Thursday, December 17, 2009

INTERNET SICURO E' DOVEROSO


Giustamente il ministro Maroni non prevede nessun reato speciale, né interventi censori su internet, ma oltre a una norma che consenta alla magistratura di rimuovere dal web le pagine in cui la magistratura stessa ravvisi un reato, ad esempio di apologia o di istigazione, è del tutto necessario prevdere qualcosa che possa giungere a prevenire, e non censurare i reati on line.
Internet è il regno della libertà, ma non può divenire anarchia totale. Non si tratta di costringere Internet in un vincolo di tipo giuridico, ma certamente di far sì che gli Internet service provider (ISP) possano verificare preventivamente le pubblicazioni non permettendo quelle, e sono tante, che coincidono con reati di varia natura.
Mi permetto affermare che oscurare i siti web non significa impedire la libertà di espressione su Internet. Qui si chiede solo impedire di delinquere. A meno che non si affermi che la libertà dev’essere tale anche a costo della sicurezza delle persone, della loro dignità e integrità.
Il sistema dei filtri può essere un buon inizio, ma è dal punto di vista culturale che si deve realizzare un processo di norme per la rete, senza limitare la democrazia su internet (ci mancherebbe), ma per garantire certezze.
Occorre rendere più difficoltosa la navigazione verso certi siti violenti come accade per quelli pedopornografici dando potere effettivo alla magistratura, che deve valutare se ci sonodei messaggi che integrino o meno dei veri e proprio reati al fine di evitare che sul web si compiano attività di istigazione a delinquere e apologia di reato. E’ giusto, quindi, che l'informativa degli investigatori che monitorano costantemente la rete giunga a un giudice che, con un provvedimento motivato, ordinerebbe agli amministratori la chiusura del blog, del sito o del gruppo, ma ciò deve avvenire tempestivamente. Di pari passo il filtraggio da parte degli ISP limiterebbe l’attività di monitoraggio anche perché se i siti sono registrati all'estero non resterà che intraprendere la strada della rogatoria internazionale coi tempi che tutti sappiamo.
Internet è stato progettato sin dalla nascita proprio per favorire la maggiore diffusione possibile delle informazioni, con protocolli che sfuggono ad ogni forma di controllo, ma non può sfuggire alla legge. Affermare che basta applicare le norme in vigore significa che quantomeno non si conosce la rete. Seppure difficile bloccare i siti violenti è tecnicamente possibile. Basta volerlo fare.
Va poi affrontata la questione dell’anonimato. A disposizione di questi, che non vogliono essere “beccati”, ci sono innumerevoli sistemi che rendono praticamente impossibile trovare la persona fisica che ha immesso in rete certi contenuti. Esiste tutta una serie di luoghi virtuali dove circolano informazioni a getto continuo: blog, myspace, social network, youtube. Tenere sotto controllo tutto è più che complicato, ma non impossibile.
Ricordiamoci anche che sul web non esiste diritto di oblio e che quel che viene immesso in rete ci resta praticamente per sempre, compresi certi video pure rimossi. Da tempo ripeto che l'unico modo per arginare certi fenomeni sarebbe lavorare sull'educazione, spiegando agli utenti che internet non e' uno spazio franco dove tutto è possibile, che i comportamenti scorretti o illegali nella vita sono scorretti e illegali anche on line.
A Casini e Franceschini, ultimi paladini di internet, vorrei dire che non si tratta di ambire a censurare alcun ché, ma di garantire rispetto per tutti. Facebook ha fatto sparire i gruppi pro-Tartaglia e quelli fasulli pro-Berlusconi. Non ci vuole molto quindi…

Daniele Damele

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