Tuesday, August 31, 2010

FINITE LE FERIE A PARIGI


La terza è ultima parte delle ferie è stata caratterizzata da Parigi, un bel ritorno in una capitale europea fantastica. Al rientro colazione a Fregene con i cari amici Sergio e Chiara. Adesso di nuovo al lavoro.

Daniele Damele

Mercoledì 1.9 / Pasian di Prato / h 18


Mercoledì 1 settembre alle ore 18 al campo sportivo di Pasian di Prato (Udine) Daniele Damele, coordinatore della Commissione nazionale “Comunicazione e giovani” del Comitato Fair play e consigliere nazionale Aido (Associazione italiana per la donazione di organi), parlerà ai tesserati della Pasianese su “Etica, giovani, sport e fair play”. Damele sarà presentato ai giovani atleti e agli altri presenti (l’incontro è libero a aperto a chiunque desiderasse intervenire) dal presidente della società sportiva Pasianese Ermanno Venir.

DOMENICA 5 SETTEMBRE ore 9.45 Tavola rotonda sul tema: “UNA VOCE PER L’ANZIANO: CAREZZE DELL’ASCOLTO”


DOMENICA 5 SETTEMBRE ore 9.45 Tavola rotonda sul tema:

“UNA VOCE PER L’ANZIANO: CAREZZE DELL’ASCOLTO”

relatori:
Pasquale Borsellino
Direttore della struttura complessa materno infantile età evolutiva e famiglia dell’Ulss n. 8

Giuliano Enzi
Professore ordinario di Medicina interna e Geriatria, già direttore della clinica Geriatrica di Padova

Maria Chiara Santin
Direttore generale Ser.S.A. S.p.A.

Angelo Tanzarella
Direttore Servizi Sociali Ulss n. 1

Angelo Paganin
Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Belluno

Nevio Meneguz
Direttore CSV di Belluno

moderatore: Daniele Damele – Giornalista e scrittore

MERCOLEDI' 1 SETTEMBRE DALLE ORE 19.45 SU TELEFRIULI


Mercoledì 1° settembre alle ore 19:45 andrà in onda su Telefriuli uno special del concerto di Caetano Veloso che ha caratterizzato l’estate tarvisiana in seno al “No borders Festival”. Lo special è stato realizzato da Daniele Damele.

Successivamente: Ezio Gaetano, vice-questore di Udine e protagonista della cattura dell’omicida Ramon Berloso, l’imprenditore sandanielese, Carlo Dall’Ava, di Confcommercio, il giornalista e cabarettista, Andro Merkù, e l’imprenditore isontino, Lucio Vittor, saranno gli ospiti de “Gli speciali di Conosciamoci” in onda su Telefriuli mercoledì 1 settembre alle ore 21.00 (repliche sabato 4 alle ore 23 e martedì 7 dopo Mezzanotte).
La registrazione della rubrica tv, ideata da Daniele Damele e condotta da Chiara Montesoro, è sempre effettuata al Centro commerciale Città Fiera di Martignacco (UD) gentilmente concesso da Antonio Maria Bardelli.

