Tuesday, August 11, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (9)

La seconda settimana di permanenza nella regione del Parà in Brasile per Marco e me inizia con l’ultima lezione che do al Corso tecnico di comunicazione sociale di padre Claudio Pighin. I ragazzi sono interessati a tutto quanto riesco a trasmettere loro e alla fine mi ringraziano con affetto e sincerità. Mi rimarranno nel cuore, ho cercato di passare loro entusiasmo per la vita e il futuro. So che vengono da situazioni di difficoltà, povertà e assenza di modelli comportamentali di dignità e rispetto. Ho cercato di dire loro che possono prendere la vita nelle loro mani e vincere, diventare persone di successo, dove il successo sta per realizzazione personale nella vita e nella professione. Ho parlato anche di alcune tecniche di comunicazione, ma più di tutto di amore verso se stessi e gli altri. Penso ogni tanto a Udine, al Friuli, all’Italia, ma sono molto lontani da qui. Certe, tante troppe beghe paesane, pettegolezzi, lotte sterili, atteggiamenti negativi mi sembrano nulla rispetto alla vita di tante persone qui che cercano motivi per riscattarsi.
Padre Claudio ha accolto tra questi ragazzi anche uno che si professa ateo: ho parlato con lui e gli ho detto che anche mio padre diceva d’essere tale mentre mia madre è una cattolica praticante. Ebbene, a parte il fatto che le amicizie di mio padre sono state soprattutto tra i sacerdoti e a uno d’essi lasciò in eredità la barchetta che aveva, gli ho ripetuto quanto mia madre ha sempre detto a me e mia sorella: "gli insegnamenti più cristiani li ho avuti da vostro padre".
Al mattino e alla sera alla Casa della Missione Friuli Amazzonia padre Pighin legge la bibbia e passeggia attorno alla struttura. Lo vedi concentrato e anche in quei momenti subisci un fascino particolare, un misto di autorevolezza e amicizia sincera, insomma come dicono qui: "chera bem", profuma di buono.
Alla guida dell’auto padre Claudio è "brasiliano", ma non può essere differente in una città ("das manqueiras", la città della piante del manga) dove il traffico è più che caotico. Padre Pighin chiama così citrulli e banditi i conducenti degli autobus, suona spesso il clacson e, qualche volta, si ferma per chiedere: "ma chi ti ha dato la patente?". Marco e io sorridiamo.
Marco dialoga con tutti con immediatezza e spontaneità, aiuta in casa e a scuola ascolta le mie lezioni, ma soprattutto parla con tutti i funzionari (e le funzionarie…) della scuola. E’ contento e sereno. Ogni tanto fa qualche tuffo in piscina in casa. Qui si è asciutti dopo tre minuti di doccia (siamo all’Equatore) e dopo altri tre si torna a sudare. Pare quasi d’essere in un’eterna sauna. Ogni tanto piove, anche forte, ma per poco. La stagione vera delle piogge (che durano anche una settimana di seguito) è durante il nostro inverno.
Stamane ho tenuto una lezione a 20 seminaristi del primo anno: una mattinata intensa. Erano molto attenti, ho cercato di far capire loro che i valori che hanno devono saperli comunicare giacché la comunicazione ha il potere di condizionare i comportamenti altrui.
Ci sono tante persone, nella casa di Ananindeua e a Belém delle quali bisognerebbe raccontare particolarità, qualcosa rimarrà dentro me e, ne sono certo, Marco. Si tratta di sentimenti ed emozioni forti di una realtà diversa che sembra chiedere amore e alla quale la Chiesa pare essere l’unica in grado di garantire risposte.

Daniele Damele
In foto: la lezione al corso tecnico di comunicazione sociale

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