Sunday, September 07, 2008

MARIA PIA PAVANI: non spegniamo i riflettori


Giovedì 28 agosto è scomparsa Maria Pia Pavani. Non spegniamo i riflettori sulla sua vita, le sue attività, i suoi insegnamenti, i miracoli umani compiuti. Maria Pia era, è una scrittrice e pittrice di Cormons. Componeva poesie toccanti di forte sensibilità e, grazie all’ausilio di uno speciale pc disegnava quadri di grande impatto emotivo, fiori soprattutto, i suoi fiori. Maria Pia se ne è andata a causa di una complicanza respiratoria nella sua casa. Da 15 anni era collegata a un respiratore in quanto malata di Sla (sclerosi laterale amiotrofica).
E’ stata e rimarrà un esempio, un modello per tante persone. Maria Pia Pavani aveva 64 anni. Ha lasciato il marito Giuseppe La Notte e i figli Arianna, Vittorio, Marco e Carla, ma anche i genitori Flaminia Guerra e Ottorino Pavani. Per tutti loro, al pari di tutti i suoi tanti amici, la notizia della morte è stata improvvisa. E’ come se Maria Pia avesse avuto un incidente. Eravamo tutti abituati a vederla, sentirla, capirla e quella situazione di paralisi era divenuta normalità, da sempre. Guardando a Maria Pia da tanti anni costretta nel suo letto di casa in molti parlarono di un miracolo, artefici Maria Pia stessa, la sua famiglia, i medici e tutte le persone che l’hanno circondata di affetto, attenzione, ascolto e amore. Questi sentimenti erano ben presenti e palpabili anche il giorno del funerale con le tante persone accorse, compresi molti carabinieri, l’Arma di cui fece parte il marito di Maria Pia e di cui fanno parte oggi i figli. Erano lì, a significare il senso del dovere, della fermezza, della giustizia, valori che Maria Pia ha costantemente fatto propri insegnandoli a tutti.
Quella di Maria Pia è certamente una perdita enorme per l’intera comunità regionale del Friuli Venezia Giulia, ma possiamo far qualcosa per impedire che si viva di soli ricordi. Diamo voce ai suoi figli, riprendiamo le battaglie contro la Sla, le malattie, per un’assistenza giusta e umana per tutti, per dare voce a chi troppo spesso non ce l’ha.
Quanto ha detto la figlia Arianna alle esequie della mamma può divenire un programma di lavoro per il futuro. Istituzioni, a vario livello e per le differenti competenze, associazioni, volontariato, operatori sanitari, famiglie, cittadini facciano qualcosa subito e nel tempo nel senso indicato da Maria Pia.
Ci si ritrovi e si dia spazio a queste iniziative. I media non spegnano i riflettori, non scordino questa personalità, le cose che ha fatto, i suoi insegnamenti. Maria Pia può continuare a vivere con noi e per tutti noi, dipende solo da noi.

Daniele Damele

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