Tuesday, April 21, 2009

RIVIERA FRIULANA: EDUCARE I GIOVANI A UN CONSUMO CONSAPEVOLE DEL VINO


Si è rivelata un’interessante occasione di dibattito su problemi scottanti della nostra società la presentazione del libro ‘La Riviera Friulana’ di Carlo Morandini, tenutasi ieri sera nella sala del Consiglio del Comune di Varmo. Assieme all’autore dell’apprezzato volume, corredato dalle fotografie di Gianluca Baronchelli, c’era Daniele Damele, scrittore, giornalista, pedagogo.

Il quale, dopo l’introduzione del sindaco, Graziano Vatri, che ha ricordato l’impegno dell’amministrazione civica per gli incontri culturali della ‘Primavera varmese’ dei quali la serata fa parte, si è soffermato sul tema ‘Vino, giovani, e comunicazione’.

Damele ha valutato molto positivamente il messaggio trasmesso dall’autore tramite il libro edito da Leonardo di Pasian di Prato, in quanto esso costituisce un esempio emblematico di ricerca di carattere storico, etnico, culturale, ambientale, paesaggistico, enogastronomico, sociale, finalizzata a promuovere con efficacia un territorio ricco di peculiarità. Ed è un efficace complemento dell’offerta turistica rivierasca, e in particolare delle grandi spiagge del Friuli Venezia Giulia.

Ma Damele ha voluto nell’occasione porre l’accento sull’educazione dei giovani, sui messaggi spesso distorti che provengono loro dalla società, dalla pubblicità. Un bicchiere di vino, uno spritz (acqua, vino, limone), che è di moda, secondo Damele non nuocciono certo alla salute e all’educazione dei giovani. Anzi, secondo ricerche di specialisti un consumo moderato di vino fa anche bene, oltre a rendere spesso piacevole e socializzante l’incontro con altre persone.

Occorre allora davvero educare i ragazzi a un consumo consapevole e moderato.
A degustare, piuttosto che a bere. E’ bene, perché no, magari accompagnare per primi il proprio figlio a bere uno spritz con gli amici, parlandone e sostenendo le tesi della degustazione consapevole.

Creando così le basi e i presupposti per cittadini adeguatamente preparati e formati. Damele rivaluta dunque alla grande l’insostituibile ruolo della famiglia nell’educazione dei giovani. Tornando alla riviera, anche sollecitato dal sindaco Vatri e dal pubblico, Morandini ha ripercorso alcuni dei luoghi di grande pregio che formano la Riviera e sono descritti nel libro, fornendo anche particolari inediti. Ma se il confine orizzontale ipotizzato dall’autore per la Riviera Friulana, dai fiumi Tagliamento e Isonzo, esiste un limite settentrionale per le terre rivierasche?

Un primo livello, per Morandini potrebbe essere rappresentato dalla via Annia, l’antica strada dei romani realizzata su una massicciata fatta di anfore sovrapposte, che scorre lungo il tracciato della statale 14, ‘Triestina’. Ma si tratta di un confine troppo riduttivo. Anche ne La Riviera Friulana infatti, sono raccontate bellezze situate più a monte, come Palmanova, Clauiano, Ariis di Rivignano. Poi, come Palmanova ospita l’azienda Jolanda De Colò, che prepara il ‘fois gras’, il fegato grasso d’oca, per i gourmet francesi, Varmo, nella località di Gradiscutta, dà sede a Lorenzo Lante Ferro, uno dei più affermati profumieri italiani.

Dunque, anche Varmo possiede i requisiti per proporsi quale complemento all’offerta turistica balneare e alto adriatica. Con le sue acque, i ricordi dei suoi castelli, l’insediamento di popolazioni slave. Per avere dato natali a scrittori come Amedeo Giacomini.

Dopotutto, prima di Morandini, Ippolito Nievo descriveva queste terre come ‘…la vaga riviera’.

Ulteriori info su http://www.argafvg.it/

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