Monday, June 30, 2008

RICORDO di Daniele Damele alle superiori di Lorenza Pellegrini



Mail inviata a Irene Tosoratti, collaboratrice di "Conosciamoci":




Ciao Irene,


ecco, forse sono riuscita a trovare un attimo di tempo per rispondere alla tua mail. Innanzitutto grazie per la "rassicurazione" in merito a possibili contrattempi.
Per quanto riguarda il "Daniele" delle Superiori, come ti ho già scritto, eravamo in due sezioni diverse, io nella A e lui nella B. A dire il vero io ero stata assegnata (con elenchi già esposti) alla sezione B, ma, dal momento che abitavo da poco a Monfalcone, e la mia "grande amica" era nella sez. A, avevo fatto una richiesta al Consiglio di istituto (ovviamente firmata dai miei genitori) per ottenere l'assegnazione all'altra sezione Sono quelle "piccole forzature del destino" che, bene o male, in un certo qual modo ti cambiano la vita: compagni e insegnanti diversi, percorsi comunque mutati.
Eravamo in sezioni diverse e il ns. Istituto, a quei tempi, era strutturato in maniera tale da rendere difficile la conoscenza, anche solo "di vista", con molti alunni. Questo perchè l'edificio centrale era fatiscente (Via Marco Polo, zona campo sportivo di Panzano) e poteva ospitare solo due sezioni (la C e la D). Quattro classi della A, la mia, erano ubicate alla "Marcelliana", la B (Daniele) in nuovi prefabbricati (che "sapevano tanto" di "recente" terremoto -1976-) in un'area libera poco lontano.
Questi particolari tecnici, apparentemente insignificanti, sono in realtà, ai fini della storia e dell'inquadramento del "personaggio" a mio parere importanti perchè, non essendoci molte occasioni per "interagire" era ben difficile conoscere, per i corridoi della scuola, nuove persone, se non appartenenti alla tua sezione.
Non si può dire che io "fossi amica di Daniele": se ti ricordi quello che io ho scritto sul blog io mi ricordavo di lui, ma non ero per nulla sicura che lui si ricordasse di me, anche se ai tempi ci salutavamo, perchè lui era "il personaggio", per come me lo ricordo a distanza di trent'anni, io "una nel mucchio".
I brufoli... forse non ho mai visto, in tutta la mia vita, una persona che ne avesse così tanti... una "cosa così" ai tempi, avrebbe messo in ginocchio qualsiasi persona. Non mi sembra che con lui sia successo, almeno apparentemente. Era sempre in prima linea, mi pare anche impegnato nel "giornalino della scuola" (se la memoria non mi tradisce), sempre in vista nelle occasioni importanti. Una sorta di leader, ma un leader cortese e disponibile, che non si dava certo arie e che "credeva" in ciò che faceva. Ecco perchè, a distanza di anni, non l'ho dimenticato.
Allora nella ns scuola si respirava un'aria di "leggera contestazione" (nulla a che vedere con grandi movimenti di pensiero). Era una contestazione "pratica", legata alle legittime rivendicazioni relative al desiderio di avere una scuola con un edificio "decente" e non decentrato in quattro punti diversi (perchè, oltre alle tre sedi sopracitate, c'era anche il Palazzetto dello Sport per le ore di educazione fisica). Mi ricordo Daniele in "pole position" e attivo nella "lotta". I risultati poi sono arrivati, ma come spesso accade, del "lavoro" di quegli anni ne hanno goduto i frutti gli altri, perchè quando è stata costruita la nuova scuola, a Staranzano, noi eravamo già tutti diplomati!
Quindi, come mi pare di ricordare, Daniele aveva già allora un certo spirito che, a quanto vedo, non mi sembra cambiato nel corso del tempo.
Io penso che il mio ricordo di lui sia un po' diverso rispetto a quello degli altri, perchè, lungo il corso della vita, tanti fatti si sovrappongono e cancellano quelli precedenti... almeno credo.
Ecco perchè volevo "agganciare" Daniele alla scuola... forse certe cose non se le ricorda più nemmeno lui, o forse le ha percepite e vissute in maniera diversa da chi gli stava intorno. Credo inoltre che quegli anni, così importanti per la Storia italiana, abbiano anche un po' "formato" la nostra personalità. Abbiamo respirato "in tempo reale" gli anni di piombo, però li abbiamo vissuti, come dire, "bene", non con superficialità, ma nemmeno li abbiamo sentiti come "cappa oppressiva". Ricordo, ad esempio, il "caso Moro": il 16 marzo 1978 è entrata in classe la prof. di Tecnica, che, visibilmente emozionata, ci ha dato la notizia, appena sentita alla radio, pressochè "in diretta". Strana sensazione... allora non lo potevamo sapere, ma era la Storia che entrava nella nostra vita non attraverso i libri... Ricordo però anche, tipiche dei tempi, le tante telefonate "avviso -bomba" a scuola, facile scappatoia per evitare compiti e/o interrogazioni, obbligatoria visita dei carabinieri e.... con gioia per la perdita di tempo... successivo rientro in classe... o forse no...: una volta la mia classe non è rientrata in massa e, inforcando la bici, ha ben pensato di puntare verso Marina Julia, con sacrosanta nota della preside il giorno successivo...
Straordinaria scuola, l'ITC Einaudi... un edificio da terzo mondo che però conteneva tante "belle teste", dagli insegnanti ai ragazzi. Si respirava un'aria propositiva, costruttiva, una voglia di bello e di positivo. Penso che quest'atmosfera sia giovata a tutti, a livello di formazione della personalità. Ho avuto occasione di rivedere, ad anni di distanza, alcuni miei ex insegnanti che mi hanno confermato quella che pensavo fosse solo una mia sensazione, aggiungendo che poi le cose sono cambiate... "...voi sì, invece, eravate un bel gruppo..."
Come vedi, Daniele ha avuto lì tante buone occasioni...
Ora però veniamo al presente. Io, dopo le Superiori, sono tornata "nel mio luogo d'origine" (un percorso travagliato: ero arrivata a Monfalcone a dodici anni, dispiaciutissima di dover lasciare "casa", ma a diciannove ormai mi ero ben ambientata, e il ritorno è stato altrettanto doloroso). Ho conservato però sempre "nel mio cuore" un bel ricordo, che ancora mi lega affettivamente a queste zone (vedi anche il mio primo romanzo). Qualche mese fa è successo che un ragazzo che scrive, Francesco Vidotto, ha visto casualmente il mio sito e mi ha chiesto di collaborare eventualmente con lui per organizzare qualche presentazione. Ho dato un'occhiata al suo sito e ho letto un nome, "Daniele Damele"... "che sia proprio lui?" ho pensato... da lì sono risalita al suo blog, gli ho mandato quel commento che hai letto, lui ha lasciato i saluti sul mio sito e poi, prima che mi contattassi tu, mi ha chiesto "Perché non ci rivediamo un giorno" e successivamente mi ha mandato una email in cui mi chiedeva se fossi stata in FVG il 27 giugno. Io gli ho risposto che ero impegnata nel collegio docenti, e che non avevo "programmi" in zona. Ho chiesto che cosa mi perdevo, e lui, mi ha risposto, senza entrare nei dettagli, testuali parole: "L'ultima registrazione della mia trasmissione per telefriuli". Tu che lo conosci bene, pensi forse che ci tenesse a farmi assistere alla puntata? Come interpretare queste parole? Cmq, più ci penso e più sembra anche a me che gli articoli sulla maturità possano far piacere...
Ok, per il momento mi fermo qui, spero di aver un po' risposto alle tue domande e di non averti in qualche modo "deluso", visto che non ci sono "canzoni" o quant'altro (fine anni '70 primi anni '80: bei tempi, Video killed the radio star, ad esempio, ma non solo...).



Lorenza Pellegrini


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