Thursday, October 29, 2009

VIOLENZA SUI MINORI: PERCHE'?


I recenti episodi di violenza singola e di gruppo nei confronti di minorenni fanno sorgere spontanea una domanda: cosa spinge a un gesto cosi brutale? Gli esperti ci dicono in dotte interviste e varie dissertazioni che i fattori sono molti a partire dai modelli culturali e sociologici che stanno cambiando, ma alla base ci sarebbero anche genitori che, dal punto di vista educativo, non si occupano dei propri figli.
Poi scopriamo che è necessario attuare un’analisi comportamentale e verificare se sussiste una spasmodica voglia di affermarsi che si ottiene con una preda. A questo subentra, spesso, anche il cosiddetto effetto branco, ovvero un ulteriore motivo di vanto fra coetanei, meccanismi questi che si autoalimentano.
Generalmente a posteriori questi ragazzi non si rendono nemmeno conto della gravità di quello che hanno fatto, ma solo del gesto e, nel caso si tratti di minorenni, sono pienamente consapevoli che non gli succederà quasi nulla dal punto di vista giuridico. E’ come se il senso di impunità si fosse impadronito di queste generazioni.
Perché? Credo che la situazione di mancata certezza della pena, degli sconti di reclusione, della facilità di uscire dagli arresti pur avendo commesso pene gravissime la dica lunga. Allo stesso tempo i media, tutti, agevolano fortemente questo pensiero.
E la vittima? Chi ci pensa? Non certamente i media se la sbattono in prima pagina con una barbarie incredibile. La vittima si troverà così a dover elaborare un lutto rispetto al suo sistema di valori perdendo fiducia nei coetanei e nel gruppo. Proprio ieri ho ricevuto una mail da una persona che ha aderito al gruppo da me fondato su Face book “Fermare la pedopornografia in rete” che mi ha raccontato della violenza da lei subita a 6 anni. Mi ha detto che “si muore dentro, che sì, si continua ad andare avanti, ma ….”. Occorre aggiungere altro?
Il gruppo ha oltre 350 iscritti, ma quelli che inneggiano alla morte di Berlusconi o di altri sfondano i 10 mila! Gruppi che Face book dovrebbe censurare senza pensarci due volte che incitano alla violenza, allo stupro, all’uso di droghe, allo sballo e tanto altro ancora hanno numeri molto più elevati dei 350 miei “amici” che dicono no alla pedopornografia in rete e ancor di più no alla pedofilia. Siamo indifferenti? Siamo attratti da altro piuttosto che dalle battaglie civili?
Su tutto un invito ai genitori: gli esperti ci mettono spesso sul banco degli imputati. Beh un po’ forse hanno ragione de non dialoghiamo, non ascoltiamo i nostri figli, se non dedichiamo loro del tempo, se non pensiamo a educarli al domani.

Daniele Damele

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