Wednesday, August 05, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (3)

Ieri ho fatto la mia prima lezione al Corso tecnico gratuito di comunicazione sociale di Belem. Venti ragazzi con i quali mi sono confrontato per un intero pomeriggio. Al termine le conclusioni della prima “puntata” ed è emerso che l’approccio per fare bene il proprio mestiere, anche quello di tecnico delle comunicazioni, alla base ci dev’essere passione, ma soprattutto amore, impegno e volontà per riuscire e realizzarsi, cambiare la propria vita, e quella di chi ci sta intorno, positivamente. Abbiamo trattato vari temi, dalla presentazione della propria persona (la stretta di mano, lo sguardo, il rispetto verso se stessi e gli altri) alla reazione personale da avere rispetto ai fattori dell’ereditarietà e dell’ambiente dove nasciamo e viviamo.
I ragazzi hanno un sorriso spontaneo e tanta voglia di imparare, mettersi in gioco e cercare di vincere la partita della loro vita. Poi i discorsi sono volati su internet, videogames, cellulari, tv e sulla necessità di un uso consapevole di detti strumenti di comunicazione.
I giovani del corso hanno desiderio di riscattarsi da situazioni di povertà materiale o culturale. Padre Claudio Pighin ricorda che “questa è l’unica scuola tecnica del Nord del Brasile completamente gratuita”. Nelle selezioni oltre a valutare la capacità dei ragazzi si cerca di capire da quale situazione sociale provengono dando la preferenza ai più poveri. Chi ha già finito il corso (70 ragazzi) è entrato in una nota tv brasiliana, è addetto stampa di politici locali, insegna, scrive, fa il direttore del giornale diocesano. La Cei ha finanziato il corso, così a scuola di padre Claudio ci sono nuovi pc, strumenti digitali per trasmissioni radiofoniche e televisive d’avanguardia.
I docenti insegnano giornalismo, marketing, semiologia. A me hanno chiesto di parlare di etica, ma alla prima lezione siamo finiti a parlare di amore concludendo che è proprio vero che per vincere occorre amare il prossimo come se stessi.
In questi giorni padre Pighin sta perfezionando l’attivazione di una casa editrice specializzata nel rapporto tra missione e comunicazione. Il primo libro è già pronto. “Che fatica diventare editori, la burocrazia è incredibile”: sbotta padre Claudio e lo fa con un accento sempre più brasiliano anche quando parla in italiano.
Alla mia lezione c’erano anche mio figlio Marco e Francesco Tius. Alla fine Marco mi ha porto la mano, l’ha stretta forte e mi ha detto: “bravo papà, ottima lezione, veramente interessante e ok”. Beh, per me è stata una soddisfazione enorme: grazie a Te Marco d’essere qui con me (e anche di aiutare in cucina…!).

Daniele Damele
In foto: con padre Claudio Pighin davanti alla scuola

No comments: