Wednesday, August 02, 2006

INTERVISTA a Daniele Damele (agosto '06)


Daniele Damele, giornalista, 44 anni, laureato in Scienze politiche, dottore di ricerca in Geopolitica, si è da sempre adoperato per la tutela dei minorenni rispetto agli effetti nocivi della televisione, alle truffe delle televendite, ai pericoli della rete (è vice-presidente del Comitato nazionale di garanzia internet e minori), prestando la sua attenzione anche alla tutela della salute pubblica rispetto alle onde elettromagnetiche e alla valorizzazione delle lingue minoritarie storiche, come lo sloveno e il friulano. Ha da sempre un costante occhio di riguardo ad infanzia e adolescenza. Ha scritto cinque libri e si occupa anche di volontariato, in particolare con l’associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO) di cui è responsabile della comunicazione a livello nazionale.
Damele, da dove cominciamo, dal libro “Società e tutela dei minorenni nel mondo globalizzato dai media”?
“Beh, sì grazie! Una grande soddisfazione. Mio figlio Marco, che oggi ha quasi 13 anni, mi ha detto che sono stato bravo. E’ stato il più bel complimento per me. Peraltro, il libro nasce proprio dai dialoghi con lui e da quelli del passato con l’altro mio figlio, Bernardo, di ormai quasi 23 anni, dal cercare di ascoltare le loro opinioni rispetto agli strumenti di comunicazione, quali televisione, internet, videogiochi, telefonini che non devono essere demonizzati, ma che abbisognano di un controllo continuo da parte degli adulti. I miei figli mi hanno insegnato tantissimo in questi anni. Molte volte mi confronto tuttora con Marco prima di partecipare a dei convegni sul tema. Non ho mai fatto brutta figura! E’ lui che è bravo”.
Quali consigli da allora a genitori ed educatori con questo libro?
“Nessun consiglio. Solo idee e riflessioni. La prima riflessione è quella volta ad ascoltare i figli e passare più tempo con loro. Io quest’esigenza l’ho riscoperta abbastanza recentemente anche in virtù di situazioni personali particolari. Credevo che la qualità potesse supplire alla quantità. Non è così, anzi questo è un alibi. Si parla di filtri per internet (ottimo è quello scaricabile da http://www.davide.it/) e fasce protette per la tv (l’unica vera va dalle 16 alle 19), ma il filtro più importante è quello umano, quello di noi genitori e degli insegnanti. Scegliere assieme programmi, videogiochi e siti, poi, potrebbe essere un’ottima cosa. Per il resto rinvio all’ottimo sito del Ministero delle Comunicazioni http://www.comunicazioni.it/ e invito i genitori a prestare attenzione anche ai telefonini, di nuova generazione”.
Sul piano pratico quali programmi consiglia?
“Ce ne sono tanti di belli e anche educativi. La melevisione, Albero azzurro, Art Attack, ma anche Disney Channel, seppure con qualche eccezione. Lo stesso vale per i siti della rete. C’è un mondo di cultura, bellezze naturali e altro tutto da scoprire e navigare evitando la spazzatura. L’importante, se si è piccolini, e non farlo mai da soli”.
E lei cosa guarda in tv?
Poche cose a dire il vero. I telegiornali, Striscia la Notizia, ma solo quando ci sono i miei amici Greggio e Iacchetti, lo sport, qualche film. Mi piacciono molto alcune produzioni delle tv locali, ma non mi riferisco ovviamente a quelle alle quali collaboro!”.
E in internet?
“I siti sui quali navigo sono quelli utili alle mie attività lavorative. Spesso, quando devo volare, consulto il sito dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari per vedere se si parte in orario oppure no!”
Lei è stato in passato presidente del Corecom del Friuli-Venezia Giulia, un ottimo osservatorio. Cosa le resta di quell’esperienza?
“La considero un’ottima esperienza. Peraltro ho avuto tanto dal Corecom, anzi è più quanto ho avuto di quello ch’io non sia riuscito a dare. Fui proposto per quella carica in forma bipartisan, ovvero da Forza Italia e Margherita”.
Ok, ma dell’attività svolta al Corecom non ci dice nulla?
“Potrei riempire un libro, un altro. Sono un iperattivo. Feci moltissimo con tante persone capaci. Abbiamo sicuramente cercato tutte le strade possibili per avvicinare la gente alla comunicazione, anche politica e ad una gestione trasparente della cosa pubblica. Abbiamo svolto un ruolo attivo di garanzia e governo come, peraltro, previsto dalla legge e operato per il friulano, lo sloveno, i minorenni, la tutela della salute pubblica rispetto all’elettromagnetismo”.
Come giudica i tre anni del suo successore al Corecom Del Campo?
“Non li giudico”.
Perché mai?
“Quell’Ente l’ho forgiato io e dal Corecom, come Le ho detto, ho ricevuto molto più di quanto io non sia riuscito a dare. Ricordo quell’esperienza con affetto e simpatia, ma è chiusa”.
Intanto è diventato docente di Etica e Comunicazione all’Università di Udine. Dovremo chiamarla prof.?
“No, no, è solo un contratto gratuito. Spero di passare le nozioni acquisite in questi anni ai giovani”.
Anche in tv, a Telefriuli come a Telequattro e a Radio Punzo Zero ha sempre valorizzato i giovani. Perché?
“Miro a far dialogare adulti e ragazzi sui temi più importanti della nostra società fornendo delle alternative al terribile wrestling, e alle tante proposte di modelli diseducativi che si vedono alle tv nazionali, come ad esempio i reality, altra spazzatura”.
Chi sono i politici più abili nel comunicare?
“Illy è certamente il miglior comunicatore politico regionale anche se è, talvolta, un po’ freddino. Altri bravi comunicatori sono senz’altro Rosato, Piero Camber, Gottardo e molti altri”.
E tra i politici si è fatto degli amici?
"Amico è una parola grossa, molto grossa e impegnativa. Amici sono quelli con i quali condividi esperienze. Diciamo che sono riconoscente a quei politici che hanno dimostrato fiducia in me tanto da assegnarmi degli incarichi. Mi riferisco a Antonione, Tondo, Saro, Romoli, Staffieri, Moretton e De Gioia per il Corecom e Strassoldo per la Provincia di Udine. Avevo un amico politico sì, che frequentava la mia casa, era il comunista triestino Fausto Monfalcon, purtroppo non c'è più".
Quali sono i suoi prossimi impegni televisivi?
“Non lo so ancora. Mi vedrò a fine agosto con il direttore di Telefriuli, Alberto Terasso, e con l’editore di Telequattro Donata Hauser. A Radio Punto Zero non mancherà da settembre la rubrica Dalla parte di bambini e ragazzi”.
Lei ha anche sviluppato una forte professionalità rispetto all’inquinamento elettromagnetico. Ci dica: dobbiamo temere per la nostra salute?
“Più che temere dobbiamo vigilare costantemente. Fortunatamente i limiti imposti dai governi dell’Ulivo e della Casa delle libertà sono molto bassi, i più bassi in Europa. Esistono dei problemi certi per elettrodotti e antenne radio-televisive, vedasi Conconello e Chiampore a Trieste, ma anche Faedis e Monte San Michele nell’isontino mentre per le antenne dei telefonini forse sussiste un eccessivo allarmismo. Va detto che i limiti imposti dalla legge non sono mai stati superati dalle stazioni di radio base per la telefonia cellulare in Friuli – Venezia Giulia. Occorre, però, mantenere la guardia alta e vigilare chiedendo maggiori controlli all’Arpa. Consiglio, in ogni caso, di visitare il sito http://www.monitoraggio.fub.it/ che riporta in tempo reale tutti i dati dei controlli effettuati per conto del Ministero delle Comunicazioni costantemente attento alle necessità del cittadino”.
Veniamo, infine, all’Aido, l’associazione per la donazione di organi. I dati sono confortanti, almeno in Friuli Venezia Giulia vero?
“Sì, certamente. E ciò lo si deve alla Regione, alle Aziende sanitarie, ai tanti bravi medici e alle associazioni. Ma resta ancora tanto da fare perché le liste d’attesa, specie per i trapianti di rene, sono molto lunghe. Per questo dobbiamo proseguire nell’azione di sensibilizzazione. Portarci dietro gli organi una volta morti è inutile, meglio donarli a chi ne ha bisogno”.

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