Wednesday, October 28, 2009

VIOLENZA SU UN'UNDICENNE: BARBARIE ASSOLUTA


Era "fissata" con l'idea che la figlia undicenne dovesse avere rapporti a sfondo sessuale e per questo le organizzava in casa incontri, ai quali assisteva, con quasi coetanei (13-17 anni la loro età) contattati all'uscita di scuola, anche se la ragazza si opponeva in lacrime e la notte si svegliava in preda agli incubi. Questo il quadro delineato dalla squadra mobile di Perugia che ha arrestato la madre dell'adolescente, una quarantenne incensurata originaria del perugino. Il reato che le è stato contestato è quello della violenza sessuale. Di cosa si tratta? Di una storia di "degrado e grave disagio familiare"? Non solo.
Dall'indagine è emerso che il desiderio della donna era di creare una "cerchia di ammiratori" intorno alla sua unica figlia. Per farlo convinceva i ragazzi agli incontri anche regalando loro denaro, ricariche telefoniche e un cellulare. Un'azione "quasi quotidiana". Gli accertamenti sono ancora in corso e non è chiaro se la ragazza (ora affidata ai servizi sociali comunali) abbia avuto rapporti sessuali veri e propri. L'indagine della squadra mobile è partita dalla segnalazione di un via vai sospetto nell'appartamento e di grida provenienti da esso. E', quindi, emerso che era frequentato da quattro-cinque ragazzi. Tra loro anche una tredicenne alla quale la donna metteva a disposizione la casa per avere rapporti, in sua presenza, con un ragazzo di 17 anni, denunciato per concorso in violenza sessuale.
Grazie anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali la polizia ha accertato che l'undicenne si opponeva in lacrime agli incontri. La notte si svegliava improvvisamente in preda agli incubi, piangendo. Un quadro in base al quale la polizia ha deciso di intervenire e di bloccare la donna, risultata senza occupazione. Assente quando avvenivano gli incontri è risultato invece il padre, lavoratore saltuario, nei confronti del quale non sono stati presi provvedimenti.
Le reazioni sono le solite: “a scuola, che pure frequentava poco, la ragazza non aveva mostrato malessere”. Oggi, solo oggi il paese dove viveva la famiglia è sotto choc e nei bar non si parla d'altro. Anche se nessuno avrebbe immaginato cosa accadeva nell'appartamento.
Ma perché tutto questo sui bambini, sui ragazzi? Perché tanta violenza terribile? E per ché tanta indifferenza: nessuno immaginava, nessuna poteva sapere, perché nessuno poteva sapere? Non ci rendiamo più conto di quanto accade intorno a noi e siamo solo disturbati dai via vai nelle scale?
Quando a essere così tragicamente offeso è un minorenne non basta indignarsi, non è sufficiente dire che ci sono stati dei problemi, occorre interrogarsi sul perché non si è fatto nulla per prevenire un tanto. Cominciamo ad aprire occhi e orecchie a quelle che sono le vere tragedie. Fermiamo la vera barbarie che è quella perpetrata contro minori, indifesi, deboli, disabili.

Daniele Damele

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