Saturday, June 05, 2010

Buone notizie: stop alla tratta degli esseri umani, sì a progetti per la montagna


Quotidianamente gli organi d’informazione ci comunicano le divisioni e le contrapposizioni tra maggioranza e opposizioni in Italia. Ma capita, talvolta, che ci siano anche dei voti resi al Parlamento all’unanimità. Titoli nei tg, nei gr o nelle prime pagine di questi provvedimenti non ce ne sono. Per saperne qualcosa occorre navigare on line.
Il Parlamento ha detto sì senza alcun voto contrario alla legge contro la tratta degli esseri umani. Ci sono oltre 12 milioni di persone di cui 500 mila soltanto in Europa, sottoposte ad ogni sfruttamento lavorativo e sessuale. Circa 800 mila sono trasportate ogni anno oltre i confini del loro stato d'origine per essere sfruttate in altri Paesi e l'80% delle vittime è costituito da donne e ragazze che, in più della metà dei casi sono minorenni.
Purtroppo l'Italia non è indenne se, come dice la relazione presentata dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, tra il 2000 e il 2008 quasi 50 mila persone sono state vittime di sfruttamento.
Con il voto del Parlamento finalmente abbiamo una legge che mira a prevenire e combattere la tratta degli esseri umani, a proteggere i diritti umani delle vittime della tratta, a proteggere e ad assistere vittime e testimoni, a promuovere la cooperazione internazionale nel campo della lotta alla tratta e a permettere la concessione di permessi di soggiorno per ragioni umanitarie.
La notizia potrà sembrare non rilevante rispetto alle contrapposizioni dei finiani con Berlusconi sul ddl intercettazioni o in relazione alla manovra Tremonti e alla critiche di Bersani sulla stessa senza mai una proposta alternativa valida. E potremmo continuare a lungo.
L’altro giorno sono giunti da tutta Italia a Tolmezzo, città montana del Friuli, imprenditori e dirigenti appartenenti all’Unione cattolica imprenditori e dirigenti (Ucid). Hanno ragionato su come favorire lo sviluppo della montagna guardando al futuro specificando che non è possibile dimenticarsi di un territorio pena provocare problemi alle rimanenti realtà. In buona sostanza in Friuli non è possibile scordarsi di oltre il 50% del proprio territorio che è composto dalla montagna a meno che non si accetti di danneggiare anche pianura e collina. Ma soprattutto si è ragionato su cosa fare per il futuro: elaborare una Carta per la montagna da condividere e confrontare con tutti e a ogni livello, ma soprattutto realizzare progetti per favorire la popolazione montana.
Migliore maniera di festeggiare la terza giornata Woityla non c’era. Ma anche qui la stampa era assente. E’ ora di dare spazio anche alle belle notizie: divenga un impegno di tutti e non di solo dei soliti pochi.

Daniele Damele

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