Tuesday, November 03, 2009

A scuola sì all'educazione sessuale, civica, ma anche ai media - Dopo il caso della 14enne incinta che si racconta sul blog


C’è un aspetto della veloce notizia, al solito priva per lo più di approfondimenti, della ragazza di 14 anni, che frequenta la terza media a Foligno e che nelle prossime settimane darà alla luce una bimba. Il papà ha 15 anni (e non 13 come riportavano i titoli di un seguitissimo Tg serale) e anche lui è uno studente di terza media nella stessa scuola, ma in un'altra classe.
La notizia è stata data “al mondo” dalla ragazza alla rete attraverso il suo blog. Da lì è stata ripresa da un quotidiano locale e poi dai media nazionali ed esteri.
I due ragazzi aspettano la nascita della bambina senza particolari preoccupazioni, e desiderano prendersene cura insieme, mentre le famiglie sono molto preoccupate, anche perché non si tratta di famiglie abbienti.
La ragazza è una studentessa modello con una media scolastica tra l'otto ed il nove. Nel suo blog racconta anche (non solo) di questo momento particolare affermando tra l’altro che: "se c'è qualcosa di detestabile nella vita oltre alla falsità, agli obblighi, alla volgarità, ci sono i momenti in cui la paura di perdere impedisce di giocare".
I genitori della futura mamma sono separati, il padre è in cassa integrazione. La situazione economica è difficile tanto che sono intervenuti anche i servizi sociali. Lei, ci hanno spiegato tg e giornali, continua ad andare regolarmente a scuola. Non indossa più jeans ma maxipull colorati per proteggere il suo pancione.
La ragazza si sarebbe confidata con la mamma quando era già al quarto mese di gravidanza, in un momento, viene precisato sempre dai media, in cui non era più possibile prendere in considerazione l'ipotesi di una sua interruzione volontaria (un’eventualità che i giornalisti danno, evidentemente, come scontato che sia possibile in casi del genere). Il nonno della neomamma, un ex artigiano, non nasconde le preoccupazioni riferendosi sempre alla difficile situazione economica della famiglia: "a scuola - ha detto - insegnano ai ragazzi tante cose. Forse sarebbe il caso che in classe si parli anche della educazione sessuale e del modo di prevenire certe cose". Giusto, ma occorre farlo in modo appropriato puntando su amore e sentimenti.
Ma ciò su cui vorrei soffermarmi ancora un momento è quanto accennato: la notizia è stata data “al mondo” dalla ragazza attraverso il suo blog, un diario pubblico che è diventato qualcosa di più. Piaccia o no è divenuto un mezzo di comunicazione o quantomeno una fonte d’informazione.
Negarlo sarebbe miope e comunque è negare la realtà. Ecco perché chi ha un blog o addirittura un sito deve prestare grande attenzione a cosa scrive, al rispetto di se stessi e degli altri in primis oltre che delle regole (poche) vigenti in materia.
Occorre essere consapevoli di quanto si pubblica. Non so se la ragazza immaginasse che dopo aver scritto sul suo blog della sua futura maternità questa “confidenza” facesse in poche ore il giro delle redazioni. Magari bisognerebbe oltre all’educazione civica e a quella sessuale (e dell’amore) prevedere a scuola anche l’insegnamento di un uso consapevole dei media.

Daniele Damele

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