Tuesday, May 04, 2010

Brasile: un mercato economico per il Friuli e l'Italia


Siamo qui per presentare al Brasile il settore dell’agroalimentare friulano e italiano convinti che questo settore sia una delle nostre eccellenze tramite il quale presentiamo anche il nostro territorio locale”: ha esordito così il presidente della Camera di commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo, che è anche componente dell’esecutivo nazionale di Unioncamere, aprendo i lavori del primo di una serie nutrita di incontri, seminari, workshop e presentazione previste per tre giorni in seno alla missione imprenditoriale a San Paolo del Brasile dal titolo “Sapori d’Italia nel mondo”.
E proprio al titolo della missione che ha, poi fatto riferimento Da Pozzo specificando che “si tratta di un percorso teso a far capire il concedtto di qualità nel sistema produttivo friulano e italiano”.
La missione riguarda soprattutto il settore agroalimentare e vitivinicolo. Tra le aziende presenti segnaliamo le friulane Vigna Traverso, Forchir, Valchiaro, Conte Attimis, Bitussi, Petrussa, Foffani, la triestina Parovel, l’isontina Venturini e altre imprese di Toscana, Campania, Veneto, Basilicata e Puglia.
Dopo Da Pozzo ha preso la parola il direttore dell’Istituto per il commercio con l’estero (Ice), Giovanni Sacchi, che ha reso noto che “il Brasile gode, adesso, di una certa stabilità macro-economica e ha visto un progressivo concreto innalzamento della classe media con una crescita nel primo bimestre del 2010 del 7,5 %”. Riferendosi al settore vitivinicolo Sacchi ha affermato che “dagli attuali due litri pro capite di consumo di vino in Brasile si stima di passare ai 3,4 litri, sempre pro capite, nel corso dei prossimi anni raggiungendo così i mercati argentini e nord americani”. Da qui l’interesse del mercato dei vini.
Il Brasile è un mercato di 90 milioni di abitanti (su un totale di quasi 200 milioni) dei quali 45 milioni di classe media. Di questi 20 milioni sono oriundi italiani. Questo perché la percentuale più elevata di immigrati in Brasile, il 30 per cento, proviene proprio dal nostro Paese.
Molte le scadenze importanti che il Brasile avrà prossimamente: le presidenziali di autunno 2010, la Coppa del mondo di calcio del 2014, le Olimpiadi di Rio de Janeiro due anni dopo, nel 2016 e, forse, anche l’Expo 2020. Tutte date da segnare perché di estremo interesse per chi punta a quel mercato.
Un euro vale 2,5 real, la moneta del Brasile che cura con attenzione la propria immagine all’estero anche on line. Basti dare un’occhiata al sito www.ubrafe.com.br dove chiunque sia interessato alle fiere, compresa ovviamente la volontà di esporre, trova ogni info necessaria.
Il target delle aziende interessate è quello delle PMI. Una idea di quali servizi può offrire la Camera di commercio italo-brasiliana (CCIB) la si evince dal sito internet: www.ccib.it.

Daniele Damele

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