Sunday, February 11, 2007

DAMELE alla presentazione di Euretica


Formare la nuova classe dirigente di domani direttamente con loro. Questo l'obiettivo del nuovo Coordinamento "Euretica" presentatosi all'Istituto Tecnico Industriale Arturo Malignani di Udine dal presidente del Coordinamento stesso, Alessandro Grassi, assieme a Antonio Maria Bardelli, Fulvio Cuizza, Daniele Damele, Paolo Molinaro e Renzo Travanut. Il programma del nuovo organismo prevede l'avvio delle sue iniziative a "InnovAction" e, quindi, un convegno regionale e altri eventi in collaborazione con il dirigente scolastico dell'Istituto Tecnico Industriale Malignani, Arturo Campanella, ovvero talk show di approfondimento con studenti, docenti e genitori.
In sede di presentazione di "Euretica" è stato chiesto al docente dell'Università di Udine e Gorizia di etica e comunicazione, Daniele Damele, di svolgere una relazione. Damele ha così ricordato che "ai miei giovani studenti, insieme ai contenuti della materia specifica che insegno, ricordo spesso: andate di persona a conoscere il mondo, quello delle grandi metropoli internazionali come quello delle realtà più piccole e povere di quella di casa nostra; da fruitori dei mezzi di comunicazione chiedetevi sempre il contenuto proposto; leggete molto, anche ciò che non è di vostra stessa competenza e fate degli stages, un'occasione propizia per avvicinarvi al mondo del lavoro".Damele, che è anche giornalista e scrittore, impegnato in diversi organi di garanzia per la tutela dei minori nei mass media, affronta così la sfida di Euretica sostenendo che "la formazione che non è mero tecnicismo, ma deve offrire ai giovani gli elementi per costruire una solida e duratura intelaiatura mentale e culturale. Siamo tutti come criceti, che corrono spasmodicamente all'interno della ruota messa nella gabbia - analizza Damele - e un'idea fissa ci accompagna: se ci fermiamo a pensare, magari con il coraggio di dire anche un bel no, siamo inevitabilmente scaraventati fuori dal sistema. I mezzi di comunicazione, peraltro, non fanno altro che alimentare questo stato d'animo. Su questa strada, però - osserva con convinzione -, andremo incontro a qualcosa di apocalittico, originato dalla negazione dei valori umani. Non solo si è persa la dimensione etica del vivere, ma persino quella del civismo".Se all'analisi della deriva di certa realtà Damele non fa sconti, il docente è tuttavia ben lontano dall'abbandonarsi ad uno sterile catastrofismo. Ad impedimerlo - fa sapere - sono prima di tutto loro, i giovani e i giovanissimi in cui riscontro quotidianamente una sensibilità straordinaria ai principi etici. Perciò gli adulti, e in particolare gli educatori, non possono sottrarsi all'obbligo di ridare spessore alle agenzie educative. Tra esse - sottolinea Damele - dobbiamo metterci i media, la tv, internet, i videogiochi e i telefonini innanzitutto. Che lo si voglia o no, essi inevitabilmente agiscono sulla formazione della persona".Sempre Damele ha sostenuto nel suo intervento che "alla Rai spetta un compito importante, in quanto servizio pubblico, ma nessuno che abbia a cuore il proprio e l'altrui futuro può chiamarsi fuori. Non è che si tratti di fare buonismo - precisa Damele, ma buona educazione sì. Perché se nei rapporti con se stessi e gli altri prevalgono violenza e indifferenza, ci distruggeremo ben prima di soccombere alle mutazioni climatiche e ambientali. I recenti fatti di Catania lo stanno a dimostrare: tra i fermati, minorenni figli di professionisti e di agenti di polizia. E' la sconfitta del dialogo, prima ancora che dell'etica. Tra genitori e figli ci si parla ancora?".Per chi ha a cuore la formazione, c'è un altro aspetto da non sottovalutare secondo Euretica e lo ha esemplificato proprio Damele: permettere a chi sta imparando a vivere di poter sbagliare. E' un diritto dei giovani - ci tiene a sottolineare Damele -. E invece oggi vige la regola del "grande fratello": sbagli? Sei eliminato, sei fuori dalla partita. Di fatto, però, questo atteggiamento è semplicemente sconsiderato. Come non pensare, infatti - fa osservare Damele -, che sbagliando si accumula esperienza e ci si fa più avvertiti?".
In questo senso Damele ha anche fatto un preciso riferimento al mondo produttivo regionale del Friuli Venezia Giulia affermando che "a trarne giovamento sarà in seguito anche il mondo del lavoro e il sistema delle imprese. Da questo punto di vista - considera Damele -, in Friuli Venezia Giulia registro aspetti davvero positivi. Esistono molti imprenditori sensibili, direi "illuminati", che spesso operano anche nelle associazioni di categoria e negli enti camerali e non solo hanno accolto progetti di formazione dei giovani, ma loro stessi se ne sono fatti promotori. Anche il management dovrebbe lasciarsi contaminare di più da questi esempi - conclude -, per puntare non solo al profitto ma anche alla valorizzazione complessiva del lavoratore".

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