Thursday, June 17, 2010

Finalmente l'obbligo di rettifica anche per i blog


Se la legge sulle intercettazioni passerà così com'è stata licenziata dal Senato, tutti quelli che hanno un sito internet registrato in Italia, anche i semplici blogger amatoriali, dovranno rispettare i nuovi obblighi di rettifica: 48 ore di tempo per pubblicarla con lo stesso rilievo e posizione, altrimenti scattano le sanzioni che vanno da 7.746 a 12.911 euro: finalmente una norma che regola il divieto di diffamare, insinuare e infangare.
Si tratta di una norma che tiene in considerazione la necessità di favorire la pubblicazione delle notizie su internet in forma corretta e rispettosa. Perché mai notizie che mai troverebbero spazio su giornali, radio e tv in quanto mancanti di verifiche oppure proprio diffamanti possono essere postate on line senza alcuna responsabilità? E’ vero che esistono leggi che tutelano chi è diffamato, ma la rete non conosce il diritto all’oblio, purtroppo, e non è, obbligata, oggidì, a rettificare notizie infondate, a differenza della stampa.
Per chi non ha nulla da temere in quanto riempie internet di notizie non offensive, né prive di fondamento non cambierà nulla. Chi grida allo scandalo e alla censura null’altro vuole che poter mantenere il diritto a diffamare, a offendere, a denigrare.
E’ del tutto necessario pretendere rettifiche e chiarimenti dai siti il cui responsabile è chi si è registrato e giusto farlo nei tempi prescritti. E’ vero molti potranno trasmigrare su siti stranieri, così da non rispettare le norme con la facoltà di esprimere liberamente la propria diffamazione. Si commenteranno da soli. Si collocheranno al di fuori delle norme italiane e, come tali, non meriteranno alcun rispetto.
E’ da tempo che chiedo regole per la rete. E’ del tutto opportuno che le stesse siano emanate e rispettate.
Il web è capace di ricordare tutto. Viviamo nell’epoca più carica di memoria di tutti i tempi, ma, questo non semplifica, anzi complica le cose. La memoria infatti è strettamente legata all’oblio, ha un senso quando è selezione. Oggi è diverso, si ricorda tutto e nel web c’è quello che vi mettono insigni studiosi some quello che scrivono i peggiori cretini, ci sono i negazionisti e i testimoni del lager, e questa massa di informazioni ci impedisce di capire subito cosa conservare e cosa no, senza parlare del problema dei supporti..
Abbiamo i più capienti ma anche i più effimeri. Sappiamo che il proprio supera i 2000anni, la carta a stampa i 500, ma nessuno sa quanto potrebbe durare un floppy disk visto che non ci sono più strumenti per leggerli e cosi sta accadendo con i Cd e, magari, presto con le chiavette usb. Del resto, cosa accadrebbe se un black out o qualche incidente cancellasse i dati delle banche, se queste non li conservasse anche su carta?

Daniele Damele

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