Sunday, October 11, 2009

SAPERE A CHI SONO STATI DONATI GLI ORGANI E' UN'OPZIONE


Capita sempre più spesso di leggere appelli di genitori o parenti che chiedono di sapere chi ha ricevuto gli organi donati da un loro figlio. Le norme di legge in vigore (in particolare la legge 91/99) vietano la possibilità di rendere nota l’identità del ricevente. Nella mia vita ho, però, avuto l’opportunità fortunata di ascoltare e stare vicino sia a persone che hanno ricevuto organi sia a parenti di persone decedute che hanno detto sì alla donazione dimostrando un senso civico e un altruismo infinito.
Perché dire no a chi vuole sapere chi ha goduto di questo gesto e si è salvato la vita allora? Giustamente si afferma che non si può sapere come reagirà la famiglia del donatore e ancor di più spesso si pone in guardia rispetto a un legame morboso, a una possibile dipendenza psicologica.
Sono, però, personalmente convinto che, pur nel rispetto della legge, si dovrebbe favorire un’analisi caso per caso. Chi riceve un organo festeggia il giorno del trapianto come un secondo compleanno. E’ già accaduto che parenti di donatori e riceventi si siano incontrati e che l’emozione sia stata intensa, ma molto positiva, così come è accaduto che certi legami siano divenuti non solo morbosi, ma addirittura imbarazzanti.
E allora che fare? Non credo, sempre a livello di opinione personale, si possa dire no aprioristicamente, ma sì all’affidarsi a psicologi in grado di valutare se l’opzione richiesta di sapere possa o meno essere accolta. Credo che il dialogo e la spiegazione del perché si o del perché no possano e debbano avere la meglio sul mero e, mi si permetta, un po’ freddo richiamo alle norme di leggi.
Uno psicologo meglio di altri dovrebbe poter fornire le motivazioni giuste ed anche accompagnare questo delicato passaggio. Si tratta di un’azione che reputo necessaria anche in quanto spesso a chi sono finiti gli organi lo si capisce o quantomeno intuisce dalle notizie di stampa.
Con ciò non voglio dire che occorre cambiare una normativa in vigore e all’avanguardia a livello internazionale, ma solo mettere un po’ di cuore in una situazione sempre delicata e molto particolare.

Daniele Damele
(Articolo presente anche su Periodico Italiano)

No comments: