Monday, November 30, 2009

SIMPSON OFF LIMITS IN SVIZZERA


I Simpson mi piacciono molto. Si tratta di cartoni animati che guardo con piacere. So di condividere questa passione con molti, tra cui anche l’insigne psicoterapeuta Paolo Crepet, col quale ho discusso a lungo su questi e altri cartoni. Ma i Simpson sono cartoni destinati a un pubblico adulto o quantomeno non ai bambini. La Svizzera lo ha capito, l’Italia ancora no.
Le famosissime e cattivissime creature di Matt Groenning sono state, infatti, messe al bando per la visione ai bambini al di sotto dei 12 anni nella repubblica elvetica mentre da noi non esiste ancora un provvedimento del Comitato nazionale per la tutela dei minori dinanzi alla tv che vieti la diffusione dei Simpson nella fascia protetta (dalle ore 16 alle 19), ma anche nella cosiddetta fascia della Tv per tutti, da mattino a sera, sino alle 22.30.
La graffiante sit-com animata americana, nata alla fine degli anni Ottanta e ben presto divenuta un cult mondiale, grazie alla feroce parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, sarà trasmessa dalla televisione svizzera di lingua tedesca SF2 con un avvertimento che sconsiglia la visione ai ragazzi minori di 12 anni. Un tanto è stato deciso dando ragione alle richieste di una mamma telespettatrice. La signora lo scorso 6 ottobre, aveva scritto all’emittente televisiva dicendosi turbata per la figlia da alcune scene della serie, a suo parere particolarmente violente.
Più di qualcuno, a questo punto, ironizzerà e rilancerà con battute tendenti a favorire una risata anche da parte del buon Homer e della sua famiglia, ma il problema rimane. E’ sbagliato, poi, sostenere, come certamente farà qualche altro, che sono ben altre le scene inadeguate e inadatte ai bambini al di sotto dei 12 anni e che queste si trovano in seno a tg, reportage, fiction, film e varie altre programmazioni.
Qualcuno giungerà addirittura a tacciare di falso perbenismo tali posizioni incurante del fatto che, invece, in Svizzera hanno avuto il merito di accertare che i cartoons dei Simpson sono destinati ai grandi e non ai più piccolini e che un tanto va comunicato al fine di permettere a genitori ed educatori di fare le loro scelte in merito.
E’ evidente che dette scelte non possono limitarsi solo ai Simpson e che devono toccare anche altre trasmissioni per una ragione contenuta nella stessa Convenzione dei diritti del fanciullo dell’Onu: la crescita equilibrata dei bambini.
Certamente ci sono tante e fors’anche più rilevanti azioni da attuare per favorire ciò, ma sono fermamente convinto che aver fatto attendere i 14 anni a mio figlio prima di guardare assieme i Simpson non sia stato un errore, anzi. E adesso, che di anni ne ha 16, le risate e la consapevolezza di ciò che si guarda sono assicurati.

Daniele Damele

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