Sunday, April 14, 2013

Damele: il bilancio di cinque mesi di commissariamento al Comune di San Daniele del Friuli

Quando alla fine di novembre dello scorso anno il presidente della Regione, Renzo Tondo, assieme agli assessori regionali De Anna e Riccardi, mi ha comunicato che ero stato scelto quale commissario straordinario del Comune di San Daniele del Friuli mi è subito venuto in mente mio padre che a San Daniele riposa da oltre 10 anni accanto a mia zia Tina Zardi e ad altri parenti ai quali ho voluto molto bene. Oggi, alla fine del commissariamento, dedico questi mesi a mio padre. A San Daniele ho cercato di dare il massimo impegnandomi per il bene della città. Così mi insegnò mio padre: lavora, lavora, lavora. Mi sono sempre e solo mosso nel rispetto delle leggi cercando di contribuire a rimotivare la “macchina comunale”, composta da dipendenti bravi e operosi, disponibili e desiderosi di fare al meglio e cercare di risolvere questioni amministrative con ricadute esterne per garantire un’immagine positiva di San Daniele, dopo le difficoltà, subito riferitemi, intercorse in precedenza con loro. Ho inteso premiare il sandanielese Franco Collavino, dg dell’Udinese calcio, per collegare la città alla tanto amata squadra possibile volano internazionale del Friuli e, quindi, anche del suo prosciutto presente nella dieta dei calciatori friulani. Ho accolto la richiesta dell’Arcivescovo, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, di venire in visita ai prosciuttifici. Mi ha commosso uno dei sacerdoti cittadini che, al termine di detta visita, mi ha detto: “grazie dottore per la sua costante e tenera attenzione verso noi prelati”. Per me loro sono un punto di riferimento insostituibile. Ho presentato al presidente Tondo la casa per bambini ex-Perosa di Villanova, frutto dell’impegno di tre precedenti Amministrazioni. Ho aderito alla redazione di un documento di idee per San Daniele, frutto del confronto con altre nove persone desiderose esclusivamente di proporre con amore idee per una terra che abbiamo definito “di cuore” ipotizzando proposte da sottoporre ai candidati sindaco per lo sviluppo del distretto sandanielese. È stato un atto di donazione di un progetto di speranza per il futuro. Forse l’idea che molti hanno di un commissario è quella di un funzionario grigio che si limita alla cosiddetta ordinaria amministrazione. Pur apprezzando le varie tonalità di grigio che la vita propone il colore che a me piace di più è il “bianconero” della nostra squadra del cuore. E in effetti in questi mesi ho avuto momenti bianchi di gioia quando ho visto concretizzarsi iniziative a favore della città e dei suoi abitanti, ma anche di vera tristezza (ricevendo disoccupati, persone bisognose, sottoscrivendo TSO). Cosa ho fatto: ho sbloccato tutte le opere pubbliche possibili nel rispetto del patto di stabilità, avviato il sistema di raccolta rifiuti porta a porta La stragrande maggioranza dei cittadini ha risposto benissimo. Le vie, oggi, sono più belle senza i cassonetti. Sulla nota questione degli infissi anche durante questi mesi è stata inspiegabilmente data forte eco a un singolo cittadino che disinforma e spesso diffama. Nessun atto formale è stato da me compiuto in merito anche se è stato scritto diversamente su volantini divenuti sempre più facile copia/incolla per la stampa senza alcuna preventiva verifica della fonte, ovvero se quanto riportato corrisponda al vero oppure no. A chi mi ha chiesto interventi in merito ho sempre risposto comunicando lo stato di fatto presente e quelli futuri stante le norme in essere e gli atti adottati. Sul teatro sono state attuate tutte le azioni utili a permettere alla futura Amministrazione di decidere il da farsi così come sulla variante al piano regolatore, temi sui quali giustamente un commissario si deve fermare. Le scelte devono essere dei rappresentanti dei cittadini. In questo periodo molti mi hanno fermato per le vie della città con belle parole. Ringrazio tutti. Un particolare ringraziamento va alla struttura comunale, all’ex-sindaco Iob, a Scarso, ma anche Mos, Pischiutta, Spitaleri, Toppazzini che mi hanno spesso consigliato e portato ad attuare scelte opportune. Alcuni mi hanno anche criticato, chi apertamente, chi no. A qualcuno il mio atteggiamento per il fare ha dato fastidio o lo ha addirittura giudicato inopportuno. È stato, purtroppo, anche dato spazio e seguito a falsità. Si sa la “calunnia è venticello ….”, spesso dettata da sentimenti negativi. Lascio alle spalle queste cose consapevole di aver agito mosso solo da sentimenti e volontà di fare per il meglio. Se San Daniele vuole avere un futuro radioso come merita deve accantonare queste piccolezze e pensare in grande basandosi su economia (prosciutto in primis), cultura (Guarneriana, dove ho cercato di favorire eventi e attenzioni esterne con Angelo Floramo, LeggerMente, e tanto altro) e ospedale e tutto quanto ruota attorno ad esso (per una crescita sociale). Un aspetto cui occorrerà porre attenzione, me lo si conceda, è il rapporto degli organi d’informazione e di quelli di comunicazione con San Daniele. Spesso sono lontani dalla città, dalla sua vita non sapendo interpretare correttamente cosa pensa e vuole la maggioranza dei cittadini di qualunque colore e intendimento politico o sociale. Limitarsi a enfatizzare per lo più singole persone chiassose, loro comunicati, volantini o telefonate dei soliti noti è troppo poco. Il rischio è quello di non presentare San Daniele qual è veramente: una città che s’interroga sul proprio futuro e vuole crescere per tornare a essere il cuore del Friuli. Questo è anche l’augurio che personalmente rivolgo a questa città cui tornerò spesso per visitare i miei cari e per dialogare con tanta brava e bella gente. Fuarce San Denél! Augurons! Daniele Damele