Monday, June 08, 2009

DAL VOTO EUROPEO L'INDICAZIONE DELL'INUTILITA' DI VOTARE IL REFERENDUM


Tra i tanti esiti emersi dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo in Italia uno è chiaro: il 21 e il 22 giugno non serve andare a votare per il referendum. Il bipartitismo in Italia non arriverà mai. I due maggiori partiti, Pdl e Pd, hanno rispettivamente il 35 e il 27 per cento circa. Ebbene il premio di maggioranza per una forza politica che rappresenta al massimo poco più di un italiano su tre sarebbe una forzatura che non tiene conto dell’espressione della vera maggioranza, seppure divisa, del Paese. E a nulla varrebbe favorire alleanze prima del voto per un’unica lista, salvo poi inevitabilmente dividersi un attimo dopo il primo exit poll.
Andare a votare per questo referendum non serve, gli italiani si sono già espressi e chiaramente. Servono, invece, dei correttivi all’attuale legge elettorale nazionale: occorre ridare la possibilità all’elettore di esprimere una o forse anche due preferenze e necessita ricalibrare il premio di maggioranza per la coalizione solo a livello nazionale. Insomma occorre togliere dal meccanismo del Senato il premio a livello regionale per omogeneizzarlo a quello della Camera a livello nazionale. Ciò in attesa che una riforma del sistema di governo oggi in vigore elimini il bicameralismo perfetto a favore del Senato delle Regioni.
Insomma no al bipartitismo e sì, invece al bipolarismo attraverso coalizioni omogenee in grado di garantire governabilità e stabilità.
Ma non basta. Penso che l’occasione di una revisione del sistema elettorale nazionale dovrebbe favorire anche l’aggiornamento del voto per Comuni e Province. Mi spiego: oggi se un sindaco o un presidente di Provincia si dimette, dopo 20 giorni gli subentra il suo vice che porta l’Ente al primo voto utile. Ma qualora la maggioranza dei consiglieri voti una mozione di sfiducia al vertice, a portare al voto l’Ente locale è un commissario straordinario. Ebbene tale figura dovrebbe essere prevista solo nel caso di dimissioni collettive della maggioranza dei consiglieri. Se viceversa gli stessi maturano una maggioranza consiliare (vecchia o nuova) gli stessi dovrebbero avere la possibilità, se riescono, di votare una mozione di sfiducia costruttiva eleggendo un nuovo sindaco o presidente di Provincia e una nuova Giunta pronti a subentrare all’esecutivo sfiduciato. Tale nuovo governo locale avrebbe la sola limitata possibilità di portare alla prima scadenza utile l’Ente locale al voto evitando così la nomina di un commissario.
Complimenti e auguri di buon lavoro a chi ha vinto e a chi dovrà controllare dall’opposizione in attesa e nella speranza di veder nascere buoni provvedimenti per l’intera comunità.

Daniele Damele

No comments: