Sunday, January 17, 2010

VIA DAL WEB CHE INNEGGIA ALLA MORTE DEI TERREMOTATI DI HAITI




















Gli amici dell’associazione Meter di don Fortunato Di Noto mi hanno segnalato che fra i tanti messaggi pro Haiti che dimostrano il cuore grande della stragrande maggioranza degli italiani ne è apparso uno, forse non l’unico, violento ed estremamente offensivo e da censurare. Su Facebook è apparso, infatti, un gruppo raccapricciante dal titolo: “Haiti? Crepate, luridi terremotati”. La cosa si commenta da se e non abbisogna affatto di grandi commenti. Per completezza riferisco che in seno al gruppo vi è un invito ad adottare un bambino morto haitiano, uno slogan terribile.
Chi ha vissuto o vive ancora gli effetti di devastanti terremoti, come quelli del Friuli, dell’Irpinia, dell’Abruzzo, sa perfettamente cosa significa essere vittima di tali cataclismi. Ma oggi tv, stampa, internet, radio e tutti i mezzi di comunicazione raccontano a tutto il mondo queste catastrofi e ogni persona di buon senso, che non abbia una pietra al posto del cuore, non può che rimanere attonito, non può che prendere il telefonino e inviare più volte sms solidali per queste persone così fortemente provate.
Il gruppo creato da uno o più cretini, senza testa né cuore, né anima, inneggiante alla morte dei terremotati haitiani, al pari di altri gruppi analoghi inneggianti all’odio, alla discriminazione, alla violenza, offensivi pesantemente verso persone o situazioni specifiche vanno censurati senza alcun tentennamento. Vanno tolti dal web senza che alcuno ritenga che ciò non sia giusto.
Un enorme personaggio del passato disse che “non condivido le tue idee, ma mi batterò sino alla morte affinché tu le possa sempre esprimere”. Perfetto, gusto così e le regole che dovrebbero sottostare a internet devono garantire che alla base ci sia questa massima. E’ quindi sciocco e strumentale criticare chi vuole regole per la rete. Queste devono giungere, e presto, invece, solo per eliminare dal web iniziative come quelle citate contro Haiti o inneggianti, come accennato, all’odio, all’istigazione alla violenza o a reati contro le persone o altro.
Non si tratta di censurare nulla e nessuno, ma solo di favorire un controllo da parte di chi pone a disposizione della collettività strumenti di comunicazione liberi e democratici come internet per cancellare, appena possibile, gruppi come quello citato. Anche i gruppi contro Berlusconi o Marrazzo oppure inneggianti a chi aveva lanciato la statuetta contro il premier sono stati tolti dal face book. E’, quindi possibile fare ciò ed è giusto così.
Un controllo preventivo potrebbe essere oltre che di fatto impossibile, foriero di censure non tollerabili. Ciò che chiedo è spazzare via dal web quanto unanimemente inaccettabile. Un gruppo che inneggia ai terremotati che devono crepare lo è senza alcun dubbio. Ma occorre anche avere la possibilità di risalire a chi utilizza anarchicamente la rete diffamando, ovvero contravvenendo la legge, al fine di poterlo assicurare alla giustizia e a una pena.
In questo senso l’anonimato, presente in rete, non agevola e spesso non permette di giungere a ciò. Viceversa strumenti informatici e modalità operative di livello possono garantire di risalire a chi opera in rete cancellando anonimi che vogliono rimare tali per poter colpire, il più delle volte offendendo o diffamando, rimanendo impuniti.
Chi inneggia alla morte dei terremotati di Haiti va, quindi, scoperto e punito.

Daniele Damele

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