Sunday, April 11, 2010

Reti tv pubbliche francesi senza pubblicità


Il portavoce del governo francese Luc Chatel ha annunciato che dalla fine 2011 la pubblicità scomparirà del tutto dalle reti tv pubbliche. Questo in linea con la legge votata nel marzo 2009. La prima tappa della riforma era stata messa in atto all'inizio del 2009, con lo stop della pubblicità prima delle 20 su tutti i canali televisivi pubblici francesi. Una valutazione ufficiale del suo impatto e' fissata per maggio del 2011.
E’ senz’altro un’ottima notizia. Tutti sanno quanto certe pubblicità facciano male a minorenni e maggiorenni. Le pubblicità sono realizzate per vendere, ovvero per condizionare i comportamenti altrui. Propongono modelli spesso diseducativi se non addirittura nocivi, creano bisogni artificiali. Insomma ci fanno male. La BBC in Inghilterra ha canali free spot. Certo il canone è più caro, ma così si ha una vera tv di servizio pubblico.
Nel periodo natalizio 2009 è stata trasmessa alla televisione italiana la pubblicità di un gestore di telefonia mobile in cui un noto showman (accompagnato da altrettanta conosciuta presentatrice) entrava in un presepe vivente (in forma di grande centro commerciale) e quando s’imbatte nei magi, dopo aver domandato alla compagna cosa portano in dono, prende la mirra e la fa volare via, inserendosi profanamente nel presepe come Babbo Natale al posto del Re Mago.
La mirra del Re Mago è la predizione simbolica della Passione e di ogni sofferenza che attende Gesù venuto sulla terra per riscattare la negatività totale della sofferenza umana. Dei tre doni è quello più vicino al farsi carne da parte di Dio per la salvezza degli uomini. Sostituire nel presepe il Re Mago che dona la mirra (simbolo di sofferenza) con Babbo Natale che porta doni consumistici è un ribaltamento totale dei valori: presenta infatti un immagine che, al di là del blasfemo, finisce per svalutare il pregnante messaggio cristiano, scomodo per tante conoscenze.
Quella pubblicità dileggiava chi della mirra (ovvero della sofferenza) ha fatto e sta facendo esperienza e trova nel cristianesimo la motivazione per cui accettare il dolore. E’ da meravigliarsi che nessuna voce si sia alzata per fermare questa pubblicità che ha dissacrato il presepe occultando il suo contenuto evangelico.
In Francia tolgono gli spot e risolvono un vero problema. In Italia?

Daniele Damele

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