Rene in vendita sul web e donazione organi Berloso


Le vicende del friulano che ha messo in rete l’annuncio di voler vendere un rene perché in una situazione di disagio sociale ed economico e il suicidio dell’omicida Ramon Berloso, con l’asupicato, ma poi non possibile donazione dei suoi organi sono in questi giorni oggetto di numerosi articoli con interventi anche di associazioni cui generosamente viene sistematicamente concesso spazio.
Innanzi tutto va detto che è illegale comprare organi umani. La donazione di organi, tessuti e cellule è un atto anonimo e gratuito di solidarietà. Non è permessa alcun tipo di remunerazione economica e non è possibile conoscere l’identità del donatore e del ricevente.
La Legge 1 aprile 1999, n. 91 stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà scegliendo una delle modalità di seguito indicate: il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000 da portare sempre con sé; la registrazione della volontà effettuata presso gli appositi sportelli delle Aziende Sanitarie Locali e dei Comuni; una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma; la tessera o l’atto olografo dell’A.I.D.O. (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), onlus nazionale, unica che ha questa prerogativa.
In mancanza di una esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari (coniuge non separato o convivente more uxorio o figli maggiorenni o genitori) possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. L’opposizione non è consentita se dai documenti personali di cui sopra o dalle dichiarazioni depositate presso le ASL di appartenenza, risulta che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi, tessuti e cellule. Il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione favorevole.
Recentemente il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso un parere articolato sul tema della donazione di organi in vita da parte di «samaritani» in cui ritiene ammissibile questa pratica, nel quadro normativo esistente. Detta operazione può avvenire solo dopo una valutazione psicologica e psichiatrica del donatore e nel rispetto della privacy, escludendo qualsiasi contatto tra donatore e ricevente.
Il donatore «samaritano» va inserito prioritariamente nel programma di trapianti con modalità cross-over e, qualora non fosse possibile, occorre tenere conto della provenienza regionale del donatore. Il trapianto cross-over è quello che può essere viene attuato quando vi sono almeno due coppie, ciascuna delle quali è composta da un paziente in attesa di trapianto di rene e da una persona a lui consanguinea o affettivamente vicina disposta alla donazione, ma biologicamente incompatibile. Se si constata che vi è compatibilità biologica tra il donatore della prima coppia e il ricevente della seconda e viceversa, e se vi è il consenso dei quattro soggetti, è possibile effettuare una donazione «incrociata» tra le coppie.
Va inoltre svolta un'attenta valutazione psichiatrica e psicologica non solo del donatore ma anche del suo nucleo familiare. Non solo: l'accertamento della sua idoneità deve essere accertata da una «parte terza» estranea all'organizzazione medica che effettuerà il “prelievo-trapianto”. Infine va eseguita una completa e accurata valutazione clinica strumentale delle condizioni fisiche del donatore samaritano da parte del Centro trapianti che organizza il prelievo, analogamente a quanto previsto nel caso della donazione cross over. Il follow-up di donatore-ricevente, anche in questa modalità di trapianto, non può essere difforme da quanto a tal fine espletato per donatori e riceventi di rene da viventi.
Anche il Consiglio superiore di sanità ha ritenuto anch'esso valido il trapianto di rene tra persone che non si conoscono e non hanno legami affettivi o di consanguineità. In modo specifico va sottolineata l'importanza dell'anonimato tra donatore e ricevente e la necessità che il donatore ben comprenda i rischi potenziali e le conseguenze psicofisiche dell'intervento e l'irreversibilità della scelta. Fondamentale anche l'accertamento delle condizioni cliniche e psichiche del donatore e le motivazioni del gesto attraverso una "parte terza" estranea all'organizzazione medica che effettuerà il prelievo e il trapianto del rene.
Come si vede siamo lontani anni luce dalla volontà espressa dal friulano in rete di porre in vendita il proprio rene. In Italia ciò è del tutto impossibile. Anzi il Paese è all’avanguardia nel settore della donazione e dei trapianti in Europa e nel mondo.
Sono quasi 3 mila trapianti stimati per il 2010, ma c’è anche un positivo lieve calo delle liste di attesa per i pazienti che attendono un organo salvavita. Un dato senz'altro positivo, che dà conto di un quadro stabile e che ci consente di affermare che il sistema è in equilibrio, considerando il parziale e limitato calo delle donazioni e, fortunatamente, quello delle opposizioni.
E’ un vero peccato che il 52enne friulano si sia affidato al web, strumento di libertà e democrazia, ma non avendo regole e regnando l’anonimato, è divenuto uno strumento di vera e propria anarchia. C’è molta violenza, di ogni tipo, vi è la terribile piaga della pedofilia, vi è la possibilità di gettare sassi conto chiunque nascondendo la mano (viltà?) e tanto altro.
Ma il sito che ospita un annuncio come quello giustamente censurato dalla Polizia postate e delle comunicazioni dovrebbe essere sanzionato al pari di tutti i siti che ospitano liberamente (anarchicamente) “spazzatura”.
Su Berloso, invece, va detto che nulla potrà in questa terra modificare quanto di terribile egli ha fatto, ma voler lasciare questo mondo con la donazione dei propri organi poteva essere un segnale forte, non certamente di riabilitazione, ma di umile richiesta di perdono ai parenti delle vittime da egli provocate. Peccato che non sia stato possibile concretizzare l’idea che era maturata.

