Friday, November 16, 2007

DAMELE al convegno su "Trieste e l'Europa: verso il superamento delle discriminazioni e della emarginazione"


“La Romania è definita con il concetto di “isola latina dei Balcani” poiché rappresenta l’entità culturale e politica più rilevante della latinità dell’Est Europa”: è quanto ha detto Daniele Damele intervenendo al convegno “Trieste e l'Europa: verso il superamento delle discriminazioni e della emarginazione” promosso a Trieste dal Centro internazionale Heliopolis. Damele, docente di etica e comunicazione all’ateneo udinese ha trattato, infatti, il tema dell'inserimento della popolazione romena a Trieste.
“La realtà triestina dell’immigrazione romena è composta da due volti .- ha così detto Damele (nella foto di Moretti) – quella delle persone disperate costrette ad accamparsi, i rom o gitani e quella composta da uomini e donne pronti a rimboccarsi le maniche per trovare lavori dignitosi, per integrarsi al meglio nel loro nuovo Paese. La maggior parte di loro trovano occupazione come badanti e operai”.
Nei primi mesi del 2007, i romeni seguiti dallo Sportello Lavoro delle Acli sono stati 61, a fronte di 23 serbi, 20 ucraini e 10 croati. Significativo anche il numero delle donne di quel Paese, che hanno fatto ricorso allo Sportello per assistenti familiari. Già una trentina hanno trovato lavoro come badanti in famiglie triestine. In aumento anche i romeni, che hanno usufruito del servizio Pronto casa, erogante dei microprestiti, (in genere dell’ordine di 2000-2500 euro), necessari per far fronte alle spese iniziali da sostenere quando si prende un alloggio in affitto.
Da ultimo Damele ha sostenuto che “anche ai cittadini comunitari dovrebbe essere permesso di rimanere da noi solo per tre mesi salvo la dimostrazione di avere un lavoro e una casa, proprio come accade in Spagna”.

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