Thursday, March 28, 2013

IDEE PER SAN DANIELE DEL FRIULI

Il presente documento viene elaborato con il solo ed esclusivo fine di proporre ai candidati sindaci di San Daniele del Friuli del 21 e 22 aprile 2013 delle “idee per San Daniele”. L’obiettivo da perseguire nella guida della città dovrebbe essere quello di vivere in una realtà degna di essere vissuta al massimo livello con un sano orgoglio sandanielese e con felicità da trasmettere a ospiti e turisti. È del tutto necessario tornare a una situazione di confronto, dialogo e relazioni, ovvero d’incontro tra le persone. Certe esperienze dei sindaci Zardi, Filipuzzi e Floramo vanno riprese al pari delle positive intuizioni iniziali sorte attorno al Consorzio per il prosciutto di San Daniele del Friuli e costantemente perseguite. Agro-alimentare, lavoro, ambiente, energia, comunicazioni sono i settori vitali dell’economia su cui puntare. Accanto a ciò la cultura con la valorizzazione della Biblioteca Guarneriana e di altre attività attraverso una programmazione attuata con ampio anticipo secondo un adeguato coordinamento e una valida promozione. Un’eccellenza da valorizzare è, quindi, l’ospedale, e i suoi servizi socio-sanitari, attorno al quale realizzare un’efficienza sociale con uno specifico occhio di riguardo al volontariato. Scuola e sport, poi, per giovani e non, per unire le forze con un sano e reale spirito di fair play. Gli ingredienti per creare una qualità del contesto nel quale vivere e lavorare ci sono tutti a patto che si punti alla collaborazione, anche competitiva, ma non all’antagonismo fine a se stesso o per scopi personali di visibilità o altro. Puntare su etica e valori, su ecologia e sano gusto dell’estetica non è solo possibile, ma doveroso per chi si assume l’onere di guidare la città. Bisogna partire dalla bella realtà attuale della città per disegnare e ipotizzare scenari, ovvero la destinazione. Occorre immaginare il futuro quale scenario di riferimento sulla base di una strategia di ampio respiro (solo su questa base si potranno, quindi, proporre la revisione del Piano regolatore e altri atti). La richiesta è quella di mirare a un vantaggio competitivo per una qualità di vita in grado di attrarre investimenti. San Daniele può e deve prendere ad esempio realtà come Singapore, Colorado, Seattle, Copenaghen al di la dei diversi numeri. La finalità è quella di creare un distretto multi-tematico (prosciutto, cultura, ambiente, comunicazioni, …) in grado di assicurare e promuovere il benessere della gente. Regolarità, puntualità, responsabilità, leadership culturale sono solo alcune delle caratteristiche che il futuro sindaco deve maturare per elevare la città. Si rende indispensabile giungere in tempi ravvicinati a una naturale corrispondenza tra prosciutto e luogo. A essere promosso e commercializzato dev’essere non solo il “mitico” prodotto, ma anche il suo territorio e le esperienze che qui si vivono e propongo apertamente. A San Daniele deve regnare la felicità. Ciò significa: servizi idonei e tempestivi, qualità della vita, impianto urbanistico adeguato, sviluppo e apertura, comunicazione elevata, accoglienza (specie in ristoranti e alberghi), wellness, collaborazione con le scuole, le associazioni, le Pro Loco, i Borghi, promozione all’estero, sinergia tra turismo, cultura, arte, imprese. Un possibile ulteriore traino potrebbe giungere dall’ottimizzazione ecologica, da sicurezza e salubrità, da una certa vivacità culturale e dall’efficienza comunicativa e logistica (connettività, servizi, strutture). Il distretto multi-tematico di San Daniele potrebbe essere tra i primi focolai dell’espansione di una nuova vitalità economica e culturale che pervada il FVG di un nuovo rinascimento basato sull’Uomo e la crescita reddituale di tutte le fattispecie (di lavoro dipendente, autonomo e d'impresa). Per far ciò occorre una strategia oculata di valorizzazione e marcatura del luogo-sistema per trattenere e attirare le risorse, le visite, gli investimenti e il capitale umano. La domanda di naturalezza e salubrità delle risorse agroalimentari, la voglia di vivere in un luogo senza stress e con una cornice paesaggistica gradevole, la domanda di sicurezza e le possibilità infinite di essere collegati con il resto del mondo (e quindi non più marginalizzati), grazie alle tecnologie info-telematiche (ICT), possono trovare a San Daniele risposte certe. I quattro preziosi ingredienti per garantirle sono: 1. la qualità e la quantità delle risorse ambientali; 2. la rilevanza estetica del paesaggio naturale e del paesaggio storicamente modellato; 3. l’assetto identitario (le caratteristiche degli abitanti, del prodotto tipico, dello stile architettonico e artistico) e il micro-sistema affettivo (comunità piccole, faccia-a-faccia, ove le relazioni umane e la solidarietà devono essere dirette e genuine pena il fallimento del disegno di rilancio); 4. gli orizzonti di nuovi affari basati sulle risorse agro-alimentari, culturali e paesaggistiche e sui servizi (servizi tecnologici, socio-assistenziali e sanitari, di formazione/informazione, mobile community banking - cioè servizi bancari nuovi e flessibili, a misura delle comunità, telelavoro, e-commerce...). Il governo del Comune deve riuscire a creare un asse istituzionale collaborativo con gli altri organismi, Provincia, Regione (dalla quale sono già giunte in questi ultimi anni attenzione e considerazione), Governo centrale e, all’interno, con imprenditori, associazioni e con la cittadinanza in generale, per tendere verso una progettualità condivisa per il proprio luogo-sistema. Urge ritrovare una “bussola” (scenari e strategie) per la propria comunità. Solo dopo questo piano strategico, come accennato, potrà essere formulato il Piano regolatore, si potrà pensare al rifacimento di strade e verde pubblico, nuove infrastrutture, un sistema di trasporti da e per San Daniele e all’interno della città secondo un concetto di mobilità sostenibile. Bisogna creare le condizioni logistiche e normative, racimolare le risorse e utilizzarle per il massimo bene comune di lunga durata correggendo le distorsioni del recente passato. Il Comune ha il dovere e il potere di essere un co-protagonista della rinascita culturale ed economica di San Daniele operando con le risorse creative e imprenditoriali di buona volontà. San Daniele può diventare protagonista a livello mondiale come destinazione di visite, investimenti ed eventi sulla scena globale anche grazie alle reti che permettono di “negoziare” la propria partecipazione nel circuito economico globale, senza subirlo. Le reti sono “Yes global, but...” all’opposto dei “No Global”. Le persone devono essere in grado di scegliere di che tipo di rete far parte oppure di restare fuori da qualsiasi rete. L’importante è che sia data la possibilità di scegliere, altrimenti si perdono opportunità di reddito, occupazione e cultura. L’infrastrutturazione di base per le tecnologie info-telematiche è una questione di competitività insieme a un serio piano paesaggistico-territoriale per la godibilità del paesaggio e la fruibilità di locomozione con mezzi ciclo/pedonali, oltre che con i mezzi motorizzati, con la medesima sicurezza e facilità. Un nuovo rinascimento a San Daniele è possibile per le infinite opportunità presenti. C’è tanto da fare se si ha la forza e il coraggio di puntare a un progetto aperto facendo uscire la città e il suo territorio da un momento di difficoltà interna. È possibile aprire un cantiere in grado di seppellire liti, contrapposizioni, volantini diffamanti, distribuiti o solo annunciati, ma comunque celermente forniti alla stampa così da fornire un’immagine negativa della città. Serenità, condivisione, coesione, partecipazione possono determinare il futuro di San Daniele. L’alternativa? Declino e decadenza caratterizzati da scelte non corrette (il passato caratterizzato da blocco delle opere pubbliche, contestate aiuole spartitraffico, passaggi in tempi particolari da un sistema all’altro della raccolta rifiuti, l’incredibile situazione degli infissi, le beghe tra dirimpettai per i pass o altro è lì con tutta la sua evidenza; situazione corretta solo dagli ultimi interventi resi). Il futuro dev’essere altro e di livello, di gran lunga superiore. Pensare con amore al futuro di San Daniele è non solo possibile, ma doveroso. Auguri a tutti. Renzo Burelli Mario Cichetti Daniele Damele Carlo Dall’Ava Vladimir Dukcevich Angelo Floramo Paolo Mocchi Paolo Patui Roberto Peressutti Massimo Sigon