Daniele Damele
Consigliere nazionale Aido per il Friuli Venezia Giulia

Tuesday, August 17, 2010

ADDIO PRESIDENTE COSSIGA


Cossiga rievoca con Strassoldo il '76: dal Friuli un esempio di compostezza

Messaggero Veneto — 23 giugno 2007 pagina 08 sezione: REGIONE

UDINE. «Gli Strassoldo derivano da nobili dell’Austria e di Trento. Un suo antenato divenne segretario generale della Farnesina e un altro salvò parecchie vite umane dalle SS». Ha accolto cosí, nella sua residenza privata l’ospite Marzio Strassoldo, il senatore a vita Francesco Cossiga, che prima ancora di ascoltare e convenire sulla battaglia da portare avanti a favore delle lingue friulana e sarda («ma sarà durissima, caro professor Strassoldo, per il marcato e trasversale nazionalismo presente in Parlamento»), si è lasciato andare a ricordi, aneddoti, domande. «Dodici ore dopo il terremoto del ’76 ero a Udine. Fummo Moro e io che nominammo Zamberletti commissario. Venni nel suo Consiglio provinciale coi sindaci dei Comuni terremotati e spesso ci fermavamo attoniti perché la terra tremava ancora», ha ricordato Cossiga che al presidente della Provincia di Udine ha anche fatto molte confidenze, come quella del farmacista che non voleva lasciare il suo lavoro seppure in pericolo di crollo («mi disse che lui svolgeva un servizio pubblico. Riuscii a convincerlo a venir via solo quando gli trovai un posto per fornire farmaci in Comune»).Ma è Moro, la cui foto campeggia a fianco del divano dove il presidente emerito della Repubblica siede, a tornare di continuo nei ricordi: «Atterrai con Moro in aperta campagna, io ero ministro dell’Interni, Moro presidente del Consiglio. Ci venne incontro un contadino con due bicchieri di vino fresco in mano per noi. Ci disse che pensava ci avessero fatto piacere». Ricordi che il senatore sardo dispensa a uno Strassoldo attento che, a richiesta, indica luoghi e precisa i nomi dei protagonisti di allora. «Un bimbo di cinque anni non voleva farsi operare. Me lo riferirono. Andai a parlargli – racconta sempre Cossiga – gli spiegai quali e quanti interventi chirurgici avevo già fatto. Lo convinsi, ma fui costretto ad andare tutto bardato in sala operatoria con lui a tenergli la mano. Pochi anni fa mi venne a trovare, ora è un omone alto e forte».E quando Strassoldo fa riferimento ai fondamentali aiuti avuti dall’estero, Cossiga lo blocca: «Ma lei lo sa che mio cugino, Enrico Berlinguer, obbligò un sindaco comunista a chiedere scusa ai tedeschi per non averli voluti nel suo paese? Si presentarono autosufficienti in tutto per venti giorni, ma non furono accolti da quel primo cittadino e furono costretti a recarsi altrove». E sempre a proposito di aiuti internazionali, Cossiga ha anche evidenziato come «quando andai in Canada per ringraziare quello Stato a ricevermi fu un comandante di aeroporto nato a Udine mentre chi reggeva lo stormo canadese era un goriziano». Su terremoto e ricostruzione il presidente Cossiga ha, quindi, tranciato un giudizio netto: «Non c’è altra terra che abbia la compostezza del popolo friulano». Ma anche sul tema delle minoranze il senatore non ha lesinato memorie: «Quando andai a Resia, con Moro, mi dissero che in Ucraina capiscono la loro lingua». E la situazione in Sardegna? Sono chiare le idee del presidente: «abbiamo una minoranza catalana e un milione di persone considerate sardo-parlanti. Io parlo, ma non scrivo in sardo che è, al pari del friulano, una variante del ladino». Molte le telefonate giunte durante l’ora e mezza di colloquio tra Cossiga e Strassoldo, ma solo due hanno interrotto la conversazione, quelle dei due figli del senatore («uno è deputato di Fi, ma non discutiamo mai di politica») che ricorda ancora come «da presidente inaugurai la tv in lingua tedesca in Alto Adige, ora mi batterò per friulani e sardi».

