Sunday, February 04, 2007

CONTRASTARE la pedo-pornografia in rete

Finalmente in Italia è oggi possibile contrastare in maniera efficace la piaga della pornopedofilia in internet. La legge esistente è adeguata, il decreto del ministro Gentiloni (nella foto) aumenta le misure preventive. Dispone l’oscuramento dei siti pedofili entro sei ore dalla segnalazione e concede due mesi di tempo a chi opera in Internet per dotarsi di sistemi che impediscano gli accessi. Ma non basta. Affida alla Polizia postale il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia che opera alle dipendenze del ministero dell’ Interno. Tra le altre cose, il Centro ogni sei mesi provvederà a controllare i risultati e a verificare le tecnologie adottate.
Tutto ciò perché il mondo virtuale è in continua evoluzione e chi sta contro la legge spesso cammina più veloce di chi deve fare rispettare le regole. Un’ inchiesta ha accertato che nel 97% dei casi, i pedofili on-line sono incensurati e, quindi insospettabili. Talvolta è la cronaca a rivelare nomi sconcertanti. Si tratta in gran parte di uomini tra i 20 e i 40 anni, classe medio-alta, in genere vivono da soli. Per adescare i bambini in Internet usano nickname che possono carpire la fiducia dei piccoli: dal semplicissimo “Topolino” a nomi di protagonisti di cartoni, di raccolte di figurine, di personaggi televisivi.
Lo spirito del decreto è quello di colpire chi fa del web un uso criminoso, soprattutto chi usa il web contro i bambini. Il decreto può ridurre l’impatto dell’accesso causale e anche creare qualche difficoltà iniziale a navigatori pedofili poco esperti in informatica. Sicuramente la legge corre sul filo della censura, ma in certi casi la finalità giustifica i mezzi. Ora ad altre istituzioni spetta risolvere il problema d'individuare i milioni di bambini (due, forse tre milioni) trasformati dall’avidità e dalla perversione degli adulti in prodotti commerciali on-line. Combatto da anni con il Ministero della Comunicazioni e il Comitato di Garanzia Internet e minori la pornopedofilia. Nel 2006 siamo riusciti a identificare pochissimi bambini caduti nella rete dei siti Internet sui milioni di bambini sfruttati dalle organizzazioni. Bisognerebbe disporre di banche-dati internazionali, incrociare le informazioni e intervenire con accordi tra polizie dei vari Stati.
Ma esistono Paesi che collaborano pochissimo: gli Usa, la Russia, la Cina, il Brasile. Dove più forte è il “mercato”, maggiori sono gli interessi e anche l’ aggiornamento tecnologico. Il fenomeno merita attenzione costante degli Stati e anche l’ attenzione delle famiglie e degli educatori. Ogni giorno partono dall’ Italia viaggi organizzati di turismo sessuale verso il Brasile o il sud-est asiatico. Signori insospettabili pagano per praticare la loro depravazione in Paesi lontani, fuori dagli sguardi e dai sospetti di madri, mogli e figli. Il mondo della pedofilia è più ampio di quanto si creda, talvolta la violenza è vicina, non raramente coperta tra le mura di casa. La famiglia è spesso l’incubatrice di questo orrore. Internet è usato in modo criminoso e aggiunge la dimensione dell’offerta e l’anonimato. L’infanzia violata è il nostro futuro che se ne va e il presente dei bambini che viene ucciso.

Daniele Damele
Vice-Presidente Comitato nazionale Garanzia
Internet e minori

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