Saturday, September 25, 2010

Favorire un uso consapevole e corretto de cellulare


Spesso quando vado a parlare a colleghi genitori o a insegnanti mi viene posta la fatidica domanda: “ma, secondo lei, a che età possiamo dare il cellulare ai ragazzi?”. Bei tempi, i miei, quelli dell’infanzia e dell’adolescenza, dove il telefonino non esisteva. Siamo cresciuti ugualmente, senza alcuna necessità di reperibilità costante e immediata. Come abbiamo fatto? Vivendo la nostra vita normalmente. Ecco, forse, basta vivere e lasciar vivere i nostri figli normalmente, senza eccessive ansie. Una pubblicità di qualche tempo fa sosteneva che “il telefono allunga la vita”, sarà anche vero, ma certamente la condiziona.
E allora l’età? Mio figlio ha oggi 17 anni. E’ stato l’ultimo ad avere il cellulare nella sua classe alle medie inferiori. Non credo esista un’età, ma certamente mi spingerei a dire no al cellulare prima dei 12 anni. Uno studio del Governo inglese per il programma MHTR (Mobile Telecomunications and Health Research Programme) afferma, infatti, che ai bambini sotto i 12 anni dovrebbe essere bandito l’uso dei telefoni cellulari.
Anche se i possibili danni non sono ancora stati accertati (i primi risultati saranno disponibili tra 5 anni), si teme un collegamento tra le radiofrequenze e alcune di neoplasie e malattie neurologiche. In ogni caso bisogna sempre ricordare che i bambini, in quanto tali, subiscono maggiormente ogni tipo di fattore esterno (es. raggi ultravioletti) e, quindi, il rischio, soprattutto sotto i 12 anni per loro è, comunque, maggiore.
Lungi da me allarmare o provocare stati di agitazione. Forse tener conto, bambini e adulti, che un uso consapevole e corretto de cellulare è senz’altro utile è cosa buona e saggia. Al di la, poi, delle precauzioni per la salute, sempre molto rilevanti, quanto cerco di studiare sono le implicazioni educative e psicologiche dell’uso di questo mezzo di comunicazione.
Ritengo che nel darlo ai nostri figli sia necessario il dialogo per insegnare loro a cosa serve il telefonino. Mettiamoci dal loro punto di vista e pensiamo all’utilità effettiva di avere un telefonino in tasca, senza necessariamente consegnargli l’ultima versione di grido presente sul mercato dalle mille funzioni, spesso non utilizzate appieno.
Anche il telefonino può divenire uno strumento che favorisce il dialogo tra adulti e ragazzi.

Daniele Damele

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