Daniele Damele

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2007/06/23/NZ_08_REGB3.html

Sunday, August 15, 2010

GRADO, isola d'oro del mare friulano


La seconda parte delle ferie estive, qualche giorno, l'ho trascorsa a Grado (GO), sole, mare, spiaggia e ... pc. Finito il settimo libro (in autunno nelle librerie) e iniziato l'ottavo.

Daniele Damele

PRIME PARTE DELLE FERIE NELLA MONTAGNA FRIULANA


Le ferie estive 2010 le ho trascorse in parte in montagna a Bagni di Lusnizza, frazione di Malborghetto Valbruna (UD), bellissimo e con tanti amici, tra cui Chiara e Beppe coi quali anche mio figlio Marco ha molto familiarizzato.

Daniele Damele

Finalmente certi film saranno vietati al cinema ai minori di 10 anni


Finalmente i film saranno vietati al cinema anche ai minori di 10 anni. L’Italia si allinea così agli altri Paesi europei, e non solo, e aggiunge una terza soglia ai due bollini rossi per minori di 14 e 18 anni. E’ una delle novità del disegno di legge per il cinema recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento voluto dal ministroai Beni e alle attività culturali, Sandro Bondi. Nel ddl oltre al nulla osta alla visione per tutti, ai minori di 14 e 18 anni, si prevede, quindi, l’ulteriore soglia relativa ai minori di 10 anni per assicurare la tutela della sensibilità dei minorenni in età infantile ampliando al contempo la platea dei maggiori di 14 anni.
Cosi il ddl Bondi interviene sulla revisione cinematografica. Non si tratta, come potrebbe apparire, di una misura restrittiva, anzi il contrario. Questa terza soglia non è, infatti, una restrizione, ma un’apertura. Si tratta di una forma di tutela per i più piccoli che contemporaneamente lascia liberi i 14enni di vedere film che altrimenti sarebbero loro vietati. Ad esempio, l’introduzione del divieto ai minori di dieci anni potrebbe essere applicata a pellicole sul genere Avatar (l’uscita senza divieti ha fatto molto discutere) e Paranormal activity (che fu vietato agli under 14).
Nell’uniformarsi all’Europa, stavolta, l’Italia ci guadagna nella tutela dei bambini. Bene ha fatto, quindi, il ministro Bondi a proporre tale norma.
Quando fu diffusa la pellicola “Avatar” contemporaneamente le tv misero in onda il promo che dava l’idea di un sofisticato cartone animato. E allora perché non portarci i bambini. C’era un però: soltanto in Italia questo film non fu vietato ai bambini sino a 10 anni.
La censura a maglie larghe in Italia, rispetto ad altri Paesi europei, fece, però, discutere e giustamente protestare. Perchè? Semplice: la violenza e la velocità di alcune scene di quel film possono impressionare i minori di 10 anni.
In molti altri Paesi, come accennato, il divieto ai minori è già presente. Negli Stati Uniti il film in 3d di James Cameron è segnalato con un PG 13,, ovvero non adatto ai bambini di età inferiore ai 13 anni. In Inghilterra i minori di 12 anni devono essere accompagnati da un adulto. Cosi come in Germania, Paesi Bassi, Irlanda, Corea del Sud, Svizzera e Brasile, Norvegia e Danimarca, Islanda e Argentina. Il perché di questi divieti è più che comprensibile: un bambino può rimanere impressionato e spaventarsi vedendo la pellicola al cinema. Il fatto che il film non contenga scene legate al sesso non esclude il problema, ben più grave, delle immagini di violenza e guerra, che la tecnologia del 3D rende ancora più reali agli occhi degli spettatori.
La Convenzione Onu per i diritti del fanciullo chiede di tutelare e preservare i bambini dalla violenza, chiede anche di garantire loro una crescita equilibrata. Che tutela e che equilibrio ci sono nel lasciare andare, magari da soli, bambini di meno di 10 anni a vedere “Avatar” o film analoghi?

Daniele Damele