Saturday, June 16, 2007

GIORNALI e libri sono meglio di Tv e internet


Ha coordinato il gruppo di lavoro che ha elaborato il codice di autoregolamentazione Internet e minori. Ed è per questo diventato vicepresidente del Comitato ministeriale di garanzia, quello che garantisce l'osservanza del codice, un “filtro” comportamentale condiviso dagli Internet service provider che coprono il 90 per cento della navigazione italiana. Ma, dopo aver conseguito un primo storico risultato di controllo educativo della rete, Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all’ateneo di Udine e Gorizia, lancia un messaggio anti-Internet e anti-tv: “I genitori educhino i propri figli a “sporcarsi” le mani con la carta dei giornali e dei libri. Lì, almeno lì, potranno in misura maggiore trovare modelli positivi”.
Damele, presidente prima del Corerat dal 1998 al 2001 e poi, fino al 2003, dell’attuale Corecom, il Comitato regionale delle comunicazioni, si occupa di internet, televisione, telefonini e videogiochi da oltre sette anni, “per lavoro e per interesse personale, cercando di cogliere stimoli e suggerimenti che arrivano dai miei figli, uno di 23 l’altro di 13 anni. Oggi posso dire con certezza che questa generazione di giovani che vive più davanti allo schermo che non alle persone ha la necessità di trovare l’informazione “giusta” altrove, nei libri e nei giornali”.
Nella rete o in tv i condizionamenti sono pesantemente negativi. “A partire dalla pubblicità – spiega il docente di etica e comunicazione – che nasce per far vendere e non può che portare all’edonismo sfrenato. Fino ai reality, la deriva finale della brutta televisione, dove si trova sempre più spesso qualcosa di assolutamente inaccettabile in orari di punta, quando più o meno tutti i bambini e i ragazzi sono in casa e avrebbero bisogno d’altro che non di una inutile esasperazione di competitività”.
Staccare gli occhi dallo schermo e prendere un giornale è un consiglio. “Ma riuscirci è difficile, forse un’utopia” aggiunge Damele. E allora è necessario indirizzare le lunghe ore davanti a internet dei figli anche con semplici accortezze, “evitando per esempio di lasciare soli i ragazzi con il computer o la tv nella propria stanza e convincendoli, in maniera simpatica, che è invece meglio navigare in famiglia, in un luogo comune”. Un controllo? “Un cauto controllo che serve a dividere utile e dannoso, perché non tutto, ovvio, è da buttare”.
Un aiuto c’è. “Da anni esiste Davide.it – ricorda Damele –. Collegandosi a internet attraverso quel portale, entra in azione un filtro che impedisce la visione dei siti contenenti pornografia, violenza e pedofilia. Perché internet è una porta aperta verso il mondo e, se non la chiudi, entra di tutto, anche gli inviti al suicidio, l’istigazione all’uso di droghe, il satanismo, il gioco d’azzardo”. Ma c’è anche la legge: “Il Parlamento ha bandito qualsiasi tipo di impunibilità dell’adulto coinvolto in attività pedopornografica prevedendo opportune disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet”.

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