Thursday, April 30, 2009

PEDOFILIA on line: per bloccarla occorre togliere l'anonimato in rete


Le notizie di arresti di pedofili anche nel Nordest italiano pongono per l’ennesima volta in risalto la terribile piaga di chi uccide il futuro dei bambini. Le leggi in vigore, evidentemente, non sono un sufficiente deterrente. Farle rispettare, come viene fatto, non risolve (ahimé) minimamente il problema perché l’intervento delle forze dell’ordine non può che essere successivo al fatto, al tragico fatto.
Le notizie ci dicono che per adescare bambini si usa anche la rete in virtù del fatto che in internet regna l’anonimato. La rete è uno strumento di democrazia e libertà certamente interessante e bello sotto svariati punti di vista, ma la totale libertà porta giocoforza all’anarchia.
Ciò che occorre, invece, e subito, è eliminare la possibilità di andare on line in forma anonima (sistemi tecnici ce ne sono) e dare nuove regole da far rispettare a tutti.
Pensiamo ad esempio, scostandoci per un attimo dalla tristissima piaga della pedo-pornografia, al cosiddetto "cyber-bullismo". Perché gli amministratori dei vari social network non eliminano dalla piattaforma i cosiddetti "bulli", talvolta veri e propri diffamatori organizzati e spesso politicizzati, mentre si dedicano spesso e con una certa frequenza alla soppressione permanente e senza spiegazione né restituzione del materiale pubblicato di account apparentemente del tutto innocenti? Un mistero!
Perché non si chiudono siti, blog, chat dove regnano diffamazioni, calunnie, offese gratuite, volgarità di ogni tipo, allusioni che rendono riconoscibili le persone al fine di denigrarle ingiustamente?
Occorre una nuova educazione in rete all’insegna della prevenzione perché giungere dopo che un pedofilo ha adescato un bambino e magari lo ha segnato per la vita, e metterlo magari in carcere, è troppo tardi e inutile ai fini della salvezza dell’infanzia.
Chi non ha necessità di adescare fanciulli o di offendere gli altri non ha paura di regole e nemmeno di rendere pubblica la propria identità al pari di quanto accade nella carta stampata.


Daniele Damele

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