Wednesday, October 21, 2009

E' SEMPRE EMERGENZA PEDOPORNOGRAFIA ON LINE


Qualcuno mi dice che sono ripetitivo e che me la prendo troppo su pedofilia on line e dintorni. Io credo di no. Anzi sono sempre più convinto che sia sempre emergenza. Vi ricordo alcuni fatti di cronaca, solo alcuni: un sessantenne, padre di due figli di cui uno minorenne, su cui gravano precedenti specifici, in quanto aveva scambiato in passato materiale di questo tipo con altre persone dedite alla stessa perversione, è stato trovato nuovamente in possesso di pen-drive e cd contenenti il materiale.
Da quanto emerso dalle indagini condotte dalla Polizia postale e delle comunicazioni di Venezia, le immagini ed i video pedopornografici venivano prodotti soprattutto nei paesi dell’Est e dell’Asia. Ad occuparsi della vendita erano 59 siti specializzati che sono poi stati oscurati dalle forze dell’ordine: i gestori cercavano potenziali clienti diffondendo sul web numerosi messaggi di spam in cui veniva proposto l’acquisto.
Quando gli annunci raggiungevano la casella mail di una persona interessate, quest’ultima contattava i gestori dei siti, tutti con sede all’estero. Dopo aver effettuato la registrazione, riceveva il materiale, ma non prima di averlo pagato con carta di credito somme che andavano dai 40 ai 100 euro per ciascuna immagine o video. In alcuni casi i pedofili si scambiavano fra di loro il materiale tramite chat o programmi di file-sharing. Queste tracce lasciate su internet, hanno fornito diverse piste che sono tornate utili nell’ambito delle indagini. In tutta Italia, sono state effettuate 40 perquisizioni in 30 province fra Veneto, Trentino, Sardegna, Emilia Romagna, Calabria, Piemonte, Puglia, Toscana, Lazio e Lombardia. L’unico arresto per il momento, è quello di un 29 enne della provincia di Cremona, in possesso di migliaia di file a carattere pedopornografico.
In Friuli, invece, è stato denunciato un quarantenne udinese assolutamente insospettabile nell’ambito di un’indagine sulla pedopornografia condotta dalla locale Polizia postale e delle comunicazioni che ha portato a indagare decine di persone in tutta Italia e all’arresto di un operaio ventinovenne di Cremona.
Al friulano è stato sequestrato un computer che utilizzava anche per il lavoro. Il suo codice identificativo risultava ai provider che gestivano i collegamenti con un sito a pagamento. E’ come un numero di targa spiegano gli investigatori. I filmati ritraevano minori costretti a subire violenza ma non ci sono ad ora elementi che possono far presupporre che la produzione del materiale sia avvenuta in Italia.
Un triestino di 56 anni è stato fermato dalla Polizia di Capodistria, in Slovenia, perché trovato in possesso di materiale pedopornografico, sia foto sia video, che l’uomo avrebbe girato sulla spiaggia di Portorose. I soggetti erano tutte bambine dai quattro ai sei anni senza nulla addosso. L’uomo è stato fermato dalla Polizia slovena e interrogato dal giudice. E’ sospettato di aver girato materiale pedopornografico per farne un uso commerciale.
L’uomo un incensurato che lavora nel pubblico impiego (le autorità non hanno reso noti nome e cognome), è sposato con figli già adulti. Indagini sono in corso per appurare se l’arrestato faccia parte di un giro di pedopornografia di vasta portata.
Potrei continuare a lungo, credetemi è sempre emergenza pepornografia on line.

Daniele Damele

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