Tuesday, February 23, 2010

Facebook: gli autori del gruppo contro i down siano puniti




















Degli idioti, perché altrimenti è difficile definirli, hanno pensato bene di scrivere “parassiti, ignobili creature, stupidi, esseri buoni a nulla” e ancora: i bambini down sono solo un peso per la nostra società”, insulti scritti, appunto, su una pagina di face book, un gruppo denominato “giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”. Il tutto è opera di fantomatici “Il Signore Della Notte” e “Il Vendicatore Mascherato”. Cosi, infatti, si fanno chiamare i due amministratori di questa vergogna in rete. Idioti che hanno avuto un notevole seguito: oltre 1200 membri iscritti fino a domenica sera, anche se va detto che la maggior parte lo ha fatto per poter gridare allo sdegno per l’iniziativa.
Il gruppo è attivo da qualche giorno e ovviamente ha subito richiamato l’attenzione di genitori e di familiari di persone disabili che attraverso il passaparola hanno immediatamente attivato la procedura che prevede la segnalazione di un gruppo che incita alla violenza. Una procedura però che passa attraverso il filtro oltre Oceano dei responsabili di facebook. Ci vuole tempo.
Come dire che reati come istigazione, apologia, discriminazione, quest’ultima prevista dalla legge Mancino possono rimanere lì per del tempo.
E siccome di reati si tratta chi li ha commessi deve essere punito. Ma accanto a ciò occorre cercare di far togliere tutti i siti, i blog, i forum contenenti detti reati. La rete non è una sorta di zona franca dove tutto è possibile. Chi commette reati lo fa nella vita reale come in quella virtuale e i reati sono gli stessi e devono essere sempre puniti.
Esistono soggetti, poi, che non possono esimersi dall’intervenire: mi riferisco all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, al Comitato Media e minori (la fotina del ragazzo down nel gruppo incriminato è di un minore) senza attendere che solo il Servizio della polizia postale e delle comunicazioni faccia, come puntualmente fa, la sua parte.
D’altronde le segnalazioni son molte. Anche su Haiti non c’è stata pietà. Si tratta di proposte inaccettabili, non degne di persone civili, ma, soprattutto, si tratta di reati che, in quanto tali, devono essere perseguiti.
I responsabili possono essere individuati e denunciati. Ma è giunto il momento di favorire la nascita di un nuovo codice etico di autoregolamentazione della rete che porti il web all’autotutela dei diritti di libertà a garanzia di tutti. Esiste un razzismo serpeggiante per cui alla Presidenza del Consiglio dei ministri dovrebbe sorgere un Osservatorio permanente su disabilità e razzismo.

Daniele Damele

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