Sunday, October 25, 2009

PSICOLOGO ARRESTATO PER PEDOFILIA ON LINE: MA DI CHI CI POSSIAMO FIDARE?




















C'è anche uno psicologo che lavorava nelle scuola di Milano tra gli arrestati nell'ambito di una grossa operazione per combattere la pedofilia online. Ma allora di chi possiamo fidarci? Il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni ha eseguito 3 arresti e 26 perquisizioni domiciliari, nell'ambito di una operazione contro la pedopornografia online. Tra gli arrestati c'è, appunto, uno psicologo milanese 35enne, celibe e incensurato, che prestava la sua attività all'interno di istituti scolastici e che insegnava educazione fisica per conto di un'associazione di genitori. Arrestati anche due studenti universitari, di cui uno già tirocinante presso una struttura ospedaliera locale.
Insomma persone cui ci si affida quando si hanno problemi e comunque persone alle quali pensi di poter affidare i tuoi figli senza problemi. La stessa odiosa situazione si propone quando il pedofilo è magari un sacerdote, un educatore o un amico di famiglia o, peggio ancora, se in queste situazioni si può mai dire cosa può essere peggio, un familiare. Nei giorni scorsi mi ha scritto un giovane che si trova all’estero e che si è rivolto a me in quanto fondatore del gruppo face book “Fermiamo la pedopornografia on line”. Mi ha raccontato cose tristi della rete. Gli ho immediatamente suggerito di rivolgersi alle forze dell’ordine e consegnare tutto. Ho segnalato la cosa alla Polizia, ma, mi chiedo, dove andremo a finire? E’ mai possibile che non si voglia porre la parola fine a questa piaga che non solo va censurata, va eliminata, bloccata, annullata.
Lo psicologo 35enne è stato arrestato in flagranza nella sua abitazione di Milano con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Nel supporti informatici dell'uomo gli agenti hanno trovato migliaia di fotografie e circa duecento filmati che riprendono bimbi che subiscono abusi da parte di adulti, e che dato il loro considerevole numero hanno permesso l’arresto in flagranza. I provvedimenti posti in essere dalla Polizia scaturiscono da un'intensa attività investigativa, a seguito della quale sono stati identificati numerosi soggetti tutti residenti nel territorio italiano, che risultavano avere eseguito download di file di carattere pedopornografico e nei confronti dei quali sono state acquisite evidenze probatorie certe. La polizia postale, elaborando moltissimi dati pervenuti dai colleghi tedeschi ed utilizzando complesse applicazioni software, ha ottenuto un'articolata lista di soggetti dediti alla pedopornografia online. Tra gli indagati, infine, alcuni in passato erano stati destinatari di analoghi provvedimenti ed uno di essi, in particolare, era già stato arrestato in Sri Lanka. Solita storia: era nuovamente libero di raccogliere immagini di tragedie con bambini vittime.
Bisogna dire basta a tutto questo: Onu, Parlamento europeo e italiano non rinviino ciò che non è più improcrastinabile.

Daniele Damele

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