Thursday, October 29, 2009

INTERVISTA A DON FORTUNATO DI NOTO (DA PERIODICO ITALIANO)


Intervista a don Fortunato Di Noto: “il fenomeno della pedofilia è in rapida estensione”
(di Daniele Damele - Oct 29th, 2009 Categoria Attualità, Il blog di Damele, Ultimissime.)

Don Fortunato Di Noto e la sua associazione Meter è da anni in prima linea contro la pedofilia. Mi onora della sua amicizia. Con lui collaboro per contrastare la pedopornografia on line. Ha accettato di rilasciarmi questa intervista per Periodico Italiano.

- Don Fortunato, presentati ai pochi che ancora non ti conoscono.


“Poche parole per dire di me e della mia esperienza come Meter. Sono nato ad Avola, un paese del profondo Sud in provincia di Siracusa, il 18 febbraio del 1963. Nel 1984 sono entrato in Seminario, nel 1991 sono diventato sacerdote. Oggi sono parroco presso la Madonna del Carmelo nella città in cui sono nato”.

- Perché ti interessi di pedofilia?

“La pedofilia ha sfiorato la mia vita negli anni ‘70/80, quando nel quartiere in cui abitavo è stato arrestato un cinquantenne colpevole di aver abusato di un bambino. Poi quando ero in seminario, all’Università Gregoriana di Roma, mi sono comprato un computer. Badate bene, era la fine degli anni ‘80 e sono stato tra i primissimi in Italia ad avere un accesso in rete. Quelli erano i tempi pioneristici di internet. Non esistevano il WWW e la comunicazione che conosciamo oggi. Eppure ho potuto vedere le prime immagini pedopornografiche che giravano nelle BBS, gli antenati dei forum di oggi. Vi lascio immaginare: se non avessi avuto la fede mi sarei lanciato a fare il brigatista armato di mitra. Me ne sarei andato a caccia di pedofili. Oggi ne vado a caccia lo stesso, ma la fede mi aiuta a indirizzare la mia giusta rabbia nella denuncia”.

- Cosa denunci?

“Da quasi vent’anni denuncio l’orrore di chi abusa di bambini da pochi giorni a 12 anni, la volgarità e l’infamia di chi giustifica tutto questo in nome “della cultura” e propone la pedofilia come una cosa buona mascherando il giro criminale e il fatturato di un mercato indegno in forte espansione. Naturalmente non sono solo: Dio mi ha mandato tanti amici con cui abbiamo creato Meter e con i quali lavoriamo attivamente come te caro Daniele. Insieme denunciamo alla Polizia Postale che è nata dopo di noi, così come noi – che siamo stati i primi in assoluto in Italia a combattere contro la pedofilia – abbiamo dato impulso alle leggi contro la pedofilia e la pedopornografia online, ma anche portali, siti, persone che filmano l’abuso dei bambini, lo spacciano e lo comprano”.

- Ci puoi dare qualche dato?

“Si, vi do un dato: quest’anno, fino ad oggi, abbiamo inviato 1.353 segnalazioni alla Polpost. Siccome in ogni segnalazione ci sono di solito 7-8 siti, significa 10.824 indirizzi e contatti. L’anno scorso ne abbiamo sommate 840, pari a 6.720, quasi la metà. È segno dell’estensione di questo fenomeno e dell’allarme. Come Meter, però, svolgiamo anche assistenza alle famiglie e tutela dell’infanzia: prepariamo cineforum per insegnare ai più piccoli quali sono i loro diritti e con i nostri sportelli, gestiti dai volontari, siamo presenti sul territorio nazionale. Per non parlare dei nostri interventi come l’“adozione” di scuole e l’incontro con i ragazzi per metterli in guardia contro i rischi che l’uso non ragionato della Rete può comportare”.

- Magari qualcuno dirà che l’associazione ci guadagna… Assurdo, ma qualcuno lo dirà.

“Se ci siamo arricchiti nel fare questo lavoro Daniele? Come no: di dolori, processi, perquisizioni dei servizi segreti e della cattiva salute. Non siamo diventati ricchi grazie alla lotta alla pedofilia. Anzi: Meter vive del 5 per mille e ha bisogno di tanti finanziatori, di tanti contributi. La nostra lotta è gratuita e avviene giorno e notte, per questo abbiamo bisogno di aiuto. Svolgiamo un’attività sociale semplicemente per amore dei bambini. Quello vero, che cerca e protegge i più piccoli, contrapposto a quello finto dell’abuso e della violenza, della sopraffazione del grande sul più debole”.

- Don Fortunato, io insisto molto anche nella prevenzione. Che ne pensi?

“Giusto. Possiamo prevenire l’abuso in un modo molto semplice: un bambino amato non sarò abusato. Stiamo vicini ai nostri figli e non lasciamoli soli davanti al computer, insegniamo loro che una chat è un posto bellissimo dove si possono conoscere tanti amici, ma questo non vuol dire che siano tutti veri. Andiamo avanti nella lotta contro gli orchi perché tutti devono prendere coscienza di questo dramma e tutti lo devono sanare”.

Daniele Damele

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