Sunday, August 30, 2009

DAMELE: I DISABILI NON SONO DIVERSI DA NOI, FAVORIAMO UNA NUOVA CULTURA


























Disabilità o potenzialità? Questo il quesito che il Centro Internazionale del Libro Parlato (Cilp) “Sernagiotto” di Feltre ha approfondito al Centro di spiritualità e cultura “Papa Luciani” di Santa Giustina Bellunese in occasione del tradizionale incontro internazionale (il 18esimo) degli oltre 500 volontari donatori di voce e degli utenti (non vedenti, ipovedenti, dislessici e anziani).
Durante il convegno, moderato dal giornalista friulano Daniele Damele, sono state rese delle testimonianze nel campo della cultura, dell’arte e dello sport. Al termine Damele ha lanciato un appello rivolto ai normodati: “smettiamola di guardare ai disabili come a dei diversi, tutti noi siamo unici e irripetibili e tutti noi abbiamo potenzialità differenti, basta saperle cogliere e utilizzare al meglio. In questo senso occorre favorire una nuova cultura per normodotati e disabili che superi le tante grasse ignoranze ancor oggi molto presenti”.
E la cultura è stata promossa in questi anni anche attraverso gli audiolibri (testi letti e registrati dai volontari del Cilp che costituiscono la più grande biblioteca di audiolibri d’Italia) e le opere d’arte in bassorilievo realizzate in modo tale da poter essere “osservate” anche da non vedenti. All’incontro sono intervenuti il presidente del Cilp, Nino Bonan (che ha lanciato un appello a Parlamento e Governo per la concessione di fondi statali), il direttore Gualtiero Munerol, Daniele Zanoni, lo scultore Felice Tagliaferri, l’atleta Sabrina Berto, Stefano Zinato, rappresentanti dell’Amministrazione comunale di San Vito al Tagliamento e di altri Enti del bellunese. Nel corso della 3 giorni del Cilp si è tenuto, poi, il corso di lettura espressiva a cura di Loris Tormen.
Ulteriori informazioni possono essere reperite telefonando al Cilp 0439/880425 o attraverso la mail info@libroparlato.org, o il fax: 0439/847288. Il sito segnalato è www.libroparlato.org.

Saturday, August 29, 2009

L'INTERVISTA A PADRE CLAUDIO PIGHIN


Su questo indirizzo internet c'è l'intervista realizzata a Padre Claudio Pighin e messa in onda da Radio Punto Zero. Ascoltala: http://www.radiopuntozero.it/podcast/index.php?id=424

Monday, August 24, 2009

DISABILITA' O POTENZIALITA'? Il convegno del Centro internazionale del libro parlato di Feltre domenica 30 agosto


Disabilità o potenzialità? Questo il quesito che il Centro Internazionale del Libro Parlato “Sernagiotto” di Feltre cercherà di approfondire in occasione del tradizionale incontro internazionale volontari-utenti organizzato ogni anno. Il Centro, fondato 26 anni fa da Gualtiero Munerol, attuale direttore, ha fatto passi da gigante nei confronti dei servizi rivolti a non vedenti, ipovedenti e ora anche verso i dislessici, offrendo la possibilità di accedere alla cultura attraverso gli audiolibri (testi letti e registrati dai volontari) e le opere d’arte in bassorilievo. Il 18. convegno del Cilp si terrà il 29, 30 e 31 agosto al centro di spiritualità “Papa Luciani” di Col Cumano di Santa Giustina. Il tema trattato riguarderà “Disabilità o potenzialità? Testimonianze nel campo della cultura, dell’arte e dello sport”. Sabato 29, dopo il pranzo, alle 14.30 è convocata l’assemblea dei soci e la relazione morale del presidente del Cilp, Nino Bonan, alle 15.30 ci sarà l’incontro tra coordinatori e direttivo e successivamente incontro con i volontari, sparsi in tutta Italia. Alle 18.30, per chi lo desidera, verrà officiata la messa vespertina, alle 19.30 cena e alle 21 intrattenimento con il gruppo folk di Cesiomaggiore. Il programma di domenica 30 prevede alle 9 l’incontro con le autorità, alle 9.30 l’inizio della tavola rotonda sul tema principale del convegno “Disabilità o potenzialità” che vedrà tra i relatori il professore Daniele Zanoni, lo scultore Felice Tagliaferri, l’atleta Sabrina Berto e il dottor Stefano Zinato. Modererà l’incontro il dottor Daniele Damele, giornalista friulano. Dopo il pranzo si terrà il corso di lettura espressiva a cura di Loris Tormen, alle 17.30 chiusura del convegno e dopo cena un momento di svago con la serata del dilettante con il contributo dei donatori di voce. Lunedì mattina, alle 9, i partecipanti verranno accompagnati in una visita al museo Diocesano e al museo del ferro battuto Carlo Rizzarda di Feltre. Informazioni al numero del Cilp 0439/880425 o attraverso la mail info@libroparlato.org.

Thursday, August 20, 2009

IN BRASILE COME IN EUROPA LA PAROLA PIU' CERCATA ON LINE E' SESSO


Nel corso di un mio recente viaggio per un’esperienza di volontariato in Brasile ho avuto modo di confrontarmi con colleghi ricercatori sul rapporto internet e minori anche in relazione al convegno al quale sono stato invitato a partecipare quale relatore alla Casa della gioventù di Belém (Parà).
Ebbene: sono risultati innumerevoli i punti di contatto, a conferma della globalizzazione in atto, in merito a quanto studiamo in Europa e in America Latina. Ad esempio qui come la i minorenni ricercano in internet nei motori di ricerca soprattutto le parole sesso e pornografia.
La conferma giunge dal sondaggio condotto da Symantec Corpnn che ha individuato tra i principali termini di ricerca di bambini e adolescenti in varie parti del mondo proprio le suddette parole. Tali termini sono ricercati soprattutto su Youtube, Google, Facebook e MySpace.
Secondo il pedagogista José Maria Cerutti Novaes “detta curiosità spesso appare quando è stimolata al di la del normale interesse sia per aver ascoltato osservazioni di adulti sia per aver visto o sentito qualcosa in un altro modo".
La ricerca rivela anche che i genitori sono poco attenti a ciò che fanno i loro figli su Internet. Invece i bambini non devono passare ore e ore davanti al computer, senza limiti. Abbiamo bisogno di favorire il dialogo e stabilire un rapporto di fiducia monitorando soprattutto i siti nei quali si entra in conversazione su MSN.
L'elenco con le cento parole più ricercate è stato fatto dopo che Symantec ha stimato 3,5 milioni di ricerche effettuate da OnlineFamily.Norton.
Non dimentichiamo, poi, che MSN e le chat room sono linee aperte, ahimè, alla pedofilia e ciò al di la dei servizi offerti
E’ stato accertato, quindi, in America latina che internet è anche una grande porta aperta a una serie di crimini on-line e a violenze commesse da adolescenti e contro gli stessi.
I dati da noi studiati sono quelli del Centro per la prevenzione dei crimini elettronici (Nurecel) del Brasile il cui Stato ha indicato che il numero di reati commessi per via elettronica, come internet o cellulari, cresce di circa il 20% ogni anno. Inoltre, la partecipazione degli adolescenti in casi di reati contro la classe e gli insegnanti attraverso internet è circa il 30% del totale dei crimini analizzati in rete.
Anche nel Sud America è, purtroppo, grazie a internet, che registriamo la maggior parte dei casi di pedofilia. Chat e programmi come MSN e Skype sono nella lista dei più usati dagli adulti per eseguire la scansione della rete in cerca di minorenni.
E’ evidente che rispetto a uno strumento mondiale occorre che, anche in virtù della Convenzione per i diritti del fanciullo, l’Onu possa adottare azioni forti a tutela e protezione dei minorenni di tutto il mondo contro persone senza scrupoli.

Daniele Damele
In foto: una lezione a Belém

Wednesday, August 19, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (le foto)


Di seguito tre link con altrettanti album fotografici.
Per visualizzarli copia ogni singolo indirizzo e lancialo come url: ti appariranno tutte le foto della Missione Friuli Amazzonia.

http://www.facebook.com/album.php?aid=2025951&id=1170188881&l=ee91739ec9

http://www.facebook.com/album.php?aid=2025233&id=1170188881&l=ff5f514468

http://www.facebook.com/album.php?aid=2024899&id=1170188881&l=de47050df4

Friday, August 14, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (12)


L’esperienza di volontariato di Marco e mia in Brasile si è conclusa. E’ tempo di fare un bilancio di questi intensi giorni. Innanzi tutto va posta in primo piano l’opera preziosa umanitaria, religiosa e di amore svolta in questi anni da padre Claudio Pighin, un sacerdote che riesce a far apprezzare sempre di più quanto, caritatevolmente, i missionari del Pime svolgono in moltissime località del mondo dove c’è bisogno di amore, cultura, pane e Dio. Padre Claudio riesce a far sentire orgogliosi i friulani e gli italiani. E’ un personaggio, un maestro di vita, una persona talmente autorevole che senti di potergli chiedere di tutto e di apprezzare ogni sua parola. Ha portato fede, amore e carità nelle favelas dell’Amazzonia costruendo chiese e oggi contrasta la povertà con la cultura.
La Missione Friuli Amazzonia, onlus che lui presiede, è un motivo di vanto per i friulani che, mi auguro, possano aiutare questa associazione per poter realizzare la “Casa do menor” in una favela. E a tal proposito non potrò mai scordare gli occhi, i volti, le mani di chi ho visitato in queste realtà: Dona Flor, Sidney, Marcos Luiz. Non potrò cancellare mai gli sguardi di chi ci guardava quando entravamo in queste “invasioni” (così chiamano qui le favelas). Povertà, tristezza, mancanza di igiene, ma anche sorrisi e bambini che si divertono con poco (una palla di pezza, qualche cartone, una biciclettina sgangherata che sta su per miracolo). Sono certo che anche a Marco queste immagini rimarranno nel cuore per sempre.
Poi c’è stato il confronto con i ragazzi, gli studenti, anche loro poveri, ma con la voglia di riscattarsi. Non ho visto un desiderio bruciante, un entusiasmo alle stelle, ma la coscienza di una vita dura, l’assenza di modelli comportamentali di riferimento e la ricerca di qualcosa di migliore. Ho cercato di trasmettere loro le mie conoscenze, di dare loro quello che so, ma soprattutto di infondere in loro fiducia nel futuro, di far capire loro che la nostra vita è nelle nostre mani e dipende solo da noi.
L’ultimo giorno ho avuto colloqui personali con alcuni di questi giovani che seguono il corso tecnico di comunicazione sociale ideato da padre Claudio e al quale contribuisce volontariamente in questi mesi (e non solo) anche Francesco Tius di Zoppola (PN). Mi hanno raccontato le loro vite più nel dettaglio rispetto a quanto non mi fosse stato detto per prepararmi al confronto con loro in precedenza. Si tratta di situazioni di difficoltà: padri che sono fuggiti, madri abbandonate e senza lavoro, genitori disadattati, magari ubriachi e violenti, situazioni di ricerca del danaro per sopravvivere e, quindi, con disponibilità a tanto, tutto. Famiglie al cui interno qualcuno ruba i soldi all’altro. Uno di loro mi ha detto: “spero che Marco comprenda e apprezzi il papà che ha, è un ragazzo davvero fortunato”.
Ho pensato spesso a quante miserie caratterizzano la nostra vita in Europa, in Italia, ahimè nello stesso nostro Friuli, al confronto con queste realtà. Certamente torno in Italia cambiato e mi auguro tanto lo stesso accada con Marco.
Appunto Marco, il mio piccolo grande figlio che a fine settembre compirà 16 anni. Se sono venuto qui solo con lui è anche perché ho voluto investire nel nostra rapporto. Sono del tutto convinto che un figlio non debba, mai, essere coinvolto in una separazione genitoriale. Non si devono provocare situazioni tali per cui un ragazzo si senta tradito e offeso da uno dei due genitori. La responsabilità del fallimento di un’unione è sempre di ambedue, mai di uno solo. E comunque e in ogni caso il divorzio o l’annullamento di un matrimonio è cosa che deve coinvolgere solo i due genitori e mai i figli. Certo non è cosa facile, ma occorre evitare di avere comportamenti e porre in essere condizionamenti che vanno nel verso totalmente opposto.
Da parte mia ho voluto portare Marco nella terra di origine di sua madre, spero lo abbia compreso e apprezzato e abbia sentito dentro sé il desiderio di un papà che vuole donarsi a lui, scusandosi per gli errori fatti, ma garantendogli per sempre il cuore sempre aperto di papà.
Marco cresce in fretta e tra qualche anno spiccherà il volo. Io vorrei essere lì sotto ad applaudire e incoraggiare il suo volo verso la sua vita augurandogli tanto amore, fede e speranza nel domani. In Friuli dicono “sperin ben”, appunto speriamo in bene.

Daniele Damele
In foto: dinanzi a una chiesa a Guamà

Wednesday, August 12, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (11)


Sempre a Castanhal ho avuto l'occasione di dialogare a lungo con Madison Rocha Ribeiro, docente di didattica di 31 anni all'Università federale di Castanhal (nello Stato del Parà ci sono ben 5 Università).
A Castanhal ci sono oltre 180 mila persone e ben 12 mila studenti. Madison mi racconta che lui da alunno è divenuto prof della stessa facoltà. Insomma è uno che ce l'ha fatta e bene! Sposato con tre figli, il più piccolo di un anno e otto mesi e il più grande di otto anni, oltre a insegnare in facoltà prepara anche i giovani seminaristi della Diocesi locale.
Gli chiedo se qui a un'ora dalla Grande Belém (Belém è le città attigue) la situazione è più calma, ma lui mi fa notare che anche qui ci sono delle "invasioni", quelle che nel sud del Brasile chiamano favelas.
Dialoghiamo e conveniamo che lo sviluppo economico è troppo accelerato, la velocità delle comunicazioni, la tv (che provoca un forte individualismo), stanno facendo perdere le relazioni umane e interpersonali.
Mi spiace che ciò accada anche in città minori, ma Madison mi conferma che "tv e novelas, coi loro modelli comportamentali, battono, specie tra i giovani, il messaggio della Chiesa che pone, invece, l'Uomo al centro".
Il prof di Castanhal prosegue raccontandomi che "stiamo cercando di contrastare la crisi di valori imperante con un progetto pedagogico, ma è difficile e non so quale stategia potrebbe essere la migliore".
Concordiamo sulla necessità di comunque operare sia anche solo per testimonianza. Gli racconto, quindi, cosa faccio in Italia. Resta favorevolmente impressionato e chiede di avere dei miei lavori.
A Castanhal Marco ed io siamo anche stati accompagnati a visitare lo Xenobio da Transfiguraçao, un monastero dove si ritirano giovani (anche oltre 200) per formarsi.
Questa d'altronde è la sfida del Vescovo Carlo Verzelletti che promuove iniziative di vario tipo nel territorio della sua Diocesi proprio a tal fine.
Marco ed io torniamo, quindi, a Belém dove finalmente Marco riesce a mangiare due "churros", un biscottone lungo lungo pieno di cioccolato. Era dal giorno del suo arrivo che lo desiderava.
Trascorriamo ancora del tempo alla scuola dove Marco dialoga con tutti.

Daniele Damele
In foto: al ritorno a Belém a scuola

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (10)


A Castanhal, un'ora di auto da Belém, Marco e io ci andiamo con padre Gabriel, vicario del Vescovo di Castanhal, don Carlo Verzelletti, originario di Brescia.
Appena arrivati veniamo informati che ci sono tre giovani volontari della provincia di Brescia che operano per la Diocesi "Santa Maria Madre di Dio" di Castanhal. Sono laici del Fidei donum inviati dal Vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, al presule di Castanhal.
Conosciamo così subito Marco Rizzinelli (27 anni) che ci parla anche di Michele Monbelli (28 anni) e Emanuela Rossi (26).
Il loro volontariato è volto soprattutto ai bambini e ai ragazzi. Puntano a realizzare un oratorio e alla formazione degli animatori. A Marco si accende una luce: ha da poche settimane ultimato la sua seconda estate di animatore, coi Salesiani di Trieste di don Duilio Peretti, e con successo.
Ci dirigiamo sotto la Cattedrale, tuttora in costruzione, perché lì c'è l'oratorio. Al momento funziona solo un giorno alla settimana, ma si punta a estendere il servizio.
Marco ha dato subito sfoggio delle sue capacità di animazione, con la fune e tante altre attività. Ha anche avuto il suo bel da fare a tenere un po' calmo Edo, un bambino di 6 anni con l'argento vivo addosso. I bambini sorridono e quando un animatore tira fuori un pallone è festa per tutti.
Passano, poi, a disegnare su delle sedie. Non ci sono ancora molte attrezzature e, quindi, ci si arrangia con quello che c'è. Poi ognuno spiega, in un cerchio creato ad hoc, quello che ha disegnato. Anche Marco ed io interveniamo. L'accoglienza è stata ottima e Marco si è divertito interagendo con tutti alla grande.
A Castanhal c'è un piccolo Cristo Redentore (imitazione del Corcovado di Rio de Janeiro. Un'altra imitazione l'ho vista, l'anno scorso, anche a Salvador Bahia).
In una piazza c'è il vecchio treno di "Maria Fumaça" che collegava le varie città.
Alla sera andiamo a Messa nella Cattedrale (già in funzione pur essendo ancora in fase di realizzazione). E' la settimana della famiglia. Celebra il Vescovo. All'omelia parla di umiltà, responsabilità, servizio agli altri in alternativa alla competizione.

Daniele Damele
In foto: particolare della Cattedrale di Castanhal in costruzione

Tuesday, August 11, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (9)

La seconda settimana di permanenza nella regione del Parà in Brasile per Marco e me inizia con l’ultima lezione che do al Corso tecnico di comunicazione sociale di padre Claudio Pighin. I ragazzi sono interessati a tutto quanto riesco a trasmettere loro e alla fine mi ringraziano con affetto e sincerità. Mi rimarranno nel cuore, ho cercato di passare loro entusiasmo per la vita e il futuro. So che vengono da situazioni di difficoltà, povertà e assenza di modelli comportamentali di dignità e rispetto. Ho cercato di dire loro che possono prendere la vita nelle loro mani e vincere, diventare persone di successo, dove il successo sta per realizzazione personale nella vita e nella professione. Ho parlato anche di alcune tecniche di comunicazione, ma più di tutto di amore verso se stessi e gli altri. Penso ogni tanto a Udine, al Friuli, all’Italia, ma sono molto lontani da qui. Certe, tante troppe beghe paesane, pettegolezzi, lotte sterili, atteggiamenti negativi mi sembrano nulla rispetto alla vita di tante persone qui che cercano motivi per riscattarsi.
Padre Claudio ha accolto tra questi ragazzi anche uno che si professa ateo: ho parlato con lui e gli ho detto che anche mio padre diceva d’essere tale mentre mia madre è una cattolica praticante. Ebbene, a parte il fatto che le amicizie di mio padre sono state soprattutto tra i sacerdoti e a uno d’essi lasciò in eredità la barchetta che aveva, gli ho ripetuto quanto mia madre ha sempre detto a me e mia sorella: "gli insegnamenti più cristiani li ho avuti da vostro padre".
Al mattino e alla sera alla Casa della Missione Friuli Amazzonia padre Pighin legge la bibbia e passeggia attorno alla struttura. Lo vedi concentrato e anche in quei momenti subisci un fascino particolare, un misto di autorevolezza e amicizia sincera, insomma come dicono qui: "chera bem", profuma di buono.
Alla guida dell’auto padre Claudio è "brasiliano", ma non può essere differente in una città ("das manqueiras", la città della piante del manga) dove il traffico è più che caotico. Padre Pighin chiama così citrulli e banditi i conducenti degli autobus, suona spesso il clacson e, qualche volta, si ferma per chiedere: "ma chi ti ha dato la patente?". Marco e io sorridiamo.
Marco dialoga con tutti con immediatezza e spontaneità, aiuta in casa e a scuola ascolta le mie lezioni, ma soprattutto parla con tutti i funzionari (e le funzionarie…) della scuola. E’ contento e sereno. Ogni tanto fa qualche tuffo in piscina in casa. Qui si è asciutti dopo tre minuti di doccia (siamo all’Equatore) e dopo altri tre si torna a sudare. Pare quasi d’essere in un’eterna sauna. Ogni tanto piove, anche forte, ma per poco. La stagione vera delle piogge (che durano anche una settimana di seguito) è durante il nostro inverno.
Stamane ho tenuto una lezione a 20 seminaristi del primo anno: una mattinata intensa. Erano molto attenti, ho cercato di far capire loro che i valori che hanno devono saperli comunicare giacché la comunicazione ha il potere di condizionare i comportamenti altrui.
Ci sono tante persone, nella casa di Ananindeua e a Belém delle quali bisognerebbe raccontare particolarità, qualcosa rimarrà dentro me e, ne sono certo, Marco. Si tratta di sentimenti ed emozioni forti di una realtà diversa che sembra chiedere amore e alla quale la Chiesa pare essere l’unica in grado di garantire risposte.

Daniele Damele
In foto: la lezione al corso tecnico di comunicazione sociale

Monday, August 10, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (8)

Domenica Marco ed io siamo rimasti da soli alla Casa della Missione Friuli Amazzonia. Ne avevamo bisogno. Oltre alla piscina e al pranzo preparato da Marco (ottimi gli insegnamenti culinari avuti l’anno scorso a Tolmezzo, peccato solo che certe frequentazioni si siano diradate, quasi perse, e non siamo coltivate) abbiamo così avuto modo di parlare e scambiare idee.
La situazione delle relazioni dopo la separazione tra sua madre e me non è mai stata semplice. D’altronde è facile che in una separazione un figlio tenda a prendere le parti di uno dei genitori senza comprendere che nessun divorzio o annullamento di matrimonio potrà mai cancellare il rapporto genitore-figlio che anzi va continuamente rinsaldato e riempito di positività. Facile a dirsi molto meno a farsi.
Nel tardo pomeriggio padre Claudio Pighin e Francesco Tius sono, quindi, rientrati e siamo andati a Messa alla Casa della Gioventù (Caju) dove il giorno prima ero intervenuto al convegno su giovani e internet. Ancora una volta si è trattato di una Messa partecipata con canti, preghiere e lodi a differenza di quanto accade altrove dove i riti sono più distaccati.
Il caso ha voluto che in Brasile questa domenica si festeggiassero i papà. Forse è proprio vero che niente accade a caso e che non è, pertanto, per caso, che Marco e io siamo qui in Brasile, proprio a Belém, terrà originaria della famiglia della mamma di Marco.
La comunità che ha partecipato alla Messa ha voluto festeggiare ì papà presenti e quelli che non sono più con noi con uno speciale affetto. Ho così pensato a mio papà in cielo e abbracciato Marco, gli ho detto che lo amo e che sarà per sempre. Lui ha accettato il mio affetto e battendomi la mano sulla spalla mi ha fatto capire che anche lui prova amore per me.
Durante la Messa padre Claudio (divenuto un brasiliano vero stante anche il fatto che segue le vicissitudini dei campionati di calcio locali) ha voluto ricordare la battaglia che mia sorella Susanna sta portando avanti contro una malattia. E’ stato, per me, un momento di grande emozione pari a quella dell’abbraccio con Marco. In ambedue i casi gli occhi mi sono diventati lucidi. Marco ha, poi, detto che "è bello lasciare che le proprie emozioni possano uscire da dentro e che in Italia questo non accade, anzi se una persona piange a una Messa tutti la guardano con meraviglia".
Ha ragione, ha tanta ragione. Dovremmo capire tutti che non esiste un Paese più o meno bello, popoli più o meno interessanti, posti dove vivere è meglio, ma che esistono diversità che andrebbero e vanno tutte rispettate. Così come ricordo quanto detto in una delle lezioni date al corso tecnico di comunicazioni sociali di padre Pighin: tutti noi siamo unici e irripetibili e siamo il frutto della nostra reazione personale all’aspetto ereditario e all’ambiente nel quale siamo stati cresciuti e viviamo.
Tornando a casa la sera ho visto, ancora una volta, tanti stabili ben tenuti e imperiosi di sette religiose, del tipo "L’Assemblea del Regno di Dio". Su tutto mi basta ripetere una riflessione di un fedele cattolico brasiliano: "la differenza tra i nostri sacerdoti cattolici e quelli delle vostre sette che ai vostri sacerdoti i fedeli devono dare soldi mentre da noi sono i nostri padri che aiutano i loro fedeli".

Daniele Damele
In foto: padre Claudio da la Comunione a Marco nella cappella di Santa Clara a Guamà

Sunday, August 09, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (7)

Sabato 8 giugno è stata la volta del convegno alla Casa della gioventù (Caju) di Belém. Titolo: Giovani e internet: le minacce e le difese dalla nuova cultura. Oltre 150 giovani attenti e interessati, disponibili a perdonare il mio portoghese non sempre perfetto, ma, a loro dire, più che discreto (i voti, da me richiesti, sono andati dal più severo 6 e mezzo al più buono 8, direi non male). Ho lanciato delle proposte e delle provocazioni. Ho avuto la netta sensazione, anche dalle tante domande postemi e giunte via internet (la conferenza era trasmessa in streaming on line), che le stesse non siano affatto cadute nel vuoto.
Sotto la sempre vigile, attenta e amorevole supervisione di padre Claudio Pighin (e per me, di mio figlio Marco) l’evento si è svolto in un clima di grande partecipazione. A un certo punto ho chiesto che "nelle favelas e nei luoghi più poveri del Brasile ci si impegni, tutti, a far arrivare i servizi (acqua, luce, …), il cibo (necessario per sopravvivere senza doverlo recuperare in forma criminale), ma anche internet. Il perché è presto detto: internet può essere lo strumento più rapido che porti la cultura, un fatto indispensabile per tutti.
Durante il convegno (disponibile all’indirizzo internet www.livestream.com/cajuaovivo) mi sono state rivolte molte domande sull’esperienza italiana, così ho avuto modo di proporre il portale http://www.davide.it/, parlando dei filtri informatici salva famiglie invitando, comunque, a ricordare che i filtri più importanti resteranno sempre quelli "umani": la navigazione on line – ho esclamato – deve diventare un’attività di famiglia, collettiva, e così anche lo stesso pc non dev’essere relegato nelle camerette ("os quartinhos" in portoghese) dei nostri figli, ma collocato in una stanza dove si possa tutti interagire, interessarsi e controllare le attività svolte dai più piccoli.
Nel presentarmi padre Claudio ha ricordato come noi ci siamo conosciuti proprio grazie a internet pur provenendo dalla stessa "piccola regione" e ha addirittura ipotizzato che la mia presenza a Belém fosse un "disegno di Dio". Ha, infatti, sostenuto che "Dio sa tutto e sapeva che quando Daniele poco più di ventenne si recò a Rio de Janeiro per passione sarebbe, dopo anni, giunto proprio a Belém, assieme a suo figlio Marco, nella città originaria della famiglia della mamma di Marco".
Non so dire se padre Pighin ha ragione, so per certo, che questo mio viaggio con Marco è anche un atto d’amore verso mio figlio, un atto di speranza, di fiducia, di volontà di scrivere un domani diverso per noi due. Ben presto Marco volerà alto, via per il suo cammino, la sua vita. Spero tanto possa ricordare sempre che suo padre ha e avrà sempre, nonostante tutto e tutti, il cuore sempre aperto per lui.
Dopo il convegno siamo rientrati alla casa della Missione Friuli Amazzonia dove era prevista la festa per la laurea specialistica della figlia di una consigliera personale (Vera) della governatrice dello Stato del Parà Ana Julia, e collaboratrice del Pime. La cena è stata preparata dalla governante della stessa governatrice ed è risultata veramente ottima. Mi ha un po’ meravigliato il fatto che a un certo punto sembrava tutto pronto, ma non si dava inizio alla cena. Io, da buon "mangione" quale sono, ero divenuto impaziente e così chiesi cosa si stesse aspettando. La risposta fu: bisogna attendere che finisca la telenovela in tv, così le governanti (e non solo) si liberano e possono servire il tutto. La mia critica verso la tv è certamente aumentata considerevolmente.

Daniele Damele
In foto: parlando al convegno Cajù

Saturday, August 08, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (6)

Anche ieri sera, dopo la lezione al Corso tecnico di comunicazione sociale e dopo aver rilasciato varie interviste (ai quotidiani Liberal, Dario do Parà e Amazonia, al settimanale diocesano di Belem Voz de Nazaré, e a Tv cultura) siamo tornati nella favela di Guamà dove padre Claudio Pighin (compagno di Messa di padre Giancarlo Bossi, il missionario sequestrato e liberato nelle Filippine) è stato chiamato per officiare una Messa in onore di Santa Clara. Molte le donne e i bambini presenti, pochi gli uomini.
Padre Claudio ha presentato Marco alla comunità ricordando che i parenti da parte di madre sono proprio originari di Belem. La Messa qui è diversa da quelle italiane, la comunità partecipa, prepara e sente il rito. L’omelia è un confronto a più voci, si canta, si battono le mani e ci si sente più vicini a Dio, si è felici.
Padre Pighin ha insistito molto sul senso di comunità, su come portare la croce oggi, ovvero sulle rinunce da fare per gli altri. Marco dialoga molto con tutti, anche qui nella favela, ha un ottimo approccio e capisce cosa vede attorno a lui.
L’altra sera siamo anche stati in un ristorante di lusso su uno degli affluenti del Rio delle Amazzoni, ma Marco ed io ci sentivamo a disagio ripensando a quanto visto durante il giorno e non vedevamo l’ora di andare via. In Brasile, come in tutto il mondo, ci sono contraddizioni troppo forti. Una sera ci siamo anche fermati in una "churrascharia" dove si fa il "pieno" di carni di tutti i tipi. Ci si è anche straffogati nei dolci (una vera delizia qui).
Un giorno a colazione è venuto a trovarci padre Angelo Da Maren (della provincia di Treviso), dal ’73 in Brasile, responsabile provinciale Pime (Pontificio Istituto missioni estere), ovvero coordinatore di 23 sacerdoti, di cui 20 italiani, due indiani e uno degli States, tutti missionari tra i 28 e i 73 anni. Nello Stato del Parà (più di quattro volte l’Italia con oltre un milione e mezzo di kilometri quadrati e più di sette milioni di abitanti) ci sono 13 diocesi. Un’altra è nel vicino Stato dell’Amapà.
Sabato mattina delle persone coinvolte con la parrocchia di padre Claudio ci volevano portare in uno dei posti più belli del Parà: Mosqueiro, sul Rio. Felici alla partenza, Marco e io ci siamo sistemati in auto, ma a metà cammino un autobus ha toccato piuttosto violentemente lo specchietto retrovisore esterno mandando in frantumi il vetro di una porta. La paura non fu poca, ma non ci siamo fatti nulla. Purtroppo si è dovuti tornare indietro ad Ananindeua (che è la seconda città del Parà, la terza dell’Amazzonia, con mezzo milione di abitanti). Il conducente dell’autobus non si è fermato confermando che alla guida di questi mezzi ci sono persone che guidano "alla Felipe Massa", ovvero pericolosamente su queste strade, e, spesso, senza scrupoli. Peccato. Anche lungo questo tragitto abbiamo visto delle baraccopoli con antenne paraboliche sui tetti, allacciamenti internet e a luce ed acqua in forma abusiva.
Chi volesse aiutare la Missione Friuli Amazzonia può rivolgersi alla sua sede italiana di Zoppola (PN) in via Fornace 9. Il codice Iban per le offerte è: IT28N0835664780000000026347.

Daniele Damele
In foto: con padre Claudio Pighin dinanzi la cappella di Santa Clara

Friday, August 07, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (5)

Nel quinto giorno di Belem è la volta della Casa do menor nella favela di Tapanà. In questa favela padre Claudio Pighin ha realizzato un’altra chiesa intitolata a San Francesco d’Assisi grazie, ancora una volta, ovvero come nella favela di Guamà, all’ingegnere pordenonese Ernesto Raffin. Ora a portare avanti la parrocchia sono due sacerdoti brasiliani. Ma prima di arrivare in questa chiesa ci dirigiamo alla Casa do menor, una struttura che sta per essere conclusa destinata a ospitare bambini e ragazzi desiderosi di imparare arti, mestieri, sport e altre discipline. Lì troviamo suor Maria Menina (di Belem), ma soprattutto una delle tante persone recuperate (altre sono nella casa della Missione ad Ananindeua e alla scuola) da padre Claudio: Marcos Luiz Lago.
Immediato il contatto con il "mio" Marco che stavolta dimostra di non aver più paura delle favelas, ma d’essere sempre più interessato e coinvolto in quest’esperienza (una curiosità: da quando siamo arrivati non abbiamo mai acceso la tv!). Marcos Luiz vive nella Casa do menor e ha tanta voglia di raccontare la sua storia.
Prendo così tre sedie lo faccio sedere assieme a Marco e me. Marcos ha 50 anni, è nato a Rio de Janeiro da una prostituta che non ha mai conosciuto. Ben presto si è trasferito a San Paolo dove ci rimase per 35 anni, ma soprattutto dove è stato cresciuto da una signora senza scrupoli: "quella signora mi ha insegnato a rubare e fregare gli altri e se non lo facevo – ci racconta abbassando gli occhi – mi picchiava forte".
Adesso, però sono più di 20 anni che Marcos non ruba più e da 15 che si trova nella favela di Tapanà. E’ orgoglioso di non rubare più: "la mia vita ha avuto rose e spine, ho vissuto nella strada per anni e anni, ma oggi sono sereno perché non faccio più quanto fatto in passato e di cui mi vergogno". E alla domanda su quali siano le "rose" della sua vita Marcos si illumina e apre un sorriso, senza denti, che commuove: "ho fatto due film e ho recitato per due volte in teatro, ma so anche 11 idiomi anche se non tutti proprio bene". La nostra conversazione prosegue, comunque, in portoghese con il "mio" Marco che gli fa un ripasso immediato d’inglese.
Marcos lasciò San Paolo per Belem perché voleva raggiungere gli Usa per guadagnare bene. Si è fermato nel Nord del Brasile, ha abbracciato 50 religioni alla ricerca disperata di qualcuno che facesse qualcosa per lui. Ha trovato nel suo cammino di vita padre Claudio e la Casa do menor, ma sottolinea che "è stato grazie a un giapponese che uscii dalla strada per iniziare a lavorare".
Poi una vena di tristezza lo incupisce quando ci racconta che è convinto che chi lo ha cresciuto gli ha fatto una "macumba" assieme ad altri parenti ed è per questo che adesso ha un polso rotto e la colonna vertebrale a pezzi.

Daniele Damele
In foto: dinanzi alla Casa do menor

Thursday, August 06, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (4)

Padre Claudio Pighin ci ha portato ieri in due favelas. La prima si chiama Guamà. Dopo 15 anni a Macapà (nello Stato dell’Amapà) fu lì che padre Claudio fu destinato. L’impresa era titanica: fare una parrocchia dove regnavano e regnano povertà, criminalità e disperazione. In soli due anni padre Claudio riuscì a metter su una chiesa anche grazie all’opera dell’ingegnere pordenonese Ernesto Raffin. Arriviamo lì, tutti ci guardano, dai bambini agli anziani. I loro sguardi sono un misto di curiosità e stupore: che ci fanno quattro occidentali ben vestiti qui? Marco, mio figlio, che, ricordo, ha solo quasi 16 anni, ha paura.
Si percepisce chiaramente. Gli metto una mano sulla spalla, ma anch’io ho timore e rispetto e non so se riesco a rassicurarlo veramente. Francesco Tius è già stato lì, ma proprio per questo conserva la macchina fotografica ben nascosta. Padre Claudio è l’unico sereno. Lì ci ha vissuto. E dire che non ha nemmeno una croce addosso che lo possa contraddistinguere. E’ evidente che ha dentro sé la carica di chi vuol solo fare del bene. Entriamo in chiesa dopo esserci fermati un po’ con dei bambini che ci chiedono soldi. La Chiesa è intitolata a Santa Maria Goretti: è molto bella, complimenti ingegner Raffin!
Poi ci spostiamo in una "casa", ovvero in una baracca che si snoda orizzontalmente con stanze dove per letti ci sono amache con sotto un water in legno, una cucina che chiamarla tale è già un’esagerazione e panche. L’igiene non esiste eppure appena Dona Flor, una signora cieca di 70 anni, sente la voce di Padre Pighin le si illumina il volto, segnato da tante, troppe fatiche per sopravvivere. I due si abbracciano a lungo. Veniamo presentati. Non abbiamo fretta, lì dentro anche Marco non trattiene più il fiato e osserva. Nessun documentario, nessun racconto può essere utile come vedere di persona certe situazioni e, magari, apprezzare di più, un domani, il tanto (un’enormità) che abbiamo in Europa. Dona Flor confida a padre Claudio che "il nuovo prete fa Messa, ma non parla con noi, con lei, padre, era differente".
Poi vengo a sapere che il nuovo sacerdote è un brasiliano e mi spiace ripensare alle parole di Dona Flor. Mi consola Marco affermando che "nonostante quella situazione fatiscente e di povertà estrema Dona Flor sorride", e lo stesso fa il suo nipote Sidney, raggiante per aver appena vinto un concorso che lo porterà a San Paolo a perfezionare l’informatica. Forse Sidney ce la farà a uscire da quella situazione di estrema difficoltà. Ci raccontano che a pochi isolati da lì sabato scorso hanno ucciso una persona, ma forse hanno sbagliato perché volevano far fuori suo fratello. Ci sconsigliano di addentrarci nell’abitato, così ci spostiamo solo fino al primo incrocio per vedere la situazione di estrema difficoltà.
Prima di andare a visitare la favela di Curiò e Pantanal, padre Claudio ci ha portato, sempre a Guamà, dove ha fatto una cappella e ha sistemato le Suore dell’Immacolata-Pime. Attualmente sono in quattro. Accolgono padre Pighin come un divo della tv o del calcio (solo per fare un paragone …). Le suore sono due brasiliane, un’indiana e un’italiana di Conegliano Veneto. Entriamo nella loro casa: Sono felici di poter scambiare quattro parole con noi. Chiediamo della favela, ci raccontano di essere state assalite, ma poi uno di loro ha riconosciuto che erano suore della sua favela e ha restituito l’orologio appena rubato.
Usciamo dalla casa e una signora abbraccia padre Claudio: "è bello – gli dice – avere un padre come lei qui in visita, da carica e forza, grazie veramente", poi ci invita a chiudere bene i finestrini e le porte dell’auto e andare via. Guardo Marco e vedo nei suoi occhi un misto di paura e dolore. Credo che quanto abbiamo visto rimarrà a lungo nelle nostre menti, ma anche nel nostro cuore.
Il presidente del Brasile Lula aveva promesso almeno un pasto al giorno per ogni brasiliano. Il salario minimo non è mai stato così alto come adesso in Brasile e la situazione è realmente migliorata. C’è poi il futuro con la scommessa del petrolio, ma c’è ancora tanta miseria, c’è ancora tanto da fare per Lula, la Chiesa e chiunque volesse fare la sua parte.

Daniele Damele
In foto: con Dona Flor e Sidney

Wednesday, August 05, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (3)

Ieri ho fatto la mia prima lezione al Corso tecnico gratuito di comunicazione sociale di Belem. Venti ragazzi con i quali mi sono confrontato per un intero pomeriggio. Al termine le conclusioni della prima “puntata” ed è emerso che l’approccio per fare bene il proprio mestiere, anche quello di tecnico delle comunicazioni, alla base ci dev’essere passione, ma soprattutto amore, impegno e volontà per riuscire e realizzarsi, cambiare la propria vita, e quella di chi ci sta intorno, positivamente. Abbiamo trattato vari temi, dalla presentazione della propria persona (la stretta di mano, lo sguardo, il rispetto verso se stessi e gli altri) alla reazione personale da avere rispetto ai fattori dell’ereditarietà e dell’ambiente dove nasciamo e viviamo.
I ragazzi hanno un sorriso spontaneo e tanta voglia di imparare, mettersi in gioco e cercare di vincere la partita della loro vita. Poi i discorsi sono volati su internet, videogames, cellulari, tv e sulla necessità di un uso consapevole di detti strumenti di comunicazione.
I giovani del corso hanno desiderio di riscattarsi da situazioni di povertà materiale o culturale. Padre Claudio Pighin ricorda che “questa è l’unica scuola tecnica del Nord del Brasile completamente gratuita”. Nelle selezioni oltre a valutare la capacità dei ragazzi si cerca di capire da quale situazione sociale provengono dando la preferenza ai più poveri. Chi ha già finito il corso (70 ragazzi) è entrato in una nota tv brasiliana, è addetto stampa di politici locali, insegna, scrive, fa il direttore del giornale diocesano. La Cei ha finanziato il corso, così a scuola di padre Claudio ci sono nuovi pc, strumenti digitali per trasmissioni radiofoniche e televisive d’avanguardia.
I docenti insegnano giornalismo, marketing, semiologia. A me hanno chiesto di parlare di etica, ma alla prima lezione siamo finiti a parlare di amore concludendo che è proprio vero che per vincere occorre amare il prossimo come se stessi.
In questi giorni padre Pighin sta perfezionando l’attivazione di una casa editrice specializzata nel rapporto tra missione e comunicazione. Il primo libro è già pronto. “Che fatica diventare editori, la burocrazia è incredibile”: sbotta padre Claudio e lo fa con un accento sempre più brasiliano anche quando parla in italiano.
Alla mia lezione c’erano anche mio figlio Marco e Francesco Tius. Alla fine Marco mi ha porto la mano, l’ha stretta forte e mi ha detto: “bravo papà, ottima lezione, veramente interessante e ok”. Beh, per me è stata una soddisfazione enorme: grazie a Te Marco d’essere qui con me (e anche di aiutare in cucina…!).

Daniele Damele
In foto: con padre Claudio Pighin davanti alla scuola

Tuesday, August 04, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (2)

Padre Claudio Pighin è il cuore e l’anima della Missione Friuli Amazzonia. E’ convinto che solo attraverso cultura e formazione si possano emancipare i poveri del Brasile e in particolare di Belem e dello Stato del Parà. Ha attivato un corso tecnico gratis di comunicazione sociale per giovani poveri dai 18 ai 30 anni. Durante queste due settimane farò tre lezioni di altrettanti pomeriggi a questi 23 iscritti, scelti perché hanno superato le scuole superiori e perché poveri, e destinati, se non aiutati, alla strada. Il corso è riconosciuto dal Ministero dell’educazione e della cultura del Brasile e assegna un titolo di diploma universitario.
Padre Claudio insegna anche teologia in seminario a Belem, attualmente al primo e al quarto anno: per ambedue i corsi ci sono 21 iscritti, pochi, ma meno male che ci sono almeno loro. La prossima settimana li incontrerò per un confronto di un’intera mattinata su comunicazione e cultura.
Ad Ananindeua vi è la casa della "Missao Friuli Amazonia", la onlus brasiliana che è diventata il punto di riferimento per i friulani che vengono a Belem per volontariato. Ma non basta. Nei prossimi giorni andremo anche a visitare la "Casa do menor" in una favela di Belem. La Casa è gestita, sotto la supervisione di padre Pighin, da suore che stanno favorendo il recupero della struttura e insegnano a bambini e ragazzi, che popolano quella baraccopoli, attività sportive, danze, ma anche e soprattutto arti e mestieri tipo il meccanico di biciclette. Insomma si tratta di un’alternativa alla criminalità, purtroppo molto presente, alla prostituzione, specie minorile e alla povertà.
Avremo contatti anche con il "Movimento verdadeiro da comunicào" e con la Casa della gioventù dove sabato 8 agosto alle ore 18 (qui c’è un fuso orario di 5 ore in meno) terrò una conferenza su "Jovem e internet", giovani e internet, le minacce e le difese della nuova cultura. Ulteriori info su http://www.comunidadecaju.com.br/.
Intanto mio figlio Marco aiuta alla gestione della casa di Ananindeua, prepara i pranzi con una signora (anche lei accolta da padre Claudio) e Francesco Tius che si adopera anche per molte altre cose.
Ha ragione padre Claudio: solo attraverso la cultura e la formazione i poveri del Brasile potranno riscattarsi. Intanto qualcuno ce l’ha già fatta: sono 70 i ragazzi già "sfornati" dal corso di comunicazione che hanno trovato un lavoro. Alla sera padre Claudio si appoggia alla parete e dice "però è dura", ma sorride e nel suo sorriso è racchiusa tutta la volontà di andare avanti e farcela.

Daniele Damele
In foto: padre Claudio Pighin durante un'omelia

Monday, August 03, 2009

MISSIONE FRIULI AMAZZONIA (1)

La partenza per Ananindeua, alla periferia di Belem, nello Stato del Parà in Brasile di mio figlio Marco, 16 anni a settembre, e mia è avvenuta domenica 2 agosto alla sera da Trieste. Volo su Roma e poi nella notte su San Paolo. Da lì altro volo per Belem, con scalo intermedio a Manaus. Ad Ananindeua l’arrivo è avvenuto lunedì 3 agosto verso sera.
Siamo andati da padre Claudio Pighin, fondatore dell’associazione onlus "Missione Friuli Amazzonia" per un’esperienza di volontariato di circa 15 giorni. Il sodalizio è una realtà impegnata nel sostegno di attività missionarie nell’Amazzonia brasiliana. Missione Friuli-Amazzonia vuole costruire un ponte ideale di solidarietà tra il Friuli e il Brasile occupandosi di attività educative per i ragazzi delle periferie cittadine.
Padre Pighin è un missionario originario di Orcenico Inferiore – Zoppola (PN). L’associazione di volontariato è nata proprio grazie all’iniziativa di amici e compaesani di padre Claudio nell’ottobre del 2007. L’obiettivo è quello di promuovere interventi nel mondo giovanile e del disagio sociale.
I membri del Consiglio direttivo della onlus sono oltre a padre Pighin (presidente), Silvano Tius (vicepresidente), Antonello Tius (segretario) e Danilo Crappi (tesoriere). Tra gli associati ricordo Claudio Scodellaro, Lorenzo Bertossi, Claudio Stolf, Antonio Buttignol, Qurico Cossu e Costantino Brustolin. Benefattori sono Marina Mascarin e Vittorio Di Trapani, entrambi impegnati nel progetto scuola.
In questo periodo uno dei volontari presenti ad Ananindeua è Francesco Tius.
Voglio sottolineare che l’associazione intende contribuire all’emancipazione dalla povertà, dall’ignoranza, dall’emarginazione contrastando il sottosviluppo di popoli e individui. In particolare si mira alla formazione culturale e all’educazione.
Per raccogliere fondi ogni anno Azzano Decimo (PN) promuove una "Festa de beneficéncia" mentre a Orcenico Inferiore si tiene la "Fiesta dal formai" nel corso della quale i giovani vedono con i loro occhi ogni fase della produzione del formaggio. Una lotteria e una cena aiutano a raccogliere fondi per una festa all’insegna della memoria e della solidarietà.
Ulteriori info nel sito http://www.missionefriuliamazzonia.pascom.it/. Nei prossimi giorni fornirò, comunque, altre notizie sull’associazione e sull’esperienza che con Marco sto per iniziare in Brasile.

Daniele Damele

Sunday, August 02, 2009

VOLONTARIATO IN BRASILE

Ciao! E' il 2 agosto 2009. Sono in partenza per il Brasile, per Ananindeua (Belém - Parà) dove, assieme a mio figlio Marco (16 anni a settembre), parteciperò a un’esperienza di volontariato per la Missione Friuli-Amazzonia di padre Claudio Pighin di Orcenico Inferiore di Zoppola (PN). L’esperienza durerà sino a Ferragosto.
Se lo vorrai potrai seguire quanto realizzeremo su questo blog (che apri pure dal sito http://www.danieledamele.it/), ma anche su Il Gazzettino di Pordenone e sul sito Periodico Italiano.

Daniele Damele
In foto: Belém (Parà - Brasile)