Tuesday, August 31, 2010

Rene in vendita sul web e donazione organi Berloso


Le vicende del friulano che ha messo in rete l’annuncio di voler vendere un rene perché in una situazione di disagio sociale ed economico e il suicidio dell’omicida Ramon Berloso, con l’asupicato, ma poi non possibile donazione dei suoi organi sono in questi giorni oggetto di numerosi articoli con interventi anche di associazioni cui generosamente viene sistematicamente concesso spazio.
Innanzi tutto va detto che è illegale comprare organi umani. La donazione di organi, tessuti e cellule è un atto anonimo e gratuito di solidarietà. Non è permessa alcun tipo di remunerazione economica e non è possibile conoscere l’identità del donatore e del ricevente.
La Legge 1 aprile 1999, n. 91 stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà scegliendo una delle modalità di seguito indicate: il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000 da portare sempre con sé; la registrazione della volontà effettuata presso gli appositi sportelli delle Aziende Sanitarie Locali e dei Comuni; una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma; la tessera o l’atto olografo dell’A.I.D.O. (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), onlus nazionale, unica che ha questa prerogativa.
In mancanza di una esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari (coniuge non separato o convivente more uxorio o figli maggiorenni o genitori) possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. L’opposizione non è consentita se dai documenti personali di cui sopra o dalle dichiarazioni depositate presso le ASL di appartenenza, risulta che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi, tessuti e cellule. Il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione favorevole.
Recentemente il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso un parere articolato sul tema della donazione di organi in vita da parte di «samaritani» in cui ritiene ammissibile questa pratica, nel quadro normativo esistente. Detta operazione può avvenire solo dopo una valutazione psicologica e psichiatrica del donatore e nel rispetto della privacy, escludendo qualsiasi contatto tra donatore e ricevente.
Il donatore «samaritano» va inserito prioritariamente nel programma di trapianti con modalità cross-over e, qualora non fosse possibile, occorre tenere conto della provenienza regionale del donatore. Il trapianto cross-over è quello che può essere viene attuato quando vi sono almeno due coppie, ciascuna delle quali è composta da un paziente in attesa di trapianto di rene e da una persona a lui consanguinea o affettivamente vicina disposta alla donazione, ma biologicamente incompatibile. Se si constata che vi è compatibilità biologica tra il donatore della prima coppia e il ricevente della seconda e viceversa, e se vi è il consenso dei quattro soggetti, è possibile effettuare una donazione «incrociata» tra le coppie.
Va inoltre svolta un'attenta valutazione psichiatrica e psicologica non solo del donatore ma anche del suo nucleo familiare. Non solo: l'accertamento della sua idoneità deve essere accertata da una «parte terza» estranea all'organizzazione medica che effettuerà il “prelievo-trapianto”. Infine va eseguita una completa e accurata valutazione clinica strumentale delle condizioni fisiche del donatore samaritano da parte del Centro trapianti che organizza il prelievo, analogamente a quanto previsto nel caso della donazione cross over. Il follow-up di donatore-ricevente, anche in questa modalità di trapianto, non può essere difforme da quanto a tal fine espletato per donatori e riceventi di rene da viventi.
Anche il Consiglio superiore di sanità ha ritenuto anch'esso valido il trapianto di rene tra persone che non si conoscono e non hanno legami affettivi o di consanguineità. In modo specifico va sottolineata l'importanza dell'anonimato tra donatore e ricevente e la necessità che il donatore ben comprenda i rischi potenziali e le conseguenze psicofisiche dell'intervento e l'irreversibilità della scelta. Fondamentale anche l'accertamento delle condizioni cliniche e psichiche del donatore e le motivazioni del gesto attraverso una "parte terza" estranea all'organizzazione medica che effettuerà il prelievo e il trapianto del rene.
Come si vede siamo lontani anni luce dalla volontà espressa dal friulano in rete di porre in vendita il proprio rene. In Italia ciò è del tutto impossibile. Anzi il Paese è all’avanguardia nel settore della donazione e dei trapianti in Europa e nel mondo.
Sono quasi 3 mila trapianti stimati per il 2010, ma c’è anche un positivo lieve calo delle liste di attesa per i pazienti che attendono un organo salvavita. Un dato senz'altro positivo, che dà conto di un quadro stabile e che ci consente di affermare che il sistema è in equilibrio, considerando il parziale e limitato calo delle donazioni e, fortunatamente, quello delle opposizioni.
E’ un vero peccato che il 52enne friulano si sia affidato al web, strumento di libertà e democrazia, ma non avendo regole e regnando l’anonimato, è divenuto uno strumento di vera e propria anarchia. C’è molta violenza, di ogni tipo, vi è la terribile piaga della pedofilia, vi è la possibilità di gettare sassi conto chiunque nascondendo la mano (viltà?) e tanto altro.
Ma il sito che ospita un annuncio come quello giustamente censurato dalla Polizia postate e delle comunicazioni dovrebbe essere sanzionato al pari di tutti i siti che ospitano liberamente (anarchicamente) “spazzatura”.
Su Berloso, invece, va detto che nulla potrà in questa terra modificare quanto di terribile egli ha fatto, ma voler lasciare questo mondo con la donazione dei propri organi poteva essere un segnale forte, non certamente di riabilitazione, ma di umile richiesta di perdono ai parenti delle vittime da egli provocate. Peccato che non sia stato possibile concretizzare l’idea che era maturata.

Daniele Damele
Consigliere nazionale Aido per il Friuli Venezia Giulia

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