Saturday, October 03, 2009

INTERVISTA A EZIO GAETANO, responsabile della Polizia postale e delle comunicazioni di Udine


Ezio Gaetano è il dirigente della Squadra mobile della Questura di Udine e della sezione provinciale della Polizia postale e delle comunicazioni. Il suo grado e di Vice Questore aggiunto, come dire “braccio destro” del Questore Giuseppe Padulano.
- Gli abbiamo rivolto alcune domande sul Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni di Udine, da sempre in prima linea per contrastare i reati, in aumento, che vengono compiuti attraverso internet a cominciare dai dati in suo possesso rispetto a quanto realizzato nel 2009.
“La Polizia postale di Udine, dal gennaio all’agosto 2009, ha affrontato ben 42 casi di pedopornografia in rete, eseguendo nell’ambito di tali indagini 10 perquisizioni domiciliari e denunciando 6 persone per la detenzione e la divulgazione di immagini pedopornografiche: Ha inoltre trattato 69 casi del cosiddetto phishing e addebiti o prelievi fraudolenti su carta di credito denunciando 12 persone. 59 sono stati i casi di truffe on-line con la denuncia di 18 persone, 67 i casi di violazione della privacy con molestie, minacce o diffamazioni con la denuncia di 5 persone”.
- Dottor Gaetano, lo spam è diventato quasi un’ossessione per molti. Ci si può difendere? Come?
“Esistono in commercio programmi anti-spam che riconoscono e bloccano con discreta efficacia le mail pubblicitarie. Va detto però che se si interagisce nei forum e nei social network comunicando il proprio indirizzo di posta elettronica, inevitabilmente questo purtroppo finisce in databases e mailing lists che sono esposte alla raccolta commerciale e talvolta fraudolenta da parte di venditori di pubblicità”.
- Nel caso in cui una persona riceva mail non gradite che magari pubblicizzino qualcosa di non interesse ci si deve sottomettere o ci si può rivolgere a qualcuno per chiedere lo stop dell’invio di detti messaggi? Cosa si può fare?
“In questi casi è bene cancellare la mail senza aprirla per evitare virus. C’è poi il Decreto legislativo 196 del 2003 che tutela chi desidera chiedere la cancellazione del proprio indirizzo mail dalla rubrica di chi invia mail magari con insistenza. E la cancellazione va fatta senza indugi. Se così non avviene ci si può rivolgere all’Autorità garante per la privacy”.
- Sempre più spesso su siti, blog, chat, social network corre la denigrazione ai limiti della diffamazione, notizie non verificate, ovvero non confermate se non addirittura false che mira a porre in cattiva luce qualcuno o qualcosa. Talvolta si tratta di allusioni, altre di veri e propri attacchi personali gratuiti. Il tutto denota una mancanza di cultura di un uso consapevole della rete. Cosa fare se si finisce nel mirino di questi operatori di internet?
“Questo è un problema emergente di grande portata perché lo scambio di informazioni in rete determina la oggettiva non controllabilità delle stesse ed espone le persone alla diffusione di notizie, pettegolezzi, rumors e anche falsità sul loro conto.
Quando si parla di cyberbullismo, neologismo oggi molto di moda, ad esempio, si intende proprio la sistematica e dolorosa denigrazione di adolescenti da parte di altri giovani.
In questi casi consiglio di recarsi presso gli uffici della Polizia Postale per formalizzare una denuncia a carico degli autori che possono rispondere di diversi reati quali la diffamazione, le ingiurie o minacce, le molestie, la sostituzione di persona o la divulgazione illegale di dati personali o di notizie false.
Nei social network comunque è opportuno non rendere accessibili dati personali e sensibili”.
- Una delle piaghe più terribili della rete è la pedofilia. E’ indubbio che internet ha messo uno strumento in più in mano a queste persone senza scrupoli. Anche qui Le chiediamo consigli su cosa fare per prevenire questi incontri virtuali da parte dei più piccoli. IN particolare cosa devono fare genitori ed educatori?
“Non permettere ai bambini di isolarsi con il computer; i genitori e gli educatori devono assistere i minori e spiegare loro che la rete consente a chiunque di dissimulare la sua identità. Le persone adulte che hanno l’obiettivo di entrare in contatto con minori per scopi sessuali studiano tecniche e meccanismi di fascinazione che fanno presa sui piccoli; spesso offrono incoraggiamenti come ricariche telefoniche o doni di modesto valore; sono capaci di spacciarsi per coetanei o poco più grandi. Le parole chiave sono “sorveglianza e prudenza”

Daniele Damele (per Udine economia - Camera di commercio di Udine - 25.9.09)

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