Saturday, March 27, 2010

LUNEDì 29 MARZO PREMIO FAIR PLAY A PORDENONE A PADRE CLAUDIO PIGHIN


Lunedì 29 marzo alle ore 11 nella sala stampa della Provincia di Pordenone il Comitato fair play di Pordenone assegnerà il premio fair play 2009 a padre Claudio Pighin, missionario pordenonese in Brasile. Accanto a lui ci saranno altri premi per il gesto sportivo, la carriera e gli artisti pordenonesi de L’Arte del fair play, progetto voluto dall’assessore provinciale udinese Mario Virgili.
Mi permetto porre in evidenza il premio alla personalità che sarà consegnato dal presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, a padre Claudio Pighin ringraziando il comitato fair play e in particolare il delegato pordenonese, Andrea Canzian, e il presidente regionale, Alessandro Grassi, che hanno accolto la mia proposta di candidatura.
Lo scorso mese di agosto sono stato per 15 giorni in Amazzonia, a Belém, proprio con lo straordinario missionario friulano padre Claudio Pighin. Con lui ho visitato favelas (che nel Nord del Brasile chiamano “invasioni”), ho avuto paura, ho provato emozioni positive, ho visto che questi missionari del Pime sono degli eroi che vanno celebrati e aiutati da vivi.
In Brasile ero con mio figlio Marco di 16 anni ed è stata un’esperienza di volontariato di grande livello. Padre Claudio si occupa di giovani e comunicazione, di poveri. Porta la parola di Dio dove altri non andrebbero mai, come ad esempio nella “zona rossa” di Belém.
Certamente è dura e spesso alla sera ho visto padre Claudio affidarsi alla lettura della Bibbia per cercare quella serenità necessaria per andare avanti, la forza, il coraggio, la volontà di ripartire sempre anche se magari pochi ti ascoltano (e non mi riferisco ai fedeli, ma a chi dovrebbe comprendere queste situazioni). Ad ascoltare dovremmo essere tutti noi. Accanto alla giusta difesa della vita contro aborto ed eutanasia, dobbiamo difendere la vita e la dignità di ogni essere umano durante la sua esistenza.
I media si occupano spesso di questi missionari, ma quasi solo per aspetti di cronaca nera, magari dopo un’esecuzione che ce li porta via. Chi racconta a tutti, invece, quanto questo sacerdote di Orcenico inferiore, come tutti i missionari, si fanno amare, stimare e diventano punti di riferimento precisi per la comunità? E perché non ci si interroga sul perché non si difendano ruolo e vita di queste persone?
Siamo coscienti che in Brasile, come in tanti altri Paesi dove regna la miseria (e non solo lì), i valori non ci sono quasi più? A Belém ho visto l’assenza del sentimento della pietà verso se stessi e gli altri. E mi sono accorto che quando manca questo sentimento manca tutto e tutto diventa possibile, anche porre un revolver alla testa di un prete per una rapina e sparare com’e accaduto a Manaus con don Ruvoletto.
Eppure questi drammi durano lo spazio di uno, massimo due giorni sulla stampa, poi via con altre notizie in un rincorrersi continuo di spot e scoop o presunti tali. Perdiamo tanto tempo in banalità effimere, ma perdiamo di vista che in questa terra ci sono eroi in ogni angolo del mondo, come padre Claudio Pighin.

Daniele Damele

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