Thursday, April 16, 2009

Alla Rai pubblicizzato un sito per il gioco d'azzardo


La trasmissione in onda su RAI 3 Neapolis (a cura della testata giornalistica della Rai campana), ha pubblicizzato un sito italiano che invita al gioco d'azzardo pochi minuti prima di Trebisonda.
E' un peccato che una trasmissione che si rivolge ad un pubblico giovane sia condotta senza tenere conto della presenza di ragazzi e adolescenti. I siti che invitano al gioco on line sono in costante crescita sia numerica che per utenti registrati. Non era proprio necessario che una rete pubblica televisiva si mettesse a fare pubblicità a questo tipo di siti. Il gioco d'azzardo, anche quando è legale, è comunque proibito per i minori. Costituisce inoltre una piaga sociale la dipendenza da gioco sempre più diffusa. Il gioco on line non solo favorisce la diffusione del fenomeno, ma lo rende disponibile anche ai minori: chi controlla infatti l'età dei giocatori?
D’altronde il poker on line è un affare di oltre 400 milioni di euro l'anno. Cifre da capogiro come si suol dire. Almeno il 5% circa degli accedenti al poker in internet non ha 18 anni riuscendo a bypassare i filtri.
Si tratta di un'altra vergogna di internet, ma qualcuno protesterà accanto a davide.it? E le istituzioni preposte ai controlli riusciranno fermare quel 5% di minori? Oppure tutto passerà all'insegna del profitto creando altri dipendenti del gioco d'azzardo che abbiano più o meno di 18 anni?

Daniele Damele

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