia e Danimarca, Islanda e Argentina. Il perché di questi divieti è più che comprensibile: un bambino può rimanere impressionato e spaventarsi vedendo la pellicola al cinema. Il fatto che il film non contenga scene legate al sesso (censurate dallo stesso Cameron) non esclude il problema delle immagini di violenza e guerra, ben peggiori, che la tecnologia del 3D rende ancora più reali agli occhi degli spettatori.
E poi ci si domanderà come mai in tanti altri Paesi si è pensati a un divieto e da noi nulla? Possibile che sbagliano in così tanti?
La Convenzione Onu per i diritti del fanciullo chiede di tutelare e preservare i bambini dalla violenza, chiede anche di garantire loro una crescita equilibrata. Che tutela e che equilibrio ci sono nel lasciare andare, magari da soli, bambini di 12-14 anni a vedere “Avatar”?
Era ed è proprio impossibile quantomeno diffondere una raccomandazione: se proprio volete far vedere queste scene di violenza in 3D ai vostri bambini non lasciateli soli. Almeno così anche il profitto (!) sarebbe stato salvaguardato.

Daniele Damele

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