Thursday, April 08, 2010

Contratto Rai al ribasso: occasione persa


La Rai e il Ministero per lo Sviluppo economico sono impegnati nel rinnovo del contratto di servizio pubblico 2010/2012, ma la grande assente è la qualità. Una dimenticanza certificata anche dalla commissione di Vigilanza, che ha dovuto prendere atto che il tetto dei programmi di servizio pubblico si attesta al 70%, percentuale inferiore di ben quattro punti a quella riscontrata dalla stessa Agcom già due anni fa: oltre il 74%, con punte di oltre il 92% su RaiTre.
Cosa chiedere allora? Di avere la possibilità di verificare le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche derivanti dal canone. Vi è, infatti, la necessità di contraddistinguere le trasmissioni finanziate dal canone e quali con gli spot. Per fare questo basterebbe che la Rai lo segnalasse a tutti i giornali che pubblicano la programmazione, sul proprio sito web e nel televideo.
Il problema vero è che tutti i programmi di servizio pubblico della Rai non sono finanziati esclusivamente dagli introiti che le derivano dal canone. Come emerge proprio dalla contabilità della Rai, infatti, una buona percentuale delle trasmissioni pubbliche contengono dosi di pubblicità, i cui introiti, anche se in parte stornati per finanziare la programmazione commerciale, non consentono di affermare che tali trasmissioni sono finanziate esclusivamente dal canone.
Per uscire dall’equivoco occorrerebbe segnalare solo le trasmissioni definite di servizio pubblico, indipendentemente dal tipo di risorse (pubbliche o pubblicitarie) impiegate per realizzarle. Non solo, i cosiddetti programmi di servizio pubblico della Rai, infatti, producono più pubblicità di quelli cosiddetti commerciali che, per non essere in passivo, devono essere finanziati anche con i proventi della pubblicità di Porta a Porta, della Formula Uno, del calcio.
Grandi assenti del contratto la tv per i ragazzi e gli spazi per le lingue minoritarie storiche.
Intanto segnalo che l’Agcom si è dimenticata di rinnovare il bando per la nomina del Consiglio nazionale degli utenti (Cnu) che ha esaurito il suo mandato il 28 febbraio 2010. Entro il 26 dicembre 2009, infatti, (60 giorni prima) avrebbe dovuto pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo bando. Non l’ha ancora fatto e chissà quando lo farà.

Daniele Damele

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