Mons. Mazzocato in visita a San Daniele

SAN DANIELE – “Era da tempo che desideravo venire a visitare i prosciuttifici di San Daniele del Friuli, poi ho visto che Daniele Damele è diventato commissario comunale e allora gli ho chiesto di organizzarmi una visita. Ho così potuto apprezzare un importante realtà svolta da 31 imprese che danno lavoro a molti addetti”: si è espresso così al termine della mattinata trascorsa a San Daniele del Friuli l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, che, con i sacerdoti sandanielesi, il presidente e il direttore del Consorzio del prosciutto di San Daniele, Vladimir Dukcevic e Mario Cicchetti, il presidente della Cassa di risparmio FVG, Giuseppe Morandini, l’assessore provinciale, Adriano Piuzzi, e altre persone ancora, lo ha visto protagonista di una visita dapprima in un prosciuttificio di grandi dimensioni e, poi, in un altro a conduzione familiare. L’arcivescovo si è dimostrato molto interessato a produzione e trattamenti cui sono sottoposti i prosciutti, ma a più riprese, ha voluto sottolineare “la valenza che dette imprese hanno anche in quanto garantiscono lavoro a molte persone”. Da ultimo il presule ha ringraziato Damele e tutti coloro i quali si sono adoperati così alacremente per garantirgli “ore di apprendimento”, evidenziando “il coinvolgimento lodevole di chi pensa a lavorare con passione e impegno”.

Tuesday, March 05, 2013

SAN DANIELE DEL FRIULI – “Abbiamo scelto il dottor Damele quale commissario perché aveva già ben operato in precedenza a Pontebba e Savogna”: così si è espresso il presidente della Regione, Renzo Tondo, a Villanova di San Daniele del Friuli in occasione della visita resa alla Comunità alloggio per minori "Casa ex Perosa". L’occasione è stata così utile al commissario straordinario del Comune di San Daniele, Daniele Damele, per rendere un primo bilancio della sua attività iniziatasi a fine novembre e che si concluderà con il voto di aprile. Parlando dinanzi anche al deputato Manuela Di Centa, gli assessori regionali Molinaro e Riccardi, i consiglieri regionali Agnola e Menis, l’assessore provinciale Piuzzi e un affollato pubblico che ha voluto presenziare alla visita alla comunità, Damele ha così voluto ringraziare Tondo e l’assessore De Anna per averlo scelto specificando che “a San Daniele sono da lungo tempo legato anche da affetti personali e familiari”. Il commissario ha sottolineato che “sto svolgendo quest’incarico nel pieno rispetto della legge che da tempo ha superato l’interpretazione della cosiddetta ordinaria amministrazione. Penso così a servire al meglio l’istituzione e la città senza alcuna ambizione personale”. Damele ha reso noto che “a San Daniele c’è un’eccellente macchina amministrativa comunale che potrò consegnare ai futuri amministratori in modo tale che gli stessi possano porsi alla guida ella stessa senza alcun problema. In questi tre mesi sono state sbloccate, nel rispetto del patto di stabilità, tutte le molte opere pubbliche ch’erano purtroppo precedentemente ferme, sono state sanate situazioni sensibili nel settore dell’ambiente, ma soprattutto ho dialogato con i cittadini, intervenendo laddove da loro richiesto, e “colleghi” dipendenti del Comune cercando di favorire una nuova stagione di relazioni, dialogo e confronto a tutti i livelli”.