Tuesday, July 27, 2010

Difficile, ma obbligatorio e doveroso crescere i figli oggi come ieri


La società mediatica di oggi impone modelli difficilissimi: devi essere ricco, magro, “figo”, avere e sapere tutto. Per un genitore garantire tutto questo insieme a un’educazione valoriale è estremamente difficile, complice soprattutto la cosiddetta tv spazzatura. Quando siamo bambini, siamo tutti straordinari con capacità incredibili, che hanno bisogno di poter uscire, di manifestarsi. Le potenzialità dei bimbi sono fantastiche.
Un ambiente amorevole e sano, ma anche l’attenzione anche solo di persone che ti dicono bravo, che fanno da testimoni della tua unica e irripetibile esistenza, sono fondamentali, ma la società moderna va di corsa e le condizioni economiche sono sempre più difficili. Ci si trova addosso un carico di stress molto maggiore di quello dei nostri genitori e sicuramente dei nostri nonni, che vivevano in un mondo più lento ma più naturale e a misura d’uomo. Se erano più poveri, vivevano più sereni dei poveri d’oggi. Non c’erano telefoni cellulari, non c’era internet, non c’erano i videogiochi.
La qualità della vita pare appartenere solo a una fascia di ricchi. Questo non va bene. Per garantire una cultura e un’educazione ai figli devi superare ostacoli e pericoli brutti che una volta non c’erano. Un genitore oggi deve obbligatoriamente fare i conti con tutto questo. Sono pesi per la famiglia di oggi che non possiamo accantonare. Stiamo vivendo situazioni in cui gli aspetti sociologici ci stanno cambiando con l’istinto della famiglia in crisi. Dobbiamo essere tutti collaboratori per una comunità migliore domani. E’ difficile crescere i figli oggi, ma è obbligatorio e doveroso farlo.

Daniele Damele

Aido: i dati delle donazioni e dei trapianti al 20.7.2010


Sono positivi i dati del primo semestre delle donazioni in Italia: al 20 luglio sono 1.077 donatori, 1.147 i trapianti effettuati (di cui 69 di vivente). Numeri che stridono solo con quello delle persone in lista d’attesa: 9.849, sempre alla data del 20 luglio. Sono cifre rese note da Daniele Damele, consigliere nazionale Aido per il Friuli Venezia Giulia, Altri numeri sono quelli dei cittadini italiani che hanno espresso il loro consenso alla donazione di organi, tessuti e cellule: 1.190.537 di cui 98.019 mediante registrazione alle Aziende sanitarie e 1.092.518 mediante l’iscrizione all’Aido.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sui siti del Centro nazionale trapianti e su quello dell’Aido. Damele ha anche affermato che “quanto si sta attuando in parecchie regioni, come il Friuli Venezia Giulia, da sempre ai vertici della speciale classifica dei donatori di organi, è del tutto encomiabile e lascia ben sperare per il futuro. Mi riferisco – ha detto Damele – al coinvolgimento dei Comuni e dei medici di famiglia”. Un altro impulso ala donazione potrà giungere anche dagli accordi sottoscritti in questi anni dall’Aido nazionale, sotto la guida di Vincenzo Passarelli, tra cui quello con il Comitato nazionale per il Fair play anche in virtù dell’iniziativa Medici Fair play. “Sport, giovani e medici – ha concluso Damele – sono infatti realtà con le quali poter operare per sensibilizzare a stili di vita sani, necessari per non implementare le liste d’attesa, e favorire l’essere donatori”.

Sono Ciao Darwin e Amici i programmi più trash della tv


Ciao Darwin e Amici di Maria De Filippi seguiti da Centoxcento e Grande Fratello, Pomeriggio cinque e I Raccomandati i programmi più trash della tv italiana. La concorrenza è nutrita. Questi programmi per immagini, dialoghi e temi trattati non sono certamente adatti alla programmazione in fascia della Tv per tutti prevista dalle ore 8 del mattino alle 22.30 (quella protetta va solo dalle 16 alle 19). Si tratta di programmi di scarsa qualità dei messaggi veicolati con presenza di elementi problematici per la visione dei bambini.
Segnalo, quindi, che in questi giorni è giunta nelle librerie italiane la terza edizione di “Un anno di zapping”, la prima guida critica all’offerta televisiva italiana realizzata dal Moige che attraverso il suo osservatorio Media analizza la tv attuale, premiandone i pregi ed evidenziandone i difetti. Un’ottima iniziativa.
Edito anche quest’anno dalle Edizioni Magi, l’edizione 2009/2010 si apre con la prefazione di Anna Oliverio Ferrarsi, psicologa dell’età evolutiva e si chiude con la postfazione di Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo e dell’educazione.
Sono oltre 130 i programmi televisivi analizzati dal volume, trasmessi sia dai canali generalisti sia satellitari e tutti in onda in fascia Tv per tutti: scelti in base alle centinaia di segnalazioni che giungono quotidianamente all’Osservatorio Media del Moige attraverso il numero verde 800.93.70.70 e il forum di segnalazione online sul sito www.genitori.it e in base alle caratteristiche specifiche proprie delle trasmissioni che le hanno rese dei “must” del palinsesto tv, quest’anno i programmi sono stati esaminati da un punto di vista tecnico ma anche psicologico.
Promossi per essersi rivelati una televisione che sa coniugare qualità ed esigenze di share senza scadere in volgarità sono, invece, Ballando con le stelle, Chi vuol essere milionario, il quiz show condotto da Gerry Scotti, Don Matteo, la fiction con Terence Hill, I migliori anni, I soliti ignoti e SOS Tata 2.
Insomma fare tv di qualità attenta anche ai bambini si può e si deve fare, basta volerlo. Certe trasmissioni volgari hanno una formulazione facile e share garantiti, ma fanno male, propongono modelli comportamentali diseducativi e non favoriscono le coscienze.
Insomma basta scegliere e si può fare molto e bene: dipende da editori, autori, pubblicitari, operatori della comunicazioni e organi di controllo. Fatevi sotto.

Daniele Damele

Fatti di sangue: l'emulazione è responsabilità anche dei media


Più di uno ha proposto un’analisi precisa dei fatti di sangue (ben otto) che si sono succeduti in queste settimane. Quasi tutte storie d’amore finite in tragedia con dolore per tutti.
In pochi giorni nel pezzetto di terra italiana che da tempo funziona al meglio chiamato Nordest si sono succedute, quindi, terribili violenze. L’ultima avvenuta a Mestre lascia attoniti al pari delle altre. Su tutto c’è anche l’incapacità di risolvere i conflitti con se stessi e gli altri senza ricorrere alla violenza, anzi questa è divenuta una possibile soluzione a situazioni mal gestite con il proprio io e con gli altri. Un dramma.
Ma c’è un qualcosa in più su cui vorrei richiamare l'attenzione: il rischio emulazione derivante dall'eccessivo spazio riservato a questi fatti di sangue familiare. Tutti sanno tutto di Cogne, di Novi Ligure, e di tanti altri delitti. Tv nazionali, internet e gli altri media hanno responsabilità evidenti. Sono divenuti anche un'agenzia educativa, propongono modelli comportamentali e molti fanno propria la convinzione che "se lo fanno altri posso farlo anch'io" come pure "se ne parlano in tv è proprio possibile farlo".
La tv fa spettacolo anche quando vanno in onda i tg o, peggio ancora, i talk show. Certe scene ripercorrono ogni passaggio avvenuto in questi drammi, ricostruiscono dinamiche con stile perfetto, per qualcuno addirittura affascinante. Ma questa non è informazione, non è diritto sacrosanto di cronaca. Indugiare su tutto questo può divenire molto pericoloso per più d’una persona incapace di mediare rispetto alla propria vita e alle proprie scelte.
Alcuni limiti a certe proposte di cronaca nera sono necessarie, specie per tv e internet. Gli operatori della comunicazione devono essere consapevoli delle responsabilità che hanno. Il problema non è solo del mondo del giornalismo, ma anche di chi cura la realizzazione di fiction, film tv, reality, talk show. Occorre andare al di la dei codici e dei buoni propositi. Autolimitarsi rispetto alla ricerca ostinata dell'audience, sangue compreso potrebbe essere un buon inizio.

Daniele Damele