Friday, February 05, 2010

Decreto Romani: positive le norme sulla rete


Il cosiddetto “decreto Romani” sulle comunicazioni contiene degli importanti punti relativi al Web. C’è, infatti, una definizione più chiara dei soggetti che rientrano nella definizione di servizi di media audiovisivo: i blog, i video amatoriali, i giornali online, i motori di ricerca, le versioni elettroniche delle riviste non sono disciplinati dalla nuova normativa, sono liberi. Nessuna censura alla rete in quanto le nuove regole non riguardano i servizi lineari (blog e siti Internet), ma solo i cosiddetti servizi on demand, ovvero quelli che 'riproducono' la televisione senza però dover rispettare i vincoli che invece hanno i broadcaster.
La delicata questione di Youtube e degli hosting che veicolano contenuti generati dagli utenti va, quindi, ancora affrontata giacché la responsabilità editoriale incombe, attualmente, su terzi e non sui provider che ospitano o trasmettono contenuti realizzati da altri.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) deve, infatti, poter attuare un controllo sui contenuti di quanto pubblicato on line nell'ambito dei poteri e delle competenze riconosciute all'Autorità stessa.
Amplificare polemiche su Internet e su una presunta aggressione alla rete che non c'è mai stata, anche grazie alla previsione che delega all'Agcom l'autorizzazione per i servizi di tv sul web, è fuorviante e sbagliato.
La gestione dei contenuti in rete deve avvicinarsi a quella televisiva in quanto se è vero che quanto trasmesso dalle tv è veicolato tramite frequenze concesse dallo Stato e, per questo, soggetti a controlli, anche la rete, ormai, influenza le persone e si propone come grande mezzo di comunicazione che rischi di essere anarchico.
Non si tratta di comprimere spazi di libertà, che la rete garantisce, come qualcuno teme, ma solo di dare delle regole a internet nel rispetto delle persone. Oggi in rete sono diffamazioni, istigazioni, commerci illeciti e pedofilia. Queste e altre attività illecite e illegali vanno fermate e certamente non bastano le norme oggi in vigore in quanto hanno già dimostrato d’essere inefficaci in proposito.

Daniele Damele

No comments: