Monday, June 29, 2009

LEGGE OK SULLA SICUREZZA ON LINE, E' UN PRIMO PASSO


Nei giorni scorsi il Senato della Repubblica ha approvato la legge che va sotto il nome del "pacchetto sicurezza". Non è, però, stata data enfasi a certi positivi contenuti di tale legge.
Tra i provvedimenti previsti dalle nuove norme è stata recepita una opportuna proposta del senatore Gianpiero D’Alia (Udc) in tema di repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet.
Finalmente una buona notizia nel mondo della rete, una prima regola. Chiunque, come il sottoscritto, gestisce un sito o un blog e invitasse a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta dovrà essere oscurato dal proprio provider. Il Ministero dell’ Interno, infatti, a seguito di comunicazione dell’autorità giudiziaria, potrà disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio.
La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50 mila a euro 250 mila per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Qualcuno al solito griderà alla censura e porrà in guardia rispetto a una presunta volontà di non si sa chi di mettere sotto tutela social network come Facebook oppure Youtube e tutta l’informazione libera che viaggia in rete. Nulla di tutto questo. Si tratta solo di dare regole a un sistema che la cui libertà assoluta è scambiata per una sorta di zona franca del rispetto delle leggi, di anarchia dove chiunque può diffamare, calunniare, scrivere falsità anonimamente o peggio ancora commettere reati anche terrificanti come quelli legati alla pedofilia on line, reati che vanno assolutamente bloccati.

Daniele Damele

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