Friday, June 27, 2008

CRITICA di Monica Lavarone al libro di Damele


GENITORI, FIGLI, MEDIA E NON SOLO. PER UN USO CORRETTO DEGLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE.
Incontro con l'autore Daniele Damele - Critica di Monica Lavarone

Sono esposti alla visione pressoché incontrollata di immagini di violenza, sesso e di sopraffazione. Vivono seguendo il mito del grande fratello. Per essere qualcuno devono apparire in TV ed appena raccolgono il coraggio, ancorché minorenni, barattano o boicottano gli ordinari esiti della pagella scolastica con la pretesa ricompensa: l'assegno firmato dai genitori per i primi interventi di chirurgia estetica.
L'apocalittico scenario attuale di dilagante disgregazione dei valori nei giovani diventa l'osservatorio di partenza per Daniele Damele, noto conduttore di trasmissioni radiofoniche e televisive, nella sua ultima fatica "Genitori, figli, media e non solo. Per un uso corretto degli strumenti di comunicazione". Un'analisi ad ampio respiro sul complesso rapporto tra i minori e gli organi di comunicazione, i cui proventi di incasso verranno devoluti a favore della fondazione per la ricerca sulle malattie rare, Tommasino Bacciotti onlus.
Il lavoro nasce quasi naturalmente dai quesiti limpidi ed ingenui di Marco, il figlio 14-enne del giornalista. Le distanze generazionali sembrano annullarsi e il docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia diventa relatore di una delle lezioni più determinanti del percorso esistenziale del proprio allievo. L'educazione per l'autore non è pura trasmissione di nozioni ai "cittadini del presente" da parte di chi ha qualche anno in più rispetto a loro. Il vero ostacolo sta nell'individuare gli strumenti più efficaci affinché i ragazzi possano esternare ciò che sentono dentro: un patrimonio meraviglioso, non ancora inquinato o viziato a quell'età dalle insidie e le avversità del mondo adulto.
Papà e mamma devono essere dei genitori. Disco rosso all'amicizia con i propri figli, i ruoli vanno rispettati. Serve il dialogo non il regalo. La regola del tutto subito non va bene, non favorisce una crescita equilibrata. E' fondamentale seguire i figli, oggi più che mai "tecnoadolescenti". L'accesso ad internet, per esempio, è preferibile collocarlo in una stanza comune, non nella cameretta. Fenomeni quali la pedofilia, la pornografia, il cyberbullismo oppure ancora l'utilizzo dei videotelefonini per violare la privacy, vanno spiegati nella loro scomoda ed inquietante interezza. Solo in tal modo il minore potrà realmente comprendere e forse condividere appieno il senso di certe contromisure adottate dal genitore, come il blocco informatico all'ingresso a taluni siti. Riuscire a decodificare una situazione torbida o di tensione può tradursi in un'esperienza davvero positiva.
Vero è che oltre alla famiglia è indispensabile l'azione coordinata, onesta e formativa di altre agenzie educative, quali la scuola, l'università e i mezzi di comunicazione. E Damele proprio a quest'ultimi rivolge la sua invettiva. I minori sono vittime della seduzione esercitata da programmi TV dai contenuti sempre più trash. Un attacco esplicito a Luca Tiraboschi, direttore di Italia 1 e a Claudio Brachino, ideatore di Lucignolo, promotori di una TV assolutamente lontana da scopi pedagogici ed educativi, ritenuti dagli stessi di competenza esclusiva delle famiglie e della scuola.
Eppure l'etere non è dei privati. Queste TV possono stare sul mercato in virtù di una concessione pubblica. C'è dunque il dovere di tutelare le fasce deboli. Deve essere garantita l'alternativa ai ragazzi. Per lo scrittore è giunto il momento di alzare la voce. Raccogliere le firme per sottoscrivere la richiesta alla RAI di rispettare la funzione educativa a fronte del canone annuo versato da ogni telespettatore. Dall'approccio virtuale è necessario passare a quello reale: mettere in campo ragione, cuore e pancia e con tutto il fiato che c'è in gola combattere per dare forza ai ragazzi.


Monica Lavarone

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