Sunday, July 08, 2007

AIDO: i dati del Friuli Venezia Giulia al consiglio provinciale di Udine


Sono 11.553 gli iscritti all’AIDO, associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, in Friuli Venezia Giulia. Anche loro hanno contribuito all’attività di donazione e trapianto nel 2006 riuscendo a favorire un incremento del 2% rispetto al 2005. Sono dati resi noti nel corso del consiglio provinciale udinese dell’Aido svoltosi a Latisana sotto la presidenza di Daniele Damele, presente anche la presidente regionale Daniela Mucignat.
“Nel 2007 – ha detto Damele – la tendenza nazionale mostra, purtroppo, un’inversione che nei primi cinque mesi del 2007 ha determinato una riduzione di circa il 10% nelle donazioni e nel numero dei trapianti con una riduzione nei trapianti di cuore sino al 20% dovuta alla maggiore età media dei donatori, ormai largamente superiore ai 50 anni”.
Tra le regioni con le maggiori diminuzioni di attività nel 2007 vi è anche il Friuli Venezia Giulia (le altre sono Liguria, Marche, Lazio e Sicilia) così come nei primi tre mesi del corrente anno la percentuale di opposizioni in Italia è cresciuta dal 27,9% al 32,6%.
I dati positivi riguardano, invece, l’aumento dei trapianti di polmone, la crescita del programma di trapianto nei soggetti HIV positivi, le conferme dei primati nella donazione e nel trapianto di tessuti e in quello di cellule staminali emopoietiche.
Sempre nel corso del consiglio provinciale udinese è stato comunicato il numero verde dell’AIDO nazionale: 800/736745, attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle 18.30 ed è stato ricordato che il sito http://www.aido.it/ è giunto al sesto anno di vita con una media di 300 navigatori al giorno, tra cui anche internauti di Austria e Slovenia.
Le giornate dell’autofinanziamento AIDO si svolgeranno il 20 e il 21 ottobre: “punteremo a favorire – ha detto Damele – una cultura della condivisione su un problema sociale importante che riguarda la salute di molti cittadini”.
A settembre un gruppo di associati AIDO andrà nelle scuole provinciali anche per diffondere stili di vita corretti all’insegna della prevenzione “in quanto – ha sottolineato Damele – anche con un minor numero di persone che finisce in lista d’attesa si contribuisce a favorire la terapia sociale del trapianto”.
Nel dibattito sono intervenuti anche Nevio Altan, Giovanni Rossetti, Mario Ambrosio, Gino Driol, Francesca Perosa e Joseffino Zanelli